lunedì 24 novembre 2014
domenica 23 novembre 2014
Una favola sporca...
C'era una volta una bambina...Una bella bambina, con le lunghe trecce color castano dorato che quando saltava alla corda con le compagne, nel cortile della scuola, saltavano con lei...Op, op,op...La bella bambina con le lunghe trecce color castano dorato viveva in una bella casa con la sua mamma, il suo papà e il suo fratellino più piccolo di qualche anno. Era felice la bella bambina con le lunghe trecce color castano dorato e se qualcuno le chiedeva cosa vuoi fare da grande lei rispondeva decisa:"Il dottore!" e scappava via ridendo e con le guance in fiamme, quasi a superare la vergogna che una dichiarazione così importante le provocava. Tutto filava liscio nella vita della bella bambina con i capelli castano dorato ma questa è una favola sporca quindi...Un brutto giorno il papà della bella bambina con i capelli castano dorato si ammalò...Un brutto male, uno di quei brutti mali che non solo ti colpiscono nel corpo ma anche nella Vita e negli affetti. La famiglia della bella bambina con i capelli castano dorato abitava in un piccolo paese dove non c'era un ospedale in grado di curare il suo papà e così, la mamma ed il papà avevano dovuto cercare un altro ospedale. L'ospedale grande ed attrezzato abbastanza da curare quel brutto male era molto lontano e la mamma ed il papà non potevano portare la bella bambina ed il suo fratellino con loro quindi, li lasciavano dai parenti. C'era la nonna e poi c'era la zia. Anzi la zia non era proprio la zia era un'amica della mamma che viveva con un fratello più grande. La bella bambina con i capelli castano dorato la conosceva da sempre e dato che l'amica della mamma e suo fratello erano spesso a casa della sua mamma lei e il suo fratellino li chiamavano zia e zio.E così per la bella bambina con i capelli castano dorati e per il suo fratellino cominciano gli anni del vagabondare...andavano a volte dalla nonna, a volte dagli zii. A casa della nonna dormivano in un unica stanza, in due letti gemelli ed erano tanto, tanto felici perchè si facevano compagnia; si sentivano tanto soli senza la mamma e il papà...Ma quando andavano dagli zii avevano due stanze separate perchè lo zio diceva che non era bello che lei, che era "una ragazzina" , dormisse con il suo fratellino. La bella bambina con i lunghi capelli castano dorato aveva paura di dormire da sola e sapeva che anche il suo fratellino aveva paura di dormire da solo ma la mamma le aveva detto di fare la brava ed ubbidire alla nonna e agli zii quando era a casa loro e così non diceva niente. Finchè una sera...Una sera la porta della sua camera si apre piano, piano, piano, senza fare rumore...la bella bambina con i capelli castano dorato stava per mettersi a gridare quando..."Ah è solo lo zio, meno male..."Lo zio si siede sul letto e comincia ad accarezzarle i capelli, piano, piano, piano...che bella quella carezza sui capelli, la fa sentire meno sola... lei vuole bene allo zio poi...poi la mano dello zio si infila dentro il suo pigiamino e comincia ad accarezzarle la pelle e la bambina vuole dire"Zio..." ma lo zio le mette l'altra mano davanti alla bocca e le dice" Stai zitta e non dire che sono venuto qui stanotte altrimenti dico alla tua mamma che sei una bambina cattiva e che non puoi più stare con noi...alla mamma dispiacerebbe e tu non vuoi far soffrire la tua mamma vero?"...La bambina, che in quel momento non si sentiva bella, voleva dire "no non voglio far soffrire la mia mamma non dirò niente ma tu stai fermo" ma aveva ancora la mano davanti alla bocca e non poteva parlare ed allora comincia a fare no con la testa e i bei capelli castano dorato si sparpagliano sul cuscino e le vanno dentro gli occhi e si incastrano nelle dita dello zio che li tira e la mano dello zio la tocca e la tocca e la tocca e lei...lei comincia a piangere e lacrime silenziose le scendono sulle guance di bambina e le inzuppano i capelli e lei le ingoia e sono amare e sono amare e sono amare...
Poi lo zio era andato via e la bambina, che non si sentiva più bella, aveva continuato a piangere e a piangere e a piangere e alla fine si era addormentata... La bambina, che non si sentiva più bella ma brutta e sporca e avrebbe voluto nascondersi da tutti, aveva pensato che lo zio non sarebbe più tornato la notte, al buio, nel suo letto e invece...Invece sera dopo sera, ogni volta che dormiva dalla zia, lui tornava e lei stava lì, ferma, tremante ma ferma e piangeva e le lacrime le rigavano le guance le inzuppavano i capelli le colavano in bocca ed erano amare erano amare, erano amare...
Purtroppo il papà non guarì dalla malattia ma cercò di guarire facendosi curare per anni ed anni, anni ed anni in cui la bambina, che si sentiva brutta e sporca e voleva nascondersi, andava a dormire dalla nonna e dagli zii. Poi un bel giorno la bambina, che non si sentiva più bella ma brutta e sporca e voleva nascondersi, si accorge di essere cresciuta...il suo papà non c'è più già da un pò e lei non va più a dormire dalla zia però...però non ha dimenticato quello che lo zio, che adesso vive con la sua mamma, le ha fatto per anni solo che adesso, quando va a dormire, si chiude a chiave e non permette a nessuno di entrare nella sua stanza!E' cresciuta adesso ma non ha più i bei capelli lunghi castano dorato, li ha tagliati molto, molto corti così quando la sera piange, perchè lei piange ancora tutte le sere, non si inzuppano più delle sue lacrime, e li ha tinti di nero, nero corvino, così non luccicano più le sue lacrime sui capelli alla luce della luna...e poi è magra la bella bambina è tanto magra, tanto, tanto magra!
Lei odia il cibo, il cibo è sporco, il suo corpo è sporco... la costringono a mangiare ma lei va in bagno e vomita tutto e insieme al cibo vomita anche la sporcizia, lo schifo che si sente dentro e quando non ha niente più da buttare fuori dal suo corpo piange, si siede lì, nel bagno e piange...e la mamma e suo fratello bussano alla porta perchè lei sta lì, chiusa e piange e lei apre e la mamma dice" Ma cos'hai? Cosa ti succede figlia mia?" e lei la guarda e vorrebbe dirle tutto e vorrebbe raccontarle che lei è una bambina sporca e brutta e che vorrebbe nascondersi ma...ma non le escono fuori le parole; la sua mamma ha tanto sofferto non può soffrire ancora per colpa sua...lo zio no, non bussa mai alla porta del bagno quando lei è chiusa dentro e vomita e piange...lo zio no...non bussa mai!
Naturalmente non ha fatto il dottore.. e come poteva lei brutta e sporca curare delle persone? Lavora in un supermercato, come commessa, là nessuno la guarda e lei non guarda nessuno, si limita a dire "Buongiorno signora, ha la tessera?" e "I punti li vuole?" e a passare sul rullo le scatole, i barattoli , le bottiglie...poi la sera torna a casa e si chiude in bagno e vomita e piange...Poi, un bel giorno, un signore alla cassa le dice"No, non ho la tessera perchè?"Mah...quel perchè la scuote; lei alza gli occhi e...e piano piano, con il tempo, si ricorda di essere donna, si ricorda di quando era una bella bambina con le lunghe trecce castano dorato che saltavano con lei,op op op, quando lei saltava alla corda nel cortile della scuola con le sue compagne e sorride...si sorride ad uno sconosciuto che nel frattempo non è più uno sconosciuto e gli racconta perchè si chiude in bagno a vomitare e piangere; non lo aveva mai raccontato a nessuno e lui la capisce e la vede bella e pulita e le dice "Ti amo" e lei scopre che non è sbagliato mangiare, che non è lei brutta e sporca e che se continua a piangere lui,"lo zio", continuerà ad entrare nella sua stanza, la notte, al buio, tutte le sere... ma adesso lei è grande e non è sola e non deve chiudere la porta a chiave e allora si cresce i capelli e lascia che tornino del loro colore naturale:castano dorato...Adesso è una bella bambina con i lunghi capelli castano dorato, ed è una mamma ed ha al suo fianco un papà e "lo zio" non entra più nella sua stanza la sera ma lei...lei sa che non dimenticherà mai, ma sa anche che lei è stata fortunata ma altri bambini? Saranno fortunati come lei? E allora cosa può fare per aiutare altri bambini che la sera hanno uno zio che in una casa buia e silenziosa li va a trovare nel loro lettino e mentre li tocca gli dice" stai zitta o lo dico alla tua mamma e lei soffrirà e tu non vuoi far soffrire la tua mamma vero?"? Cosa può fare?
Ed ecco che un giorno legge un articolo su un giornale che parla di bambini che, come lei, sono stati sessualmente abusati; bambini che adesso sono grandi e vorrebbero, raccontando la loro storia, aiutare altri bambini e decide di raccontare la sua storia lì, sul giornale, magari confessando quello che è successo a lei potrà aiutare qualche bambino, potrà impedire ad !uno zio" di fare del male ad un altro bambino e magari potrà riuscire a ripulire una favola sporca...
Questa storia, che ho leggermente favoleggiato, è tratta da un'intervista che ho letto su un giornale qualche tempo fa. Ho pensato di scriverla nella speranza, o se volete la presunzione, che venga letta da qualche "zio", continuiamo a chiamarlo così, e che costui si renda conto di quanto male sta per fare e di come possa sporcare, per sempre, la favola della Vita di un bambino...La protagonista di questa storia è stata abbastanza fortunata ed è riuscita a crearsi, nonostante tutto, una sua Vita ma per molte altre donne non è così...molte altre donne che sono state abusate da bambine non riescono mai più a vivere la loro femminilità, ad essere mogli e madri, ad essere donne...
Poi lo zio era andato via e la bambina, che non si sentiva più bella, aveva continuato a piangere e a piangere e a piangere e alla fine si era addormentata... La bambina, che non si sentiva più bella ma brutta e sporca e avrebbe voluto nascondersi da tutti, aveva pensato che lo zio non sarebbe più tornato la notte, al buio, nel suo letto e invece...Invece sera dopo sera, ogni volta che dormiva dalla zia, lui tornava e lei stava lì, ferma, tremante ma ferma e piangeva e le lacrime le rigavano le guance le inzuppavano i capelli le colavano in bocca ed erano amare erano amare, erano amare...
Purtroppo il papà non guarì dalla malattia ma cercò di guarire facendosi curare per anni ed anni, anni ed anni in cui la bambina, che si sentiva brutta e sporca e voleva nascondersi, andava a dormire dalla nonna e dagli zii. Poi un bel giorno la bambina, che non si sentiva più bella ma brutta e sporca e voleva nascondersi, si accorge di essere cresciuta...il suo papà non c'è più già da un pò e lei non va più a dormire dalla zia però...però non ha dimenticato quello che lo zio, che adesso vive con la sua mamma, le ha fatto per anni solo che adesso, quando va a dormire, si chiude a chiave e non permette a nessuno di entrare nella sua stanza!E' cresciuta adesso ma non ha più i bei capelli lunghi castano dorato, li ha tagliati molto, molto corti così quando la sera piange, perchè lei piange ancora tutte le sere, non si inzuppano più delle sue lacrime, e li ha tinti di nero, nero corvino, così non luccicano più le sue lacrime sui capelli alla luce della luna...e poi è magra la bella bambina è tanto magra, tanto, tanto magra!
Lei odia il cibo, il cibo è sporco, il suo corpo è sporco... la costringono a mangiare ma lei va in bagno e vomita tutto e insieme al cibo vomita anche la sporcizia, lo schifo che si sente dentro e quando non ha niente più da buttare fuori dal suo corpo piange, si siede lì, nel bagno e piange...e la mamma e suo fratello bussano alla porta perchè lei sta lì, chiusa e piange e lei apre e la mamma dice" Ma cos'hai? Cosa ti succede figlia mia?" e lei la guarda e vorrebbe dirle tutto e vorrebbe raccontarle che lei è una bambina sporca e brutta e che vorrebbe nascondersi ma...ma non le escono fuori le parole; la sua mamma ha tanto sofferto non può soffrire ancora per colpa sua...lo zio no, non bussa mai alla porta del bagno quando lei è chiusa dentro e vomita e piange...lo zio no...non bussa mai!
Naturalmente non ha fatto il dottore.. e come poteva lei brutta e sporca curare delle persone? Lavora in un supermercato, come commessa, là nessuno la guarda e lei non guarda nessuno, si limita a dire "Buongiorno signora, ha la tessera?" e "I punti li vuole?" e a passare sul rullo le scatole, i barattoli , le bottiglie...poi la sera torna a casa e si chiude in bagno e vomita e piange...Poi, un bel giorno, un signore alla cassa le dice"No, non ho la tessera perchè?"Mah...quel perchè la scuote; lei alza gli occhi e...e piano piano, con il tempo, si ricorda di essere donna, si ricorda di quando era una bella bambina con le lunghe trecce castano dorato che saltavano con lei,op op op, quando lei saltava alla corda nel cortile della scuola con le sue compagne e sorride...si sorride ad uno sconosciuto che nel frattempo non è più uno sconosciuto e gli racconta perchè si chiude in bagno a vomitare e piangere; non lo aveva mai raccontato a nessuno e lui la capisce e la vede bella e pulita e le dice "Ti amo" e lei scopre che non è sbagliato mangiare, che non è lei brutta e sporca e che se continua a piangere lui,"lo zio", continuerà ad entrare nella sua stanza, la notte, al buio, tutte le sere... ma adesso lei è grande e non è sola e non deve chiudere la porta a chiave e allora si cresce i capelli e lascia che tornino del loro colore naturale:castano dorato...Adesso è una bella bambina con i lunghi capelli castano dorato, ed è una mamma ed ha al suo fianco un papà e "lo zio" non entra più nella sua stanza la sera ma lei...lei sa che non dimenticherà mai, ma sa anche che lei è stata fortunata ma altri bambini? Saranno fortunati come lei? E allora cosa può fare per aiutare altri bambini che la sera hanno uno zio che in una casa buia e silenziosa li va a trovare nel loro lettino e mentre li tocca gli dice" stai zitta o lo dico alla tua mamma e lei soffrirà e tu non vuoi far soffrire la tua mamma vero?"? Cosa può fare?
Ed ecco che un giorno legge un articolo su un giornale che parla di bambini che, come lei, sono stati sessualmente abusati; bambini che adesso sono grandi e vorrebbero, raccontando la loro storia, aiutare altri bambini e decide di raccontare la sua storia lì, sul giornale, magari confessando quello che è successo a lei potrà aiutare qualche bambino, potrà impedire ad !uno zio" di fare del male ad un altro bambino e magari potrà riuscire a ripulire una favola sporca...
Questa storia, che ho leggermente favoleggiato, è tratta da un'intervista che ho letto su un giornale qualche tempo fa. Ho pensato di scriverla nella speranza, o se volete la presunzione, che venga letta da qualche "zio", continuiamo a chiamarlo così, e che costui si renda conto di quanto male sta per fare e di come possa sporcare, per sempre, la favola della Vita di un bambino...La protagonista di questa storia è stata abbastanza fortunata ed è riuscita a crearsi, nonostante tutto, una sua Vita ma per molte altre donne non è così...molte altre donne che sono state abusate da bambine non riescono mai più a vivere la loro femminilità, ad essere mogli e madri, ad essere donne...
venerdì 7 novembre 2014
Quando il candore si macchia di sangue...
"Ho 23 anni sono un educatore e mi sento attratto dai bambini.(...)E sono disperato , perchè mi chiedo se quel che provo non passerà mai e sarò costretto a lasciare il lavoro che amo".
E' con questa agghiacciante frase, nella sua sincerità, che inizia l'articolo che mi accingo a leggere...Proseguo nella lettura e scopro che chi parla è un ragazzo, con impulsi sessuali devianti, che frequenta un gruppo di sostegno , una volta a settimana, organizzato dal Comune di una grande città italiana. Questo mi riposta alla mente le volte che mi sono trovata a discutere di un fatto di cronaca che parlava di questa piaga inaccettabile in una società civile:la pedofilia!Da madre e da persona sensibile quale credo di essere ho sempre ritenuto inaccettabile parlare di malattia nei confronti di un pedofilo. Mi spiego meglio...Naturalmente non sono una psicologa nè una psichiatra o sociologa ecc ma una persona con una certa cultura generale ed un'intelligenza nella media ma ho anche, come moltissime altre persone, dei principi morali uniti alla convinzione che abusare, sessualmente e non, approfittare con violenza di esseri viventi più deboli e fragili, bambini e animali per esempio, sia segno di grandissima vigliaccheria, frustrazione e inciviltà salvo alcuni casi, piuttosto rari, in cui si può parlare veramente di malattia. E qui arrivo alla frase con cui ho iniziato questa riflessione. Quindi parlando di casi di pedofilia si sente speso dire è una persona malata, è una persona che ha subito abusi a sua volta, che ha un trascorso di maltrattamenti infantili ecc ecc...Benissimo posso accettare questo tipo di discorso ma non posso accettare che un adulto consapevole ed intelligente sentendosi attratto verso un bambino non si fermi un attimo a riflettere provando a chiedersi"Ma sono forse malato? E' normale che io provi attrazione per un bambino?" La risposta di un uomo adulto, intelligente e con una certa moralità dovrebbe essere un SI!!! forte chiaro e senza possibilità di discussione alla prima domanda ed un NO!!! altrettanto forte chiaro e indiscutibile alla seconda domanda. E una persona malata cosa fa?Si cura...va dal medico, gli espone i sintomi e si cura. Perchè allora non curare un disturbo così pericoloso, immorale e crudele, si indubbiamente crudele, come una devianza sessuale che ti spinge ad avere pulsioni sessuali verso i bambini?So bene che questo mio ragionamento può sembrare semplicistico ma onestamente, semplicistico quanto si vuole ma, mi sia concesso, io lo trovo anche estremamente logico. Non sono una moralista perbenista e bigotta e non disdegno i piaceri della vita, sesso compreso e se si parla di due, o più. adulti senzienti e consenzienti niente mi sconvolge che sia bondage, sado-maso, scambio di coppie o qualsiasi altra cosa ma solo e sempre se si parla di adulti consapevoli, senzienti e consenzienti. Nel rapporto adulto/bambino o persona/animale la persona consenziente è solo una e la controparte è una vittima che non sa cosa nè perchè sta succedendo quello che gli sta succedendo. Quindi ripeto se si vuole parlare di malattia, se si vuole accettare, se volete che io veda il pedofilo come una persona malata, psichicamente intendo, devo poter sapere che questa persona ha spontaneamente deciso di farsi curare, altrimenti, sempre e solo dal mio punto di vista è chiaro, di malato ha ben poco il resto è schifoso egoismo e ricerca di un piacere lascivo e viscido oltre che estremamente vigliacco. Quindi il ragazzo che ha deciso di frequentare questo corso di recupero è una persona malata, indubbiamente, ma è anche una persona intelligente e con una moralità, una persona civile e degna di chiamarsi tale che ha accettato la sua malattia ed ha deciso di curarsi così come io mi curo la gastrite o il mal di schiena. E questo mi riporta in mente una conversazione avuta mesi fa con un amico il dott Angelo Mottola che per cultura e per il lavoro che svolge ne sa molto più di me di certi argomenti. Parlando con Angelo lui un giorno mi dice che "non tutti i pedofili abusano dei bambini e non tutti coloro che abusano dei bambini sono pedofili". Questa sua affermazione mi ha alquanto meravigliata devo essere sincera e quindi gli ho chiesto cosa intendesse. Per fortuna ho conservato la sua spiegazione che riporto fedelmente: "La mia è una considerazione che viene da una parte da ricerche effettuate sulla casistica degli abusi sessuali, dove si evince(...)quello che ho detto e da una parte dalla diagnosi di pedofilia contenuta nel DSM , Manuale Diagnostico Statistico dei Disturbi Mentali,messo a punto dall'American Psychiatric Association, usato da psichiatri e psicologi. NON TUTTI I PEDOFILI ABUSANO DI BAMBINI= soggetti pedofili con un orientamento sessuale diretto verso soggetti pre-puberi, ma che non necessariamente fanno seguire a queste fantasie dei comportamenti pedofili nè presentano un disagio sociale, lavorativo o familiare a causa di queste fantasie. Questa differenziazione prende atto dell'esistenza, confermata da numerosi studi internazionali, di persone che ammettono di sentirsi attratte dai bambini ma non arrivano mai a mettere in atto comportamenti di rilevanza penale". Mi inchino agli psicologi e agli psichiatri che hanno studiato questi comportamenti e naturalmente accetto il discorso della malattia. "NON TUTTI COLORO CHE ABUSANO DI BAMBINI SONO PEDOFILI=Bisogna infatti distinguere la pedofilia in senso stretto-che come abbiamo visto è un disturbo- dalle altre forme di abuso sessuale su minori che possono essere commesse da soggetti non pedofili( ad es. l'induzione alla prostituzione, la tratta di minorenni a scopo sessuale)"...Il mio amico è stato chiarissimo!Quindi parlando di malattia in senso stretto c'è chi la riconosce e si fa curare e chi riesce a controllarsi...E poi c'è chi non vuole o non sa riconoscerla e chi invece non è malato proprio per nulla ma intorno a questo disgustoso fenomeno in spaventosa crescita( secondo una ricerca di Terre Des Hommes le molestie sessuali su minori sono cresciute del 42% in 10 anni)ci guadagna, spesso economicamente ma a volte anche solo come personalissima gratifica che non deve essere necessariamente sessuale. E allora come e perchè si dovrebbe continuare a parlare di malattia davanti ad un fenomeno che non è confinato a pochi sporadici casi ma che chiaramente coinvolge una bella fetta della nostra civilissima popolazione mondiale di "esseri umani"? Proviamo solo a pensare a quanti bravi padri di famiglia, o ragazzi normalissimi magari regolarmente fidanzati, la sera si mettono davanti ad un pc e nascosti dall'anonimato di uno schermo e da un nickname fantasioso si dilettano guardando foto di bambini in posizioni e atteggiamenti equivoci... rientrano nel termine medico-scientifico redatto dal DSM? Non credo! E queste brave persone dove trovano queste foto? Forse inizialmente sono innocenti foto di famiglia, magari bambini in costume o piccole bimbe che si atteggiano a miss, ma poi dato che la necessità aguzza l'ingegno sono propensa a credere che riescano, magari con difficoltà lo ammetto, ad approdare a specifici siti che, di foto di bambini umiliati nella loro innocenza sono pieni.I titolari, abili nel nascondere le loro tracce, sono forse malati? Non credo!E quando la violenza avviene in famiglia, quando ad abusare del proprio figlio/figlia è un padre, un nonno, uno zio, un amico si parla di persone malate? Se dobbiamo accettare che lo siano anche loro allora è indubbio che se non tutta la popolazione mondiale maschile, un buon tre quarti è malata...e allora possiamo anche affermare che siamo una popolazione di persone malate. E su questo sono d'accordo ma non malate nel senso stretto e medico scientifico bensì malati di inciviltà, di vigliaccheria, di egoismo ed egocentrismo allo stato puro, di puro edonismo e spasmodica ricerca di un proprio piacere...siamo una popolazione di esseri marci e disgustosi perchè provare piacere nell'abusare di un bambino, sentire un desiderio sessuale verso un bambino e non cercare, non ammettere "sono malato aiutatemi" è sintomo di grettezza mentale e incapacità di provare sentimenti perchè non si ha un cuore, non si ha una morale non si ha nemmeno l'ombra di quella "umanità" che dovrebbe spingerci a proteggere chi è fragile, debole ed indifeso...E insieme a chi compie l'atto disumano c'è chi sa, intuisce, crede ma tace, preferisce dire no non può essere, preferisce non affrontare un percorso doloroso e umiliante si ma per chi? Non certo per il bambino abusato che di dolore ed umiliazione e lacrime e sangue ne sa già abbastanza, ma per l'adulto che nasconde la vergogna che non si deve dire...quindi se probabilmente sono, anzi siamo malati, siamo malati di indifferenza, vigliaccheria, disumanità...siamo malati di crudeltà...
Ogni crudeltà nasce da durezza di cuore e debolezza
(Lucio Anneo Seneca )
E' con questa agghiacciante frase, nella sua sincerità, che inizia l'articolo che mi accingo a leggere...Proseguo nella lettura e scopro che chi parla è un ragazzo, con impulsi sessuali devianti, che frequenta un gruppo di sostegno , una volta a settimana, organizzato dal Comune di una grande città italiana. Questo mi riposta alla mente le volte che mi sono trovata a discutere di un fatto di cronaca che parlava di questa piaga inaccettabile in una società civile:la pedofilia!Da madre e da persona sensibile quale credo di essere ho sempre ritenuto inaccettabile parlare di malattia nei confronti di un pedofilo. Mi spiego meglio...Naturalmente non sono una psicologa nè una psichiatra o sociologa ecc ma una persona con una certa cultura generale ed un'intelligenza nella media ma ho anche, come moltissime altre persone, dei principi morali uniti alla convinzione che abusare, sessualmente e non, approfittare con violenza di esseri viventi più deboli e fragili, bambini e animali per esempio, sia segno di grandissima vigliaccheria, frustrazione e inciviltà salvo alcuni casi, piuttosto rari, in cui si può parlare veramente di malattia. E qui arrivo alla frase con cui ho iniziato questa riflessione. Quindi parlando di casi di pedofilia si sente speso dire è una persona malata, è una persona che ha subito abusi a sua volta, che ha un trascorso di maltrattamenti infantili ecc ecc...Benissimo posso accettare questo tipo di discorso ma non posso accettare che un adulto consapevole ed intelligente sentendosi attratto verso un bambino non si fermi un attimo a riflettere provando a chiedersi"Ma sono forse malato? E' normale che io provi attrazione per un bambino?" La risposta di un uomo adulto, intelligente e con una certa moralità dovrebbe essere un SI!!! forte chiaro e senza possibilità di discussione alla prima domanda ed un NO!!! altrettanto forte chiaro e indiscutibile alla seconda domanda. E una persona malata cosa fa?Si cura...va dal medico, gli espone i sintomi e si cura. Perchè allora non curare un disturbo così pericoloso, immorale e crudele, si indubbiamente crudele, come una devianza sessuale che ti spinge ad avere pulsioni sessuali verso i bambini?So bene che questo mio ragionamento può sembrare semplicistico ma onestamente, semplicistico quanto si vuole ma, mi sia concesso, io lo trovo anche estremamente logico. Non sono una moralista perbenista e bigotta e non disdegno i piaceri della vita, sesso compreso e se si parla di due, o più. adulti senzienti e consenzienti niente mi sconvolge che sia bondage, sado-maso, scambio di coppie o qualsiasi altra cosa ma solo e sempre se si parla di adulti consapevoli, senzienti e consenzienti. Nel rapporto adulto/bambino o persona/animale la persona consenziente è solo una e la controparte è una vittima che non sa cosa nè perchè sta succedendo quello che gli sta succedendo. Quindi ripeto se si vuole parlare di malattia, se si vuole accettare, se volete che io veda il pedofilo come una persona malata, psichicamente intendo, devo poter sapere che questa persona ha spontaneamente deciso di farsi curare, altrimenti, sempre e solo dal mio punto di vista è chiaro, di malato ha ben poco il resto è schifoso egoismo e ricerca di un piacere lascivo e viscido oltre che estremamente vigliacco. Quindi il ragazzo che ha deciso di frequentare questo corso di recupero è una persona malata, indubbiamente, ma è anche una persona intelligente e con una moralità, una persona civile e degna di chiamarsi tale che ha accettato la sua malattia ed ha deciso di curarsi così come io mi curo la gastrite o il mal di schiena. E questo mi riporta in mente una conversazione avuta mesi fa con un amico il dott Angelo Mottola che per cultura e per il lavoro che svolge ne sa molto più di me di certi argomenti. Parlando con Angelo lui un giorno mi dice che "non tutti i pedofili abusano dei bambini e non tutti coloro che abusano dei bambini sono pedofili". Questa sua affermazione mi ha alquanto meravigliata devo essere sincera e quindi gli ho chiesto cosa intendesse. Per fortuna ho conservato la sua spiegazione che riporto fedelmente: "La mia è una considerazione che viene da una parte da ricerche effettuate sulla casistica degli abusi sessuali, dove si evince(...)quello che ho detto e da una parte dalla diagnosi di pedofilia contenuta nel DSM , Manuale Diagnostico Statistico dei Disturbi Mentali,messo a punto dall'American Psychiatric Association, usato da psichiatri e psicologi. NON TUTTI I PEDOFILI ABUSANO DI BAMBINI= soggetti pedofili con un orientamento sessuale diretto verso soggetti pre-puberi, ma che non necessariamente fanno seguire a queste fantasie dei comportamenti pedofili nè presentano un disagio sociale, lavorativo o familiare a causa di queste fantasie. Questa differenziazione prende atto dell'esistenza, confermata da numerosi studi internazionali, di persone che ammettono di sentirsi attratte dai bambini ma non arrivano mai a mettere in atto comportamenti di rilevanza penale". Mi inchino agli psicologi e agli psichiatri che hanno studiato questi comportamenti e naturalmente accetto il discorso della malattia. "NON TUTTI COLORO CHE ABUSANO DI BAMBINI SONO PEDOFILI=Bisogna infatti distinguere la pedofilia in senso stretto-che come abbiamo visto è un disturbo- dalle altre forme di abuso sessuale su minori che possono essere commesse da soggetti non pedofili( ad es. l'induzione alla prostituzione, la tratta di minorenni a scopo sessuale)"...Il mio amico è stato chiarissimo!Quindi parlando di malattia in senso stretto c'è chi la riconosce e si fa curare e chi riesce a controllarsi...E poi c'è chi non vuole o non sa riconoscerla e chi invece non è malato proprio per nulla ma intorno a questo disgustoso fenomeno in spaventosa crescita( secondo una ricerca di Terre Des Hommes le molestie sessuali su minori sono cresciute del 42% in 10 anni)ci guadagna, spesso economicamente ma a volte anche solo come personalissima gratifica che non deve essere necessariamente sessuale. E allora come e perchè si dovrebbe continuare a parlare di malattia davanti ad un fenomeno che non è confinato a pochi sporadici casi ma che chiaramente coinvolge una bella fetta della nostra civilissima popolazione mondiale di "esseri umani"? Proviamo solo a pensare a quanti bravi padri di famiglia, o ragazzi normalissimi magari regolarmente fidanzati, la sera si mettono davanti ad un pc e nascosti dall'anonimato di uno schermo e da un nickname fantasioso si dilettano guardando foto di bambini in posizioni e atteggiamenti equivoci... rientrano nel termine medico-scientifico redatto dal DSM? Non credo! E queste brave persone dove trovano queste foto? Forse inizialmente sono innocenti foto di famiglia, magari bambini in costume o piccole bimbe che si atteggiano a miss, ma poi dato che la necessità aguzza l'ingegno sono propensa a credere che riescano, magari con difficoltà lo ammetto, ad approdare a specifici siti che, di foto di bambini umiliati nella loro innocenza sono pieni.I titolari, abili nel nascondere le loro tracce, sono forse malati? Non credo!E quando la violenza avviene in famiglia, quando ad abusare del proprio figlio/figlia è un padre, un nonno, uno zio, un amico si parla di persone malate? Se dobbiamo accettare che lo siano anche loro allora è indubbio che se non tutta la popolazione mondiale maschile, un buon tre quarti è malata...e allora possiamo anche affermare che siamo una popolazione di persone malate. E su questo sono d'accordo ma non malate nel senso stretto e medico scientifico bensì malati di inciviltà, di vigliaccheria, di egoismo ed egocentrismo allo stato puro, di puro edonismo e spasmodica ricerca di un proprio piacere...siamo una popolazione di esseri marci e disgustosi perchè provare piacere nell'abusare di un bambino, sentire un desiderio sessuale verso un bambino e non cercare, non ammettere "sono malato aiutatemi" è sintomo di grettezza mentale e incapacità di provare sentimenti perchè non si ha un cuore, non si ha una morale non si ha nemmeno l'ombra di quella "umanità" che dovrebbe spingerci a proteggere chi è fragile, debole ed indifeso...E insieme a chi compie l'atto disumano c'è chi sa, intuisce, crede ma tace, preferisce dire no non può essere, preferisce non affrontare un percorso doloroso e umiliante si ma per chi? Non certo per il bambino abusato che di dolore ed umiliazione e lacrime e sangue ne sa già abbastanza, ma per l'adulto che nasconde la vergogna che non si deve dire...quindi se probabilmente sono, anzi siamo malati, siamo malati di indifferenza, vigliaccheria, disumanità...siamo malati di crudeltà...
Ogni crudeltà nasce da durezza di cuore e debolezza
(Lucio Anneo Seneca )
domenica 19 ottobre 2014
Cane eroe e mamma orsa coraggio...
Leggo del cane che per salvare una persona che conosceva appena ha affrontato due pitbull, trovando la morte, circa 3/4 giorni fa. Non ho mai smesso di pensarci e più volte ho pensato di farne un articolo ma vuoi per un motivo, vuoi per l'altro non ci sono riuscita. Poi ieri sera leggo un'altra notizia altrettanto triste e violenta ed allora ho avuto l'ulteriore conferma che le coincidenze non esistono e niente avviene per caso. Ma procediamo con ordine. La vicenda del cane eroe ( se cliccate sopra la scritta andrete alla cronaca del fatto) è presto detta:un randagio da qualche tempo si recava ogni mattina presso la tomba del suo padrone. Di giorno in giorno, tra lui e il custode del cimitero si era creata una certa amicizia. Una mattina di qualche giorno fa entrano nel cimitero due pitbull che tentano di aggredire il custode. Il meticcio, sentendo probabilmente l'abbaiare decisamente aggressivo dei due cani, corre immediatamente in aiuto del suo nuovo amico e ingaggia una lotta con i due pitbull permettendo all'uomo di scappare e salvarsi. Per la verità l'uomo ha a sua volta cercato di aiutare il cane ma ha dovuto desistere e chiamare i carabinieri...quando finalmente i tre cani hanno smesso di sbranarsi per il povero meticcio sembra non ci sia stato nulla da fare...come per uno dei due pitbull...
L'altra vicenda, che ho letto ieri sera, riguarda una mamma...una mamma orsa, un'orsa della luna precisamente. Credo che tutti sappiano a quale Vita/non Vita di tortura e sofferenza siano costretti gli orsi della luna in alcune parti dell'Asia e anche il perchè ma se qualcuno ancora non lo sa: la bile miracolosa degli orsi della luna.
Quindi la seconda notizia che leggo, ieri sera, riguarda un gesto estremo, ed estremamente triste nella sua violenza, di una mamma orsa tenuta prigioniera per la sua bile. Ho trovato solo il testo in inglese:Mamma orsa coraggio( riportato dai media cinesi) ma riassumo la vicenda.
Una mamma orsa della luna, prigioniera in una gabbia dove le è impedito qualunque movimento, con un catetere infilato nell'addome a vita atto all'estrazione della bile, sentendo il proprio figlio urlare di terrore mentre gli "umani" stavano provvedendo ad inserire un catetere nell'addome del piccolo, con uno sforzo tremendo e la forza che solo una mamma può trovare all'occorrenza, è riuscita a scardinare la porta della sua gabbia e liberatasi è corsa incontro al suo cucciolo. Gli umani sono scappati ma hanno visto la mamma stringere a sè il cucciolo con tale violenza da strangolarlo e dopo sbattersi ripetutamente contro un muro fino a procurarsi la morte...
Due storie tristissime, due vicende di dolore e morte che hanno per protagonisti due animali, due morti, anzi tre, che hanno racchiuso un sentimento d'amore, quell'amore che anche gli animali sono in grado di provare!
Proviamo a riflettere sul gesto estremo del cane...probabilmente questo cane quando si è lanciato contro altri due cani non ha riflettuto sulla possibilità che avrebbe potuto non farcela; non ha pensato che lui, meticcio di non grossissima taglia, avrebbe avuto ben poche possibilità contro due cani che, dato che hanno immediatamente dimostrato aggressività nei confronti dell'uomo che volevano attaccare, erano sicuramente cani inferociti e violenti causa maltrattamenti( pare che uno dei due pitbull avesse le orecchie tagliate e solitamente le orecchie e la coda si tagliano ai cani che si intende usare nei combattimenti-chiarisco che questa è una mia ipotesi)da parte degli umani. Non ha riflettuto no, sono certa che no, avrebbe potuto restare lì sulla tomba del suo padrone o provare a scappare e invece no si è lanciato immediatamente in difesa del suo nuovo amico. Probabile che poi la sua sia diventata la difesa di se stesso o che poi non ha più potuto, nemmeno volendolo, scappare a causa delle ferite riportate ma cosa sia successo dopo ha ben poca importanza quello che importa è il perchè è successo il "dopo". E il perchè ha una sola ed unica spiegazione: la lealtà, la fedeltà che solo gli animali sono in grado di provare al 100%, senza mezze misure, e l'infinito amore che "anche" gli animali sono in grado di provare. Questo cane ha sentito che il suo nuovo amico, quel nuovo amico che ogni tanto gli portava una ciotola d'acqua e del cibo, quel nuovo amico che ogni tanto gli faceva una carezza era in difficoltà e un amico non si abbandona nel momento del bisogno, un amico lo si aiuta nel momento del bisogno, se poi per aiutare un'altra Vita immoli la tua va da sè che diventi anche un eroe e che tu sia uomo, cane, ippopotamo o leone poco importa sempre "eroe" resti!Vero è che per arrivare a perdere la tua Vita per salvarne un'altra devi agire d'istinto, senza troppe riflessioni altrimenti non potrai mai diventare un eroe...quindi ogni onore a questo cane che per aiutare non il suo padrone ma un altro essere umano ha perso la propria Vita ed in modo molto, molto doloroso, immagino, purtroppo...
Questo cane eroe dimostra, oltre ogni ragionevole dubbio, che loro,gli animali, anche se agiscono sempre in modo istintivo, sono in grado come e spesso meglio di noi, di provare gratitudine, affetto, lealtà, coraggio...quindi provano dei sentimenti esattamente, anzi spesso meglio, di noi umani.
Passiamo invece al gesto dell'orsa. Anche qui questa tristissima vicenda ha molto di "umano"...una madre, una mamma orsa, quindi un animale, comprendendo che la carne della sua carne, la Vita che ogni mamma ritiene più importante della propria, stava intraprendendo la sua stessa non Vita di dolore, tortura e prigionia decide di uccidere il proprio figlio per poi uccidersi. In questa vicenda due cose mi hanno dato motivo di riflessione. La prima è che una volta riuscita a liberarsi e ad uccidere il proprio piccolo, una scelta estrema e dolorosa ma che denota un profondo amore ed anche molta intelligenza, mamma orsa non abbia cercato di aggredire gli umani, era ormai libera, ma abbia provveduto ad uccidersi; e la seconda è che se si è liberata in quel momento avrebbe potuto farlo anche prima, quindi perchè non farlo prima? Mah...Credo che per un qualunque orso della luna liberarsi sia praticamente impossibile; alcune volte, oltre all'essere chiusi in gabbia, hanno anche un giubbino di ferro per evitare che, cercando di togliersi il catetere, si feriscano a morte, o si uccidano a questo punto posso pensare; inoltre quel catetere da cui viene quotidianamente tolta loro la bile senza tante accortezze, gli provoca svariate infezioni e malattie con tanto di dolore quindi, la loro possibilità di cercare la libertà e di trovare invece una morte immediata ma preferibile alla lunghissima agonia a cui sono condannati è praticamente nulla eppure...eppure questa madre in qualche modo è riuscita...sentire le grida del proprio cucciolo, che avrà distinto in mezzo ad altre urla, le ha dato quella scarica di adrenalina sufficiente da avere abbastanza forza per scardinare la porta in ferro di una gabbia e correre in aiuto del suo piccolo...Queste straordinarie performance avvengono a volte anche tra gli umani e solitamente si tratta di madri; il coraggio di una madre non è un modo di dire assolutamente no! Quindi riesce a liberarsi e che fa? La cosa che, secondo chi sostiene che gli animali non abbiano nè sentimenti nè intelligenza, sarebbe stato logico avesse fatto era aggredire chi attentava alla Vita del suo cucciolo; la normale e istintiva reazione di qualunque mamma, anche umana se qualcuno attenta alla Vita della propria prole. E invece no! Questa mamma ha, evidentemente, riflettuto, pensato a cosa doveva fare per aiutare il suo piccolo in pericolo...e dato che lei era probabilmente in quelle condizioni da anni e probabilmente sapeva, aveva capito che la stessa identica non Vita di dolore e torture e sofferenze e prigionia era destinata al suo piccolino ha preferito ucciderlo e poi uccidersi. Ha capito che la sola strada percorribile era quella di togliere il prima possibile questa non Vita al suo cucciolo...encomiabile gesto direi! Un gesto che, nel suo caso, denota intelligenza e forza, non fisica ovviamente, e molto molto coraggio oltre che un infinito Amore...Perchè poi non ha aggredito i suoi e gli aguzzini del figlio? Ipotizzo ma credo di non sbagliarmi: perchè troppo debole, fisicamente ma soprattutto mentalmente per il grande dolore che provava per quello che aveva appena fatto...E' contro ogni logica e dal punto di vista di una madre, contro Natura sopravvivere al proprio figlio, ucciderlo con quelle stesse mani/zampe che dovrebbero accudirlo è qualcosa che rasenta la pazzia secondo me e credo che la povera mamma orsa dopo quel gesto, che nel suo caso era il solo gesto che una mamma poteva compiere per dimostrare al proprio figlio quanto lo amasse, sia impazzita di dolore, perchè se avesse avuto ancora un briciolo di quella intelligenza e lucidità che l'ha spinta a fare quello che ha fatto, avrebbe sicuramente rivolto la sua rabbia contro gli aguzzini del suo piccolo...invece non era più lucida era solo una povera mamma impazzita dal dolore per quello che aveva appena fatto...
Quindi credo sia probabile che non sia riuscita a scrivere prima l'articolo sul cane eroe perchè dovevo leggere anche di quest'altro eroico gesto...in entrambe queste vicende si parla di dolore e sofferenza e morte ma si parla, più di tutto, di lealtà, coraggio, intelligenza e Amore sentimenti che "anche" gli animali sono in grado di provare e pur di dimostrarlo a noi, o a se stessi, rinunciano alla propria Vita...Queste due vicende dovrebbero dare modo a noi "umani" di riflettere: siamo sì capaci di infliggere dolore e sofferenza ad ogni forma di Vita che riteniamo inferiore ma per essere veramente superiori non dovremmo essere altrettanto capaci di dare Amore a chi, da noi ritenuto inferiore, è in grado di darcelo e di dimostrarcelo?
L'altra vicenda, che ho letto ieri sera, riguarda una mamma...una mamma orsa, un'orsa della luna precisamente. Credo che tutti sappiano a quale Vita/non Vita di tortura e sofferenza siano costretti gli orsi della luna in alcune parti dell'Asia e anche il perchè ma se qualcuno ancora non lo sa: la bile miracolosa degli orsi della luna.
Quindi la seconda notizia che leggo, ieri sera, riguarda un gesto estremo, ed estremamente triste nella sua violenza, di una mamma orsa tenuta prigioniera per la sua bile. Ho trovato solo il testo in inglese:Mamma orsa coraggio( riportato dai media cinesi) ma riassumo la vicenda.
Una mamma orsa della luna, prigioniera in una gabbia dove le è impedito qualunque movimento, con un catetere infilato nell'addome a vita atto all'estrazione della bile, sentendo il proprio figlio urlare di terrore mentre gli "umani" stavano provvedendo ad inserire un catetere nell'addome del piccolo, con uno sforzo tremendo e la forza che solo una mamma può trovare all'occorrenza, è riuscita a scardinare la porta della sua gabbia e liberatasi è corsa incontro al suo cucciolo. Gli umani sono scappati ma hanno visto la mamma stringere a sè il cucciolo con tale violenza da strangolarlo e dopo sbattersi ripetutamente contro un muro fino a procurarsi la morte...
Due storie tristissime, due vicende di dolore e morte che hanno per protagonisti due animali, due morti, anzi tre, che hanno racchiuso un sentimento d'amore, quell'amore che anche gli animali sono in grado di provare!
Proviamo a riflettere sul gesto estremo del cane...probabilmente questo cane quando si è lanciato contro altri due cani non ha riflettuto sulla possibilità che avrebbe potuto non farcela; non ha pensato che lui, meticcio di non grossissima taglia, avrebbe avuto ben poche possibilità contro due cani che, dato che hanno immediatamente dimostrato aggressività nei confronti dell'uomo che volevano attaccare, erano sicuramente cani inferociti e violenti causa maltrattamenti( pare che uno dei due pitbull avesse le orecchie tagliate e solitamente le orecchie e la coda si tagliano ai cani che si intende usare nei combattimenti-chiarisco che questa è una mia ipotesi)da parte degli umani. Non ha riflettuto no, sono certa che no, avrebbe potuto restare lì sulla tomba del suo padrone o provare a scappare e invece no si è lanciato immediatamente in difesa del suo nuovo amico. Probabile che poi la sua sia diventata la difesa di se stesso o che poi non ha più potuto, nemmeno volendolo, scappare a causa delle ferite riportate ma cosa sia successo dopo ha ben poca importanza quello che importa è il perchè è successo il "dopo". E il perchè ha una sola ed unica spiegazione: la lealtà, la fedeltà che solo gli animali sono in grado di provare al 100%, senza mezze misure, e l'infinito amore che "anche" gli animali sono in grado di provare. Questo cane ha sentito che il suo nuovo amico, quel nuovo amico che ogni tanto gli portava una ciotola d'acqua e del cibo, quel nuovo amico che ogni tanto gli faceva una carezza era in difficoltà e un amico non si abbandona nel momento del bisogno, un amico lo si aiuta nel momento del bisogno, se poi per aiutare un'altra Vita immoli la tua va da sè che diventi anche un eroe e che tu sia uomo, cane, ippopotamo o leone poco importa sempre "eroe" resti!Vero è che per arrivare a perdere la tua Vita per salvarne un'altra devi agire d'istinto, senza troppe riflessioni altrimenti non potrai mai diventare un eroe...quindi ogni onore a questo cane che per aiutare non il suo padrone ma un altro essere umano ha perso la propria Vita ed in modo molto, molto doloroso, immagino, purtroppo...
Questo cane eroe dimostra, oltre ogni ragionevole dubbio, che loro,gli animali, anche se agiscono sempre in modo istintivo, sono in grado come e spesso meglio di noi, di provare gratitudine, affetto, lealtà, coraggio...quindi provano dei sentimenti esattamente, anzi spesso meglio, di noi umani.
Passiamo invece al gesto dell'orsa. Anche qui questa tristissima vicenda ha molto di "umano"...una madre, una mamma orsa, quindi un animale, comprendendo che la carne della sua carne, la Vita che ogni mamma ritiene più importante della propria, stava intraprendendo la sua stessa non Vita di dolore, tortura e prigionia decide di uccidere il proprio figlio per poi uccidersi. In questa vicenda due cose mi hanno dato motivo di riflessione. La prima è che una volta riuscita a liberarsi e ad uccidere il proprio piccolo, una scelta estrema e dolorosa ma che denota un profondo amore ed anche molta intelligenza, mamma orsa non abbia cercato di aggredire gli umani, era ormai libera, ma abbia provveduto ad uccidersi; e la seconda è che se si è liberata in quel momento avrebbe potuto farlo anche prima, quindi perchè non farlo prima? Mah...Credo che per un qualunque orso della luna liberarsi sia praticamente impossibile; alcune volte, oltre all'essere chiusi in gabbia, hanno anche un giubbino di ferro per evitare che, cercando di togliersi il catetere, si feriscano a morte, o si uccidano a questo punto posso pensare; inoltre quel catetere da cui viene quotidianamente tolta loro la bile senza tante accortezze, gli provoca svariate infezioni e malattie con tanto di dolore quindi, la loro possibilità di cercare la libertà e di trovare invece una morte immediata ma preferibile alla lunghissima agonia a cui sono condannati è praticamente nulla eppure...eppure questa madre in qualche modo è riuscita...sentire le grida del proprio cucciolo, che avrà distinto in mezzo ad altre urla, le ha dato quella scarica di adrenalina sufficiente da avere abbastanza forza per scardinare la porta in ferro di una gabbia e correre in aiuto del suo piccolo...Queste straordinarie performance avvengono a volte anche tra gli umani e solitamente si tratta di madri; il coraggio di una madre non è un modo di dire assolutamente no! Quindi riesce a liberarsi e che fa? La cosa che, secondo chi sostiene che gli animali non abbiano nè sentimenti nè intelligenza, sarebbe stato logico avesse fatto era aggredire chi attentava alla Vita del suo cucciolo; la normale e istintiva reazione di qualunque mamma, anche umana se qualcuno attenta alla Vita della propria prole. E invece no! Questa mamma ha, evidentemente, riflettuto, pensato a cosa doveva fare per aiutare il suo piccolo in pericolo...e dato che lei era probabilmente in quelle condizioni da anni e probabilmente sapeva, aveva capito che la stessa identica non Vita di dolore e torture e sofferenze e prigionia era destinata al suo piccolino ha preferito ucciderlo e poi uccidersi. Ha capito che la sola strada percorribile era quella di togliere il prima possibile questa non Vita al suo cucciolo...encomiabile gesto direi! Un gesto che, nel suo caso, denota intelligenza e forza, non fisica ovviamente, e molto molto coraggio oltre che un infinito Amore...Perchè poi non ha aggredito i suoi e gli aguzzini del figlio? Ipotizzo ma credo di non sbagliarmi: perchè troppo debole, fisicamente ma soprattutto mentalmente per il grande dolore che provava per quello che aveva appena fatto...E' contro ogni logica e dal punto di vista di una madre, contro Natura sopravvivere al proprio figlio, ucciderlo con quelle stesse mani/zampe che dovrebbero accudirlo è qualcosa che rasenta la pazzia secondo me e credo che la povera mamma orsa dopo quel gesto, che nel suo caso era il solo gesto che una mamma poteva compiere per dimostrare al proprio figlio quanto lo amasse, sia impazzita di dolore, perchè se avesse avuto ancora un briciolo di quella intelligenza e lucidità che l'ha spinta a fare quello che ha fatto, avrebbe sicuramente rivolto la sua rabbia contro gli aguzzini del suo piccolo...invece non era più lucida era solo una povera mamma impazzita dal dolore per quello che aveva appena fatto...
Quindi credo sia probabile che non sia riuscita a scrivere prima l'articolo sul cane eroe perchè dovevo leggere anche di quest'altro eroico gesto...in entrambe queste vicende si parla di dolore e sofferenza e morte ma si parla, più di tutto, di lealtà, coraggio, intelligenza e Amore sentimenti che "anche" gli animali sono in grado di provare e pur di dimostrarlo a noi, o a se stessi, rinunciano alla propria Vita...Queste due vicende dovrebbero dare modo a noi "umani" di riflettere: siamo sì capaci di infliggere dolore e sofferenza ad ogni forma di Vita che riteniamo inferiore ma per essere veramente superiori non dovremmo essere altrettanto capaci di dare Amore a chi, da noi ritenuto inferiore, è in grado di darcelo e di dimostrarcelo?
Non c'è differenza fondamentale tra l'uomo e gli animali superiori nelle loro facoltà mentali...Gli animali inferiori, come l'uomo, provano manifesto piacere e dolore, felicità e sofferenza.
( Charles Robert Darwin )
lunedì 13 ottobre 2014
venerdì 10 ottobre 2014
Ho generato un mostro... ma io mamma gli voglio bene lo stesso...
...ma al mondo intorno non interessa e resta sempre un mostro!
Ecco il punto è questo...I cattivi non nascono sotto i cavoli e i buoni sotto una bella siepe di rose, tutti ma proprio tutti gli esseri viventi sono generati da una madre; una madre che dopo 9 mesi, nel caso degli umani ma di cuccioli umani sto parlando, di gestazione li partorisce con dolore, li allatta al seno o quantomeno provvede a nutrirli con regolare frequenza nei loro primi mesi di vita, li ama e li educa con la convinzione di fare sempre le cose nel miglior modo possibile per il suo cucciolo. Fin qui provvede la Natura con la sua perfezione dopo...dopo questi deliziosi ed adorabili cuccioli crescono e diventano: belli o bellissimi, ma anche brutti, sgraziati, goffi, simpatici, antipatici,allegri, seri, buoni, cattivi...ecco concentriamoci un attimo sull'ultimo aggettivo:cattivi!I bambini cattivi non sono figli di un altro pianeta, non nascono da madri aliene ma da madri umane che amano i loro figli esattamente come tutte le altre madri e che, credo, continuano ad amarli anche quando questa cattiveria diventa palese e pericolosa per il resto del genere umano. Perchè dico questo...perchè sto pensando ai tre uomini di 24 anni che hanno seviziato un ragazzino di 14 anni in modo violento e brutale...la cronaca del fatto per chi non la conoscesse potrete leggerla qui...
Tre adulti che sono stati, come tutti noi, bambini carini, paffuti e dolcissimi come tutti i neonati sanno essere ma che ad un certo punto della loro vita, crescendo, sono diventati adulti sbandati e crudeli, perchè quello che è stato fatto al ragazzino non è una bravata( perdonatemi l'eufemismo) tra adolescenti ma una vera e propria crudeltà compiuta da tre uomini ai danni di un ragazzino indifeso. A questo punto sarebbe logico che i genitori dei colpevoli oltre a chiedere perdono al ragazzino ed alla sua famiglia e sperare che questa gente distrutta da un dolore del genere sia capace di perdonare, si facessero un esame di coscienza e si chiedessero dove, quando in cosa ho sbagliato nell'educare mio figlio? Magari poi i genitori non c'entrano, anche se ho dei dubbi in proposito, e allora se si ritiene di essere stati bravi genitori e di aver educato al meglio il proprio figlio, il passo successivo sarebbe quello di pensare"ho generato un mostro!" Ok...cambia qualcosa? No, per una madre non dovrebbe cambiare assolutamente niente...una madre ama sempre e comunque i propri figli ma...al mondo intorno non interessa e resta sempre un mostro! Mi è capitato, a volte, di far notare ai miei figli che anche Hitler ha avuto una madre che lo ha amato e che magari anche lui è stato un bambino carino e dolce e affettuoso...e lo stesso si può dire per ogni singolo mostro che ha messo piede sulla Terra per generare dolore e sofferenza e morte...anche i serial killer sono neonati carini e dolci, anche gli assassini, anche gli stupratori...insomma tutti siamo stati, prima di essere gli adulti buoni o cattivi che siamo diventati, dei neonati dolci e carini e indifesi. Questo giustifica forse le persone cattive? Assolutamente no!!! Questo vuol semplicemente dire che è normale per una madre amare il proprio figlio; è normale che ogni madre speri di aver generato la miss mondo o il Nobel per la fisica; è normale che ogni madre veda il proprio figlio come la perfezione ma...non è normale che una madre non prenda coscienza che il proprio figlio è una brutta persona; non è normale che una madre cerchi di difendere il proprio figlio, adulto di 24 anni, dicendo che ha fatto una bravata; non è normale che si tenda a giustificare sempre tutto e tutti dando la colpa alla società, all'educazione, ad internet, al degrado sociale...no perdonatemi ma non è normale! Il Male c'è, esiste ed è una caratteristica tipica degli esseri umani ed ogni donna può diventare madre di un mostro, come ogni madre può vedere il proprio bambino in un letto d'ospedale sconvolto, dolorante e terrorizzato da quanto gli è stato fatto. Ecco, un'altra cosa che ho spesso detto ai miei figli nei lunghi anni in cui li ho educati è stata "gli altri siamo noi" perchè in fondo non vedo differenza tra la madre della vittima e le madri dei tre carnefici...sono madri che amano tutte i loro figli, sono tutte madri che soffrono e la madre del carnefice non dovrebbe avere alcuna difficoltà a capire la sofferenza dell'altra madre e del bambino massacrato in ospedale. Personalmente sento sulla mia pelle la sofferenza di quella madre... anche mio figlio ha avuto 14 anni, anche mio figlio avrebbe potuto essere quel bambino ed anche mio figlio avrebbe potuto essere uno di quei "mostri" e questo anche se io penso, e spero, di essere stata una buona madre. Non parlo di persone che hanno turbe psichiche, di persone che hanno subito violenza da bambini, magari in famiglia, e quindi da adulti sanno parlare solo il linguaggio della violenza ma parlo di persone che crescendo sanno capire cosa è Bene e cosa è Male; parlo di persone che godono, o magari hanno goduto, nel far del male al gatto del vicino; parlo di persone che anche di fronte alle urla del ragazzino, di fronte ai suoi occhi terrorizzati, alle sue grida di aiuto, al suo sanguinare non si sono fermate; parlo di persone che godono nel far del male agli altri; parlo di persone che sono nate con la cattiveria nel cuore perchè se non sei capace di fermarti di fronte alle grida di dolore, alle urla di terrore, al contorcersi e tremare di un corpo indifeso sei un sadico, sei un mostro! E allora cosa dovrebbe dire la madre di un mostro? Semplicemente:" Ho generato un mostro, perdonatemi, ma gli voglio bene ugualmente"...ma dato che al resto del mondo non interessa si dovrebbe smettere di cercare di giustificare sempre e comunque una crudeltà, ai danni di qualunque essere vivente venga perpetrata, perchè se vogliamo veramente sradicare il Male dobbiamo finalmente cominciare a capire che il Male esiste, fa parte di noi, si è evoluto con noi, "il genere umano", e, purtroppo, alcuni di noi nascono con il Male nel cuore...
Chi non punisce il Male comanda che lo si faccia.
( Leonardo da Vinci )
Ecco il punto è questo...I cattivi non nascono sotto i cavoli e i buoni sotto una bella siepe di rose, tutti ma proprio tutti gli esseri viventi sono generati da una madre; una madre che dopo 9 mesi, nel caso degli umani ma di cuccioli umani sto parlando, di gestazione li partorisce con dolore, li allatta al seno o quantomeno provvede a nutrirli con regolare frequenza nei loro primi mesi di vita, li ama e li educa con la convinzione di fare sempre le cose nel miglior modo possibile per il suo cucciolo. Fin qui provvede la Natura con la sua perfezione dopo...dopo questi deliziosi ed adorabili cuccioli crescono e diventano: belli o bellissimi, ma anche brutti, sgraziati, goffi, simpatici, antipatici,allegri, seri, buoni, cattivi...ecco concentriamoci un attimo sull'ultimo aggettivo:cattivi!I bambini cattivi non sono figli di un altro pianeta, non nascono da madri aliene ma da madri umane che amano i loro figli esattamente come tutte le altre madri e che, credo, continuano ad amarli anche quando questa cattiveria diventa palese e pericolosa per il resto del genere umano. Perchè dico questo...perchè sto pensando ai tre uomini di 24 anni che hanno seviziato un ragazzino di 14 anni in modo violento e brutale...la cronaca del fatto per chi non la conoscesse potrete leggerla qui...
Tre adulti che sono stati, come tutti noi, bambini carini, paffuti e dolcissimi come tutti i neonati sanno essere ma che ad un certo punto della loro vita, crescendo, sono diventati adulti sbandati e crudeli, perchè quello che è stato fatto al ragazzino non è una bravata( perdonatemi l'eufemismo) tra adolescenti ma una vera e propria crudeltà compiuta da tre uomini ai danni di un ragazzino indifeso. A questo punto sarebbe logico che i genitori dei colpevoli oltre a chiedere perdono al ragazzino ed alla sua famiglia e sperare che questa gente distrutta da un dolore del genere sia capace di perdonare, si facessero un esame di coscienza e si chiedessero dove, quando in cosa ho sbagliato nell'educare mio figlio? Magari poi i genitori non c'entrano, anche se ho dei dubbi in proposito, e allora se si ritiene di essere stati bravi genitori e di aver educato al meglio il proprio figlio, il passo successivo sarebbe quello di pensare"ho generato un mostro!" Ok...cambia qualcosa? No, per una madre non dovrebbe cambiare assolutamente niente...una madre ama sempre e comunque i propri figli ma...al mondo intorno non interessa e resta sempre un mostro! Mi è capitato, a volte, di far notare ai miei figli che anche Hitler ha avuto una madre che lo ha amato e che magari anche lui è stato un bambino carino e dolce e affettuoso...e lo stesso si può dire per ogni singolo mostro che ha messo piede sulla Terra per generare dolore e sofferenza e morte...anche i serial killer sono neonati carini e dolci, anche gli assassini, anche gli stupratori...insomma tutti siamo stati, prima di essere gli adulti buoni o cattivi che siamo diventati, dei neonati dolci e carini e indifesi. Questo giustifica forse le persone cattive? Assolutamente no!!! Questo vuol semplicemente dire che è normale per una madre amare il proprio figlio; è normale che ogni madre speri di aver generato la miss mondo o il Nobel per la fisica; è normale che ogni madre veda il proprio figlio come la perfezione ma...non è normale che una madre non prenda coscienza che il proprio figlio è una brutta persona; non è normale che una madre cerchi di difendere il proprio figlio, adulto di 24 anni, dicendo che ha fatto una bravata; non è normale che si tenda a giustificare sempre tutto e tutti dando la colpa alla società, all'educazione, ad internet, al degrado sociale...no perdonatemi ma non è normale! Il Male c'è, esiste ed è una caratteristica tipica degli esseri umani ed ogni donna può diventare madre di un mostro, come ogni madre può vedere il proprio bambino in un letto d'ospedale sconvolto, dolorante e terrorizzato da quanto gli è stato fatto. Ecco, un'altra cosa che ho spesso detto ai miei figli nei lunghi anni in cui li ho educati è stata "gli altri siamo noi" perchè in fondo non vedo differenza tra la madre della vittima e le madri dei tre carnefici...sono madri che amano tutte i loro figli, sono tutte madri che soffrono e la madre del carnefice non dovrebbe avere alcuna difficoltà a capire la sofferenza dell'altra madre e del bambino massacrato in ospedale. Personalmente sento sulla mia pelle la sofferenza di quella madre... anche mio figlio ha avuto 14 anni, anche mio figlio avrebbe potuto essere quel bambino ed anche mio figlio avrebbe potuto essere uno di quei "mostri" e questo anche se io penso, e spero, di essere stata una buona madre. Non parlo di persone che hanno turbe psichiche, di persone che hanno subito violenza da bambini, magari in famiglia, e quindi da adulti sanno parlare solo il linguaggio della violenza ma parlo di persone che crescendo sanno capire cosa è Bene e cosa è Male; parlo di persone che godono, o magari hanno goduto, nel far del male al gatto del vicino; parlo di persone che anche di fronte alle urla del ragazzino, di fronte ai suoi occhi terrorizzati, alle sue grida di aiuto, al suo sanguinare non si sono fermate; parlo di persone che godono nel far del male agli altri; parlo di persone che sono nate con la cattiveria nel cuore perchè se non sei capace di fermarti di fronte alle grida di dolore, alle urla di terrore, al contorcersi e tremare di un corpo indifeso sei un sadico, sei un mostro! E allora cosa dovrebbe dire la madre di un mostro? Semplicemente:" Ho generato un mostro, perdonatemi, ma gli voglio bene ugualmente"...ma dato che al resto del mondo non interessa si dovrebbe smettere di cercare di giustificare sempre e comunque una crudeltà, ai danni di qualunque essere vivente venga perpetrata, perchè se vogliamo veramente sradicare il Male dobbiamo finalmente cominciare a capire che il Male esiste, fa parte di noi, si è evoluto con noi, "il genere umano", e, purtroppo, alcuni di noi nascono con il Male nel cuore...
Chi non punisce il Male comanda che lo si faccia.
( Leonardo da Vinci )
giovedì 9 ottobre 2014
My poetry...
NON DOVEVO MORIRE
Correvi felice incontro alla vita...
Amata
amante
curiosa
e serena.
Ogni giorno bevevi
il sole
la pioggia
il vento
la neve...
bimba dai sensi appagati...
Correvi rabbiosa incontro alla vita
Frustrata
delusa
amata
ma odiavi.
Non più
ogni giorno bevevi,
il sole
la pioggia
il vento
la neve...
giovane anima dai sensi esigenti...
Correvi eccitata incontro alla vita
Le mani tremanti
le voci agitate
i volti arrossati
gli sguardi sgranati
giovane anima dai sensi,
per ora,
appagati...
Correvi felice incontro alla vita...
La corsa notturna
lo schianto mortale...
Giovane anima
sgomenta e impaurita
lotti
combatti
ti sbatti...
ma i sensi tiranni
ti hanno tradita!
Giovane Angelo
dai sensi ormai sazi
ti guardi dall'alto
ti guardi e ti vedi...
pupazzo scomposto
dai sensi feriti...
Giovane Angelo
dai sensi elevati
ti guardi dall'alto
ti guardi e...
non dovevo
ti dici
non dovevo morire...
Correvi felice incontro alla vita...
Amata
amante
curiosa
e serena.
Ogni giorno bevevi
il sole
la pioggia
il vento
la neve...
bimba dai sensi appagati...
Correvi rabbiosa incontro alla vita
Frustrata
delusa
amata
ma odiavi.
Non più
ogni giorno bevevi,
il sole
la pioggia
il vento
la neve...
giovane anima dai sensi esigenti...
Correvi eccitata incontro alla vita
Le mani tremanti
le voci agitate
i volti arrossati
gli sguardi sgranati
giovane anima dai sensi,
per ora,
appagati...
Correvi felice incontro alla vita...
La corsa notturna
lo schianto mortale...
Giovane anima
sgomenta e impaurita
lotti
combatti
ti sbatti...
ma i sensi tiranni
ti hanno tradita!
Giovane Angelo
dai sensi ormai sazi
ti guardi dall'alto
ti guardi e ti vedi...
pupazzo scomposto
dai sensi feriti...
Giovane Angelo
dai sensi elevati
ti guardi dall'alto
ti guardi e...
non dovevo
ti dici
non dovevo morire...
giovedì 2 ottobre 2014
Ciao nonna...ti voglio bene nonna...
Non amo parlare di me sia perchè non credo che ad altre persone possa, nè dovrebbe, interessare la mia vita sia perchè sono un carattere riservato per Natura ma oggi, che è la festa dei nonni voglio fare un'eccezione e parlare della donna che mi ha praticamente cresciuta...mia nonna appunto! Mia mamma ha sempre lavorato, anche perchè lavorava, insieme a mio padre, in proprio e questo comportava che lei usciva da casa alle 7 circa di mattina e ne rientrava dopo almeno 12 h , fatta eccezione per l'orario del pranzo. Quindi da che ho memoria mia nonna è sempre stata presente nella mia vita, almeno fino ai miei quindici anni, quando per l'impossibilità di essere gestita da mia madre, io ero ovviamente un'adolescente quindi incapace di gestire una donna anziana che mostrava pericolosi segni, per lei e per noi, di demenza senile, si è trasferita, o meglio è stata trasferita, a casa di un'altra figlia che non lavorando poteva occuparsi di lei a tempo pieno. L'anno dopo, quindi io di anni ne avevo 16, mia nonna è morta...aveva 86 anni. La morte di mia nonna è stato il mio primo grande dolore ma se devo essere sincera, e perchè non dovrei proprio qui sul mio blog?, mia nonna in realtà è sempre rimasta con me...è nel mio cuore, è nei miei pensieri ma soprattutto è nei suoi insegnamenti e nell'educazione che ho ricevuto da lei. Mia nonna era già anziana quando io sono nata, circa 70 anni che per i tempi odierni sono una giovane anzianità ma negli anni '60 erano una vera e propria età avanzata. So per certo, me lo hanno sempre detto in famiglia, che la prima parola che ho farfugliato è stata "nonna" questo perchè, ovviamente, era con lei che trascorrevo la mia giornata.Man mano che io crescevo e quindi cominciavo a fissare dei ricordi nella mia memoria, mia nonna invecchiava...infatti io la ricordo quasi sempre seduta o in cucina a cucinare: impastare, tagliare verdure, pulire pesce, o sgusciare legumi, o sulla poltrona che aveva nella sua camera, persa nei suoi ricordi e nelle sue nostalgie. Insieme a mia nonna c'erano con me i miei animali a farmi compagnia e devo dire che io giocavo molto da sola o con questi animali piuttosto che con mia nonna cosa che invece ho visto fare a mia mamma con i miei figli; ma è comprensibile era una donna veramente anziana, per quei tempi intendo, inoltre era, come tutte le donne e mamme di quei tempi, una donna che era stata consumata dalla Vita. Mia nonna è nata nei primi anni del '900, al sud, e il suo primo ricordo è il devastante terremoto del 1908 che ha raso