martedì 26 febbraio 2013

Il bene e il male sono due facce della stessa medaglia...

E' da tempo che desideravo parlare del bello e del brutto di internet e dei suoi figli: i social network. Anzi ad essere precisa del brutto, del male che internet ha portato nelle nostre vite! Premetto che l'invenzione del computer e a seguire del sistema di posta elettronica, di internet, di Facebook, Twitter, YouTube, Google e quant'altro ruota attorno al sistema elettronico che ci permette , in tempo reale e con un semplice clic, di essere dovunque e con chiunque anche se fisicamente siamo comodamente seduti a casa nostra, è un'invenzione fantastica. Questo però non vuol dire che lo sia in assoluto; come qualunque altra invenzione tesa a migliorarci la vita non è tanto l'invenzione in sé ad essere giusta o sbagliata, piacevole o spiacevole ma il modo in cui ogni singolo individuo la usa. Questo è quanto succede anche al web, questa meravigliosa ragnatela di contatti che ruota attorno al mondo... C'è chi tesse i fili del bene portando amore, gioia, proteste di giustizia e conoscenza di cattiverie da combattere  e chi tesse i fili del male mettendo in rete cattiverie, dolore, sangue e morte, non per combatterle ma solo per il morboso piacere di diffonderle. Non parlo della necessità di fare della giusta informazione e cronaca tese a risvegliare le nostre coscienze mondiali ma di alcuni filmati, alcune foto violente e crudeli immesse nel web, attraverso i vari social network. solo ed esclusivamente per il piacere di farlo, il gesto di violenza, e di farsi vedere mentre lo si fa! Mi è capitato infatti di finire, del tutto casualmente, in filmati, o foto,  in cui venivano torturati e uccisi animali, in cui venivano maltrattati ragazzi, bambini; e che dire della pedofilia, delle varie foto di incidenti mortali, degli insulti, spesso molto pesanti, che adolescenti si lanciano attraverso le loro pagine Fb? E poi ci sono i...diciamo peccati veniali: gli insulti ad uomini pubblici, per lo più politici; le discussioni nate su commenti diversi dal proprio, con un ricco vocabolario di insulti e offese spesso pesanti; gli insulti e le offese di chi crede che "chi non è con me è contro di me". Quindi gli argomenti sulla diffusione del male via web non mancano ma vorrei richiamare la vostra attenzione su un episodio, accaduto un paio di giorni fa, che per la sua particolarità è alquanto emblematico. Ecco la cronaca: tra le tante, tantissime foto che popolano internet, ad un certo punto ne compare una che riprende la morte di un neonato mentre viene strangolato. Solo a scriverla, non l'ho vista, rabbrividisco dall'orrore. Questa foto dopo ben 917.000 condivisioni, di cui, ahimè, 124.000 italiane, viene finalmente segnalata a chi di dovere e  censurata. Purtroppo la segnalazione e la conseguente censura non sono state abbastanza rapide nel fermare questa foto che è finita su una specifica pagina Facebook. Il titolare della pagina ha allora deciso di condividere non la foto, ma l'informazione chiedendo di non aprire e non condividere questa foto dato che si trattava di un vero e proprio infanticidio. E' orribile pensare che qualcuno abbia deciso di farsi fotografare mentre compie un crimine così orrendo; è terribile pensare che abbia poi deciso di diffondere questa sua malvagità sul web ma è altrettanto orribile sapere che la foto è stata condivisa, con l'ovvio intento di farla vedere ai propri amici, da ben 917.000 persone!  Dal mio punto di vista è come se quella povera creatura fosse stata uccisa non una ma ben 917.000 volte. E purtroppo la cosa non è finita qui...Il titolare della pagina è stato accusato di cercare a propria volta delle condivisioni, diffondendo questa notizia; gli è stato fatto notare che si tratta di un fotomontaggio( e dov'è la differenza?), e che era evidente che il bambino era già morto al momento della foto; che la foto è partita dall'Egitto quindi si trattava di musulmani! Cosa vuol dire che i musulmani abitualmente uccidono i bambini?  Per dovere di cronaca devo aggiungere che quasi tutti i commenti erano di plauso e ringraziamento per la segnalazione oltre che di sincero e costernato dolore per il tema della foto, fotomontaggio o no che fosse!!! Questo però non toglie niente alla gravità della situazione: ci sono state persone, ma ne sarebbe bastata anche solo una, che hanno perso del tempo per criticare questa giustissima scelta di dire: Basta! Rendiamoci conto che si, è vero che il male e il bene vivono sotto lo stesso tetto, che entrambi fanno parte della Natura umana ma che noi, noi umani, abbiamo la possibilità di scegliere quale strada percorrere; possiamo essere servi del male anche solo condividendolo, accettandolo o guardandolo oppure possiamo essere padroni del bene, del nostro bene! Perché, se percorreremo la strada del bene saremo sempre liberi e certi di poter camminare tranquilli e a testa alta mentre se sceglieremo la strada del male questo, ben presto, divorerà anche noi  perché il male è un cannibale che si nutre principalmente del cuore in cui trova rifugio.
Dio è cieco; il giorno in cui ha creato il mondo non ha visto che il diavolo vi si era ficcato dentro
                                                                                                                                     (Victor Hugo)



sabato 16 febbraio 2013

MA PERCHE' PERCHE' PERCHE' ?

E' con le lacrime agli occhi, e credetemi non in senso figurato!, che mi accingo a scrivere questo articolo...Difficile e truce e tristissimo ma devo, voglio provare a scriverlo ugualmente.Sono anni che compro regolarmente un settimanale femminile dove, da un anno a questa parte, è partita una campagna di informazione sulla violenza contro le donne. Ogni settimana c'è un trafiletto che riporta dalle due alle tre notizie di violenza ai danni di una donna, in Italia, e spesso si tratta di omicidi...Questa settimana oltre al solito trafiletto c'era la segnalazione di un sito, nato da poco, che si chiama: www.inquantodonna.it. Il sito è stato creato da una donna, Emanuela Valente, redattrice freelance. La sua idea iniziale era quella di scrivere un libro sulla violenza quotidiana, quella subita regolarmente e frequentemente, tra le mura domestiche, da tante, troppe donne. Ha quindi iniziato a raccogliere storie e facce e video e testimonianze e quant'altro le serviva per il libro. In pratica si è trovata, ben presto, sommersa da una mole enorme di storie di "femminicidi".Erano così tante ma così tante che ha deciso di aprire un sito, abbandonando la prima idea del libro. Perchè? Perché "...nei volti di quelle donne ho visto me stessa moltiplicata per mille...Perché nessuno dimentichi." dice Emanuela. Ecco il punto chiave...perché nessuno dimentichi...Ovviamente sono entrata nel sito e prego quante mi stanno leggendo di farlo a loro volta. Nella home page ci sono le foto di quasi 250 donne uccise nei modi più brutali .Accoltellate, sparate, affogate, bruciate vive, picchiate a mani nude, prese a sassate a martellate...E tutte, meno un irrisorio numero che si ottiene contando le dita di una mano sola, brutalmente uccise dai loro mariti, fidanzati, compagni o ex. Spesso davanti ai loro figli, troppo spesso insieme ai figli, magari figli dello stesso uomo che le ha uccise. Donne giovanissime, giovani, di mezza età, anziane; donne more, bionde, rosse, belle, brutte, magre, grasse, colte, analfabete...Donne, semplicemente donne. Donne che probabilmente vivevano da tempo dentro un loro inferno personale fatto di minacce, botte, prevaricazioni di ogni genere. Donne che non erano sole, avranno pur avuto una famiglia d'origine, un'amica del cuore, dei vicini di casa, dei colleghi di lavoro, ma che evidentemente sole si sentivano. Evidentemente erano diventate così brave a nascondere i lividi sul corpo e la sofferenza dell'anima agli altri, da nasconderla anche a se stesse. Donne che ogni mattina prima di uscire di casa si recitavano il mantra del "va tutto bene, mi ha promesso che cambierà!" Difficile che una natura violenta cambi,.probabile che con il tempo tenda a peggiorare ed è questo che è successo a troppe donne, ma anche una sola sarebbe troppo. Donne che questi uomini li amavano o almeno li avevano amati, donne che si erano fidate di loro, Del resto se non ti fidi di tuo marito, del tuo ragazzo, del padre dei tuoi figli,  di chi ti devi fidare? Già di chi ti devi fidare? Solitamente la legge non ti aiuta, soprattutto se le liti, le botte, avvengono in famiglia. C'è anche un proverbio che recita "tra moglie e marito non mettere il dito". Una volta forse, quando le donne uccise per mano del consorte erano rare se non rarissime. Oggi invece di morti tra le mura domestiche se ne parla troppo spesso. Ma se ne parla male; si parla di raptus, si parla di lite sfociata in tragedia; se ne parla per giorni e giorni poi una volta preso il reo confesso non se ne parla più, in attesa del nuovo e sempre più violento episodio .E questo non va bene,queste donne, vittime della loro solitudine, non devono essere dimenticate. Queste donne devono essere ricordate  da tutte le donne, perchè tutte noi donne possiamo essere delle possibili vittime. A molte di noi sarà capitato, almeno una volta, di vedere la collega, la vicina di casa, la sorella o semplicemente la donna che incrociamo per strada, con un livido, un grosso paio di occhiali da sole anche se piove, con un braccio fasciato... Cosa abbiamo fatto in quel caso? Magari se conoscevamo bene la persona abbiamo azzardato qualche domanda ed alla evasiva risposta che abbiamo ricevuto ci siamo messe il cuore in pace, mentre se non la conoscevamo ci siamo girate dall'altra parte. No, non dobbiamo fare così, dobbiamo aiutarci le une con le altre e fare muro contro questi uomini violenti. Adesso ci sono le associazioni, ci sono le case famiglia, ci sono donne coraggiose che dedicano la loro vita a donne meno fortunate di loro. Per esempio, andate a visitare questo sito, tranquillizzo chi teme di vedere foto cruente, no solo normali foto di donne come normali erano quelle donne. Guardate negli occhi quelle donne, leggete il modo in cui sono state uccise e poi parlatene, raccontate queste storie alle vostre amiche, sorelle, madri, spargete la voce e fate sapere  alle donne che subiscono violenza che sole non sono, c'è un intero mondo di donne pronto a lottare con loro e per loro.
A giudicare l'amore dalla maggior parte dei suoi effetti,
somiglia più all'odio che all'amicizia.
                                                        (La Rochefoucauld)



giovedì 14 febbraio 2013

Poesia per tutti gli innamorati...AUGURI!


POESIA D'AMORE

 



Al vento affido i miei pensieri
perchè si sappia quanto t'amo;
al sole affido i miei desideri
perchè ti possano riscaldare;
al mare affido i miei sguardi
perchè ti possano immortalare;
al fuoco affido le mie carezze
perchè ti possano purificare;
a te amore mio
affido la mia vita
perchè tu solo sai quanto essa vale.




Solo perchè qualcuno non ti ama come tu vorresti,
non significa che non ti ami con tutto se stesso.
                                                       ( Paulo Cohelo)




 






mercoledì 13 febbraio 2013

Ma dove andremo a finire,,,?!

"Ma dove andremo a finire...?!"Ecco questo è quello che ho pensato quando ho letto, sul web, questa notizia. Visto che le brutte notizie sono ormai all'ordine del giorno, tutto sommato dovremmo esserci abituati ma per fortuna non è così, almeno non per me, che quando si tratta di bambini e animali sento il sangue che mi ribolle, perchè, come ho già detto in questo blog, sia gli uni che gli altri sono, in assoluto, gli esseri più fiduciosi e indifesi della terra!Ecco la notizia.Siamo a Vigevano in una scuola elementare. Al momento di andare in mensa una bambina viena allontanata e portata, insieme ad altri 6/7 bambini, in una sorta di scantinato dove viene servito un pasto alternativo a base di sola pasta bianca e frutta. La madre della bambina, che era completamente all'oscuro, quando va a prenderla all'uscita da scuola la trova in lacrime perchè era anche stata presa in giro dai compagni che le avevano detto che era povera e quindi non poteva mangiare con gli altri! L'antefatto è che la madre, trovandosi in gravi difficoltà economiche, non aveva potuto pagare la mensa ma mai,e credo proprio mai, ha pensato che questo avrebbe procurato un'umiliazione del genere alla figlia! Infatti la donna era completanebte all'oscuro di questa cosa. Pare sia stato il sindaco a chiedere alle maestre di allontanare i bambini, i cui genitori non avevano pagato la retta, dalla mensa confinandoli nello scantinato e i bambini hanno comunque avuto un pasto caldo grazie alla colletta di alcune maestre.A questo punto mi chiedo: perchè il sindaco non ha comunicato alle famiglie che se non veniva pagata la retta i bambini non avrebbero potuto usufruire della mensa?Perchè il sindaco ha pensato che il solo modo per far quadrare il bilancio fosse quello di allontanare dei bambini dalla mensa scolastica?Perchè il sindaco non ha pensato che coinvolgeva dei bambini innocenti?Perchè sono ancora una volta i bambini a pagare per le mancanze dei grandi?Ovviamente non parlo del mancato pagamento della retta scolastica ma parlo dell'assurda idea che ha avuto il sindaco per risolvere la questione!Non voglio fare i conti in tasca a nessuno...nè alla madre che non ha potuto pagare la mensa nè al sindaco che probabilmente non poteva pagare le rette di tasca propria. Ok, ognuno è padrone di fare quello che vuole con i propri soldi, ma con i soldi del comune la cosa  cambia. Immagino che i bambini allontanati dalla mensa fossero residenti a Vegevano o in altra zona di appartenenza al comune di Vigevano, quindi non sarebbe stato per nulla sconveniente provvedere, con i soldi del comune, al pagamento delle rette mancanti. Non credo che il comune di Vigevano sia un comune povero, ma ammettiamo anche che sia così...mi rifiuto di credere che la sola strada percorribile per far quadrare il bilancio comunale, fosse quella di privare dei bambini del loro pranzo giornaliero allontanandeoli, per di più, dal locale adibito alla mensa scolastica. Perchè poi? Per proteggerli dagli altri bambini, per far arrivare un messaggio più incisivo ai genitori o per quale motivo?Il sindaco in questione ha figli? E se li ha non ha pensato all'umiliazione a cui sottoponeva quei bambini?Ha forse pensato che i genitori non volevano di proposito pagare la retta della mensa?E se anche così fosse stato era forse giusto umiliare il figlio per una mancanza del padre? Non sarebbe stato più logico, per esempio, dare ai genitori qualche giorno di tempo facendogli presente che se non avessero provveduto al saldo del debito avrebbero dovuto andare a prendersi i figli a scuola durante la pausa pranzo? E sarebbe stato sbagliato, in quanto sindaco, quindi primo cittadino, occuparsi del perchè queste rette non erano state pagate?Quante domande...troppe che resteranno senza risposta e non solo perchè io non ho nè il modo nè la possibilità di girarle al sindaco di Vigevano, per la verità non ne ho nemmeno la voglia, ma perchè sono domande retoriche che hanno già la loro risposta: Una soluzione alternativa all'umiliazione subita dai bambini c'era, certo che c'era!!!Bastava guardare il problema non con i freddi occhi della ragione ma con quelli umani del cuore! Bastava pensare che dietro quei numeri da incolonnare c'erano dei bambini, cioè delle persone con sentimenti e quindi soggette ad umiliazione, sofferenza e dolore.Bastava pensare che i bambini di oggi sono gli adulti di domani e che noi, adulti di oggi, siamo responsabili, con il nostro esempio, delle loro azioni di domani.Quindi mi sorge spontanea un'altra domanda, che retorica non è: come si comporteranno domani, da adulti, questi bambini con le persone in difficoltà che incontreranno sulla loro strada?











Nella vita fa tutto con l'amore nel cuore.
                                  (Theresa A. Finch)

























giovedì 7 febbraio 2013

Foto gallery di... insoliti amici

Questa volta niente chiacchiere, le parole sono superflue dato che queste bellissime foto, parlano da sole!



 
 
Due veri amici sanno rimanere in silenzio...
                                                 (Pam Brown)
 
 
 
 


sabato 2 febbraio 2013

Circo...incivile barbarie

 












La notizia è di quelle che fanno riflettere:il respondsabile del circo Medrano, noto circo italiano, è indagato per maltrattamento agli animali, quelli del suo circo. A questo punto sorge spontanea una domanda: cosa si intande per maltrattamento agli animali parlando, nello specifico, di animali  del circo? Non credo assolutamente che gli animali del circo possano in alcun modo essere trattati nè bene nè civilmente.  Sono animali a cui è stata tolta la libertà, animali che trascorrono la loro vita in gabbia, legati a delle catene, tenuti all'interno di vasche piccolissime piene d'acqua sporca; sono animali mal nutriti, ammaestrati spesso con violenza e crudeltà, animali non amati nè rispettati e non è possibile, nel loro caso, parlare di condizioni di vita normali, o almeno accettabili.
Il circo ha una storia antica, pare infatti che ci fossero giocolieri e danzatrici fin dai tempi degli antichi Egizi. E che dire poi, della cattiva abitudine degli antichi romani? 
 Era infatti costume dell'imperatore deliziare il popolo con spettacoli nel circo, appunto. Dove per circo si intendeva un'arena di forma circolare.In questa arena scorreva sangue a fiumi, di uomini, combattenti o schiavi, e di animali , per lo più feroci felini. Nel medioevo invece sorse il cosiddetto "serraglio", che altro non era se non uno zoo itinerante, pieno di bestie feroci in gabbia che venivano mostrate al pubblico delle fiere, di villaggio in villaggio. Poi qualche saltimbanco con più iniziativa cominciò, sempre nel medioevo, ad ammaestrare gli animali, per lo più orsi, che non solo venivano, con crudeltà, costretti a ballare al suono di tamburelli ma che spesso venivano anche usati per i combattimenti con i cani...Tempi decisamente diversi, e per civiltà e per cultura.Sotto  un certo punto di vista si può anche capire il perchè di certe barbarie  ai danni degli animali  Però adesso siamo decisamente più colti e civili, o almeno crediamo di esserlo! Ma la prima e vera forma di civiltà è fondata sul rispetto della vita, in ogni sua forma. Non possiamo ritenerci civili ed evoluti finchè continueremo ad ignorare che altre forme di vita soffrono per garantire a noi un'ora di divertimento!Il circo è bellissimo, il circo senza animali è meraviglioso! Pensiamo allo straordinario "Cirque du Soleil"! Non ho mai avuto il piacere di vederli dal vivo, ma qualche spettacolo in televisione si. Sono acrobati straordinari e capacissimi e sono persone meravigliose. Ecco questo e solo questo dovrebbe essere il circo del futuro, un circo fatto solo di persone:clowns, acrobati, giocolieri, mangiafuoco, funamboli e quant'altro ogni personale talento possa inventare. Probabilmente decine e decine dì anni fa, intorno alla fine del 1770, pare sia questa la data di origine del circo moderno, l'animale ammaestrato attirava moltissimo, anche perchè non c'erano altre possibilità, per la gente dell'epoca, di vedere animali feroci se non all'interno del circo.Ma oggi le cose sono cambiate, con l'invenzione di internet e della televisione è possibile vedere di tutto in qualunque momento. E cosa c'è di più bello che vedere una tigre che corre libera , di un elefante che incede maestoso, di un ippopotamo che sbadiglia dentro un lago tra i suoi simili? Com'è possibile oggi gioire vedendo una tigre che salta dentro un cerchio di fuoco e dimenticare che quella tigre fra pochi istanti sarà chiusa in gabbia, in una gabbia così stretta che le  risulterà impossibile persino girarsi?Oggi siamo colti, siamo informati, sappiamo cosa viene fatto a questi animali, sappiamo che anche gli animali soffrono e non solo per i dolori fisici.Oggi sappiamo che anche gli animali hanno dei sentimenti, conoscono la gioia, la tristezza , la rabbia, la paura. Sappiamo che è per loro tremendo quanto lo sarebbe per noi, vivere privati della libertà, chiusi in una stretta gabbia per tutta la vita!Eppure...eppure c'è ancora chi riesce a peggiorare la loro già terribile situazione; c'è chi non mette niente, nemmeno un pò di paglia, nel fondo della gabbia lasciando così l'animale esposto al freddo dell'asfalto;c'è chi sembra ignorare la piaga che ha sulla zampa l'elefante, perchè tanto con gli addobbi giusti, durante lo spettacolo non se ne accorgerà nessuno; c'è chi pensa che arrotolandolo un serpemte possa stare in un cassetto; c'è chi, pur dichiarando di amare i propri animali, volutamente ignora i numerosi comportamenti strani e compulsivi dei suddetti, che altro non sono se non manifestazioni di stress e disagio. C'è chi ancora pensa che essendo in cima alla catena alimentare, sia il predatore più intelligente ed evoluto...confondendo l'intelligenza con la stupidità e la civiltà con la prepotenza, che è poi segno di estrema stupidità!!!Concludo facendo mie le parole di Paul Berthollet, grande esploratore che ha dedicato la vita intera agli animali, cercando al contempo di educaere i suoi simili a rispettarli:"più conosco gli uomini, più amo gli animali".
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L'uomo tra tutti gli animali è il più crudele perchè è l'unico che provoca dolore per il proprio piacere.
                                                        (Mark Twain)





 

lunedì 21 gennaio 2013

Dall'Olimpo...( capitolo terzo)

L'imsistente trillo della sveglia fu quasi un sollievo per Virginia...almeno aveva una scusa per alzarsi!Aveva passato la notte praticamente in bianco; era sabato, stasera Aurora sarebbe andata a quel compleanno e lei...lei aveva accettato con troppa fretta l'ennesimo invito a cena di Giorgio, proprio per quella sera. Ma cosa accedenti le era preso? D'accordo che quando lui le aveva chiesto di uscire, con un tono piuttosto stanco probabilmente era certo del suo ennesimo rifiuto, lei aveva acconsentito con gioia ma era solo perchè aveva pensato che uscire le avrebbe fatto bene, l'avrebbe distratta dal pensiero di Aurora." Oddio Aurora questa sera esce con delle amiche e degli amici... Chissà se tra questi amici c'è anche qualcuno che per lei è più di un amico..."pensava Virginia mentre si alzava più stanca di quando si era coricata la sera prima. "Ma quando è cresciuta Aurora? Dov'ero io mentre quell'allegra e deliziosa bambina veniva sostituita da quest'adolescente impaziente, arrogante e presuntuosa?" No no questo non era proprio giusto, Virginia lo sapeva, Aurora magari era sì un pò prepotente, ed anche impaziente ma arrogante...arrogante proprio no o magari, se lo era, lo era nello stesso identico modo in cui lo era stata lei con sua madre e probabilmente sua madre con la nonna prima di lei...e così via. In fondo l'animo umano è sempre uguale, può cambiare il mondo che ci circonda ma l'uomo no, i suoi sentimenti sono sempre gli stessi! Era solo che per Virginia quella era stata una settimana pesante....Prima aveva dovuto spiegare a Giorgio che prima o poi Aurora doveva pur cominciare ad uscire, i figli crescono non li si può mica tenere sotto una campana di vetro! La cosa buffa è che nemmeno lei credeva a quello che diceva a Giorgio e che lei avrebbe voluto e come tenere Aurora chiusa in casa, preferibilmente in una bella teca di cristallo, fino al compimento del suo quarantesimo anno d'età...Comunque... Prima c'era stato Giorgio da affrontare, poi la sua leggerezza nell'accettare l'invito di..."Un momento, anche lui si chiama Giorgio! Ecco perchè mi sono pentita quasi subito di aver accettato l'invito di questa sera. E se quella teoria secondo la quale il nome determina il carattere di chi lo porta fosse vera? Questo vorrebbe dire che anche il mio collega è un farfallone bugiardo come il mio ex marito...Ma no ma cosa vado a pensare...Teoria del carattere determinato dal nome... che assurdità!" E con una scrollata di capo Virginia si era infilata sotto la doccia. Mentre faceva scorrere il benefico getto dell'acqua calda sulla nuca aveva ricominciato a pensare ad Aurora...Parlare con la madre di Ammina l'aveva alquanto tranquillizzata. I ragazzi sarebbero andati al cinema, al The Space Odeon a vedere un film in 3D e poi da Fresco per una pizza. Entrambi i locali erano in zona Duomo, quindi molto centrali e poi i genitori di Ammina sarebbero sempre stati con loro. A debita distanza daccordo, ma pur sempre senza perderli di vista. Certo continuava ad essere preoccupata, in fondo quella era la prima volta che sua figlia usciva da sola, ma sapeva che questa prima volta sarebbe arrivata, prima o poi...E poi avrebbe fatto bene anche a lei  uscire per una sera. Non ricordava nemmeno più quando era stata l'ultima volta che era uscita...Quattro, cinque anni prima, con Giorgio il suo ex. Lei era ancora molto innamorata di lui allora e faceva finta di non vedere e non sapere che per lui, lei non era l'unica...Basta pensare a lui, pensarci la faceva arrabbiare, la faceva sentire ancora umiliata e ferita e lei non aveva nessuna intenzione di rovinarsi la sua prima uscita dopo tanti anni per colpa di quell'irresponsabile del suo ex...E poi c'era quella lettera...quella terribile lettera che era arrivata alla sua posta lì, al giornale, qualche giorno prima. Aveva deciso che non poteva ignorarla, che doveva rispondere ma cosa rispondere ad una madre distrutta dal dolore perchè la figlia, un anno prima, era morta in un incidente d'auto? Magari poteva parlarne con Giorgio questa sera; in fondo era un giornalista anche lui ed erano colleghi, non avrebbe fatto il nome di quella donna, gli avrebbe solo raccontato della sua angoscia e chiesto un parere su cosa risponderle. "Già cosa si risponde ad una donna che ti dice: Virginia mi aiuti Lei, ho altri due figli ma non riesco nemmeno ad alzarmi dal letto la mattina...Perchè se mi alzo dal letto mi rendo conto che la mia Paola, la mia piccola Paola, non c'è più.Non è nel suo letto, non è a tavola con noi, non è nella mia vita...La prego mi aiuti...Già cosa posso dire io per aiutarla?" Pensava Virginia mentre si strofinava vigorosamente i capelli con l'asciugamano.

sabato 19 gennaio 2013

Cane abbandonato...


Questa foto non ha bisogno d'essere commentata, purtroppo parla da sola!!! L'ho trovata navigando in internet...In pratica questa femmina di pitbull è stata trovata dalla polizia, a Niscemi in provincia di Caltanisetta, in condizioni di denutrizione avanzata, legata al cancello di un terreno incolto ed abbandonato. Trattandosi di un pitbull puà essere che dopo essere stata a lungo sfruttata per il combattimento clandestino dei cani, alla fine si sia deciso di abbandonarla lasciandola morire di fame e di sete. Oppure apparteneva a qualcuno che forse si era stancato di lei...Poco importa come e perchè questa povera bestia sia stata ridotta in queste condizioni. Non sarebbe nemmeno importante sapere chi, chi ha osato fare una cosa del genere!!!L'ignobile vigliacco, non può essere definito in nessun'altro modo, persino definirlo una bestia è un'offesa per gli animali, non è degno nemmeno dei miei insulti, perchè anche sputargli in faccia sarebbe una considerazione che non merita. Però dato che esiste una legge che punisce chi maltratta gli animali, se si sapesse chi è l'ignobile vigliacco, questi verrebbe giustamente perseguito.Ma ripeto non è dell'ignobile vigliacco che voglio parlare...
Mi rivolgo invece a quanti mi leggono e hanno una coscienza, a quanti non amano gli animali ma li rispettano, a quanti sanno che prendersela con animali e bambini è da vigliacchi, da ignobili vigliacchi!
Basta basta basta!!!Urliamo forte e chiaro :BASTA!!!Chiunque mi legge abitualmente e non, chiunque vedrà questa foto, la ricordi, ne parli, la racconti agli amici...La foto gira su Facebook perchè l'ha messa online la LAV di Enna, l'articolo si legge su internet digitando: Niscemi/cronaca..E' vero questo è un orrore come tanti, troppi, compiuti ogni giorno ai danni di animali e bambini, in assoluto gli essere più indifesi e fiduciosi che ci sono sulla terra. Ma le torture, le cattiverie, le brutalità ai danni degli innocenti avvengono anche per colpa nostra. Nostra che vediamo e facciamo finta di non vedere, che sappiamo e facciamo finta di non sapere, che pensiamo che tanto ci sarà sempre qualcun'altro pronto a difendere i più deboli. No, non è così che funziona, non è così che si fa. Tutti noi, noi che abbiamo una coscienza, noi che sappiamo distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato, abbiamo il dovere di muoverci per difendere i più deboli. Come? Parlando, raccontando, indignandoci e infine isolando. Si, isolando! Sarebbe bello se ques'ignobile vigliacco venisse scoperto, pagherebbe una multa in denaro e si farebbe qualche mese di carcere...Ok e poi? Poi tornerebbe ad essere padre, amico, marito, fratello, figlio...No, ignobili vigliacchi come questo non sono degni della nostra considerazione, non sono degni del nostro saluto, non sono degni di camminare al nostro fianco. Ignobili vigliacchi come quello che ha fatto questo a quel povero cane, semplicemente dovrebbero essere ignorati da tutti, anche dai loro familiari.Quindi mi appello ancora una volta a chi mi legge, parlate di questa storia, andate a cercarla su internet, diamo giustizia a questo e a tutti gli indifesi maltrattati, cerchiamo di sapere chi è stato e isoliamolo, ignoriamolo, facciamogli capire che tutti gli ignobili vigliacchi che approfittano di animali e bambini, non sono degni di chiamarsi "esseri umani"... 
(Voglio solo aggiungere che ho scelto questa frase di Pascal perchè la miseria di cui parla è la pochezza di umanità, di coscienza e di sentimenti...)








La miseria umana è tale che non si può misurarne la grandezza

                                                                            (Blaise Pascal) 

 

venerdì 11 gennaio 2013

Evviva la signora Monica

Chi è la signora Monica? Prima di tutto è una "signora coraggio"e poi è anche la titolare di un bar in una provincia lombarda. Come in molti altri bar, e non solo, della nostra penisola anche lì si poteva giocare "alle macchinette"!Questo fino a qualche tempo fa, perchè un bel giorno la signora Monica ha deciso che tutto sommato un' entrata economica non indifferente, pare che la sua percentuale sui giochi le fruttasse parecchio, non bastava più a far tacere la sua coscienza di moglie e di madre ed ha tolto le macchinette dal suo locale .Gesto etremamente nobile che innalza di parecchio la categoria delle donne. Infatti è stata una donna a trovare questo coraggio e speriamo che diventi un esempio da imitare per tutti.Certo non è facile, ormai il mondo del gioco d'azzardo, che siano le macchinette del bar, i gratta e vinci del tabacchino, i casinò online ecc, è entrato nelle nostre abitudini quotidiane. Si va a comprare il pane e si passa a prendere un gratta e vinci, si entra al bar per un caffè e magari si fa un giro al video poker, non c'è niente in televisione allora si accendo il computer e ci si collega ad uno dei tanti casinò...E' triste pensare a quanta povera gente si trova invischiata nelle diaboliche spire del gioco d'azzardo. Ma ancora più triste è pensare che tutto questo avviene grazie al nostro stato.Ho sempre visto lo stato, qualunque stato di qualsiasi nazione, come una specie di genitore che deve educare, seguire i propri figli soprattutto con il buon esempio. Per esempio se una mamma non vuole che i figli s'ingozzino di torta al cioccolato, non lascia la prelibatezza lì, in bella vista sul tavolo della cucina.Una madre accorta la nasconde. Questo perchè ogni genitore sa che è difficile resistere alle tentazioni. Invece il nostro stato cosa fa? Liberalizza il gioco d'azzardo, lo legalizza vendendo  biglietti di lotteria istantanee...e spinge i propri figli a rovinarsi (pare che l'amore per il gioco, degli italiani, frutti allo stato ben 12,5 milioni di euro l'anno!!!)... Perchè è così che si va a finire ROVINATI!!!Certo non tutti e non per forza ma si sa che molti finiscono con facilità per rovinarsi la vita. Senza andare troppo lontano a me è capitato di vedere dei cari amici di famiglia che si sono rovinati...Una famiglia normale, come mille altre: padre, madre, figlia. Sposati da diversi anni, con alti e bassi come tutti noi, con un entrata mensile non esagerata ma sufficiente per spingerli all'acquisto di una casa. Unico neo il vizietto del gioco di lui. Con il mutuo da pagare stranamente il vizietto in questione, forse per il ridursi dei soldi a disposizione per giocare, è diventato un vizio grave fino a sfociare in un vero e proprio problema serio! Per farla breve ben presto i miei amici si sono trovati in un mare di debiti, le cose tra loro sono peggiorate e complice un matrimonio probabilmente ormai un pò liso, lei non ha trovato altra soluzione che chiedere il divorzio...Ovviamente il divorzio è stata la logica conseguenza ad una serie di richieste d'aiuto, ignorate, a famigliari, amici e a quanti potevano ascoltarla e avrebbero potuto aiutarla... E' stata la logica conseguenza a mesi e mesi di liti, suppliche, preghiere rivolte al marito ma cadute nel vuoto, affinchè si curasse...E' stata la logica conseguenza a mesi e msei passati cercando di far quadrare dei conti che ormai non erano più nemmeno dei conti...Richieste cadute nel vuoto perchè lui non ha mai ammesso, e non lo ammette nemmeno adesso, che il gioco gli ha rovinato la vita; non crede di aver bisogno di aiuto e nessuno, nè parenti nè amici, ha voluto guardare in faccia la realtà!!!Per dovere di cronaca devo aggiungere che la scelta della mia amica è stata una scelta di sopravvivenza, la sua e quella della figlia! Perchè è questo che fanno le droghe alle persone; le abbrutiscono a tal punto da non fargli più vedere com'è diventata la loro vita, e meno che mai riescono a vedere il male che fanno agli altri. Si perchè anche il gioco, superato un certo livello di consapevole divertimento, diventa una droga. Non giudico nè il mio amico nè tutte le altre persone che sono finite schiave di questa droga, non mi permetto perchè so che una cosa del genere può accadere a chiunque, nessuno escluso. E' tipico degli esseri umani cercare varie forme di evasione a realtà che a volte sono difficili, o quantomeno faticose, da sostenere. C'è chi le cerca nell'alcool, chi nella droga, chi nel sesso estremo, chi nel gioco, chi nel pettegolezzo spicciolo e maligno...Siamo umani, siamo imperfetti e siamo deboli, questa è la verità! Ecco perchè leggere la notizia del coraggioso gesto della signora Monica mi ha rincuorata. Lei è umana, è imperfetta, è stata debole quando ha accettato di mettere nel suo bar le diaboliche macchinette mangia vita, ma ci ha dimostrato che se non possiamo perfezionarci possiamo almeno provarci, possiamo diventare coraggiosi e forti e fieri come leoni...a lei è bastato un piccolo gesto, staccare una spina dalla corrente!


Il coraggio della goccia d'acqua è che osa cadere nel deserto.
                                                                                 (Lao She)
   

giovedì 3 gennaio 2013

Una storia buddhista...

Come primo post del 2013 voglio raccontarvi una storia, una storia buddhista semplice ma bellissima nella sua semplicità. L'ho letta diversi anni fa in un libro che parlava di insegnamenti buddhisti e non solo non l'ho più dimenticata ma mi rendo conto che la propongo spesso in varie conversazioni.
Siamo in Tibet, in un laghetto sperduto tra le montagne tibetane.Proprio al centro di questo laghetto sorge un monastero, che per la sua particolare ubicazione è del tutto isolato dalla terraferma.I bonzi (i monaci buddhisti del tempio) si sono quindi organizzati per il proprio approvvigionamento.Ognuno di loro ha infatti un piccolo pezzo di terra, che coltiva secondo le proprie necessità, ed un piccolo pozzo, all'ombra di un grande albero, dove conserva la propria acqua potabile.Infatti, una volta alla settimana, dalla terraferma portano l'acqua potabile; evidentemente questa è la sola cosa che i monaci non possono produrre da sé.Immagino che la loro vita, in questo paradisiaco isolamento, scorra nel migliore dei modi!Comunque.. Dopo una faticosa giornata di lavoro tre monaci si dirigono verso il proprio pozzo dove, all'ombra del loro albero, sperano di sfamarsi e dissetarsi. Prendono il mestolo per bere ma vedono che sul bordo di questo c'è una formica.Il primo monaco la schiaccia e poi beve e mangia il suo pezzo di pane. Questa è "la cattiveria". Il secondo monaco prende la formica, la poggia delicatamente a terra e poi beve e mangia il suo pezzo di pane. Questa è "la tolleranza". Il terzo monaco prende una briciola del suo pane e la dà alla formica poi, prende una goccia della sua acqua e la dà alla formica; dopo essersi accertato che la formica ha mangiato e bevuto la posa delicatamente a terra e poi... beve e mangia a sua volta. E questa è "la bontà". Credo sia meglio non aggiungere altro, questa bellissima storia si commenta da sè...

                                                                                           Una buona azione non comporta ricompensa
                                                                                                                                                  Tao-sheng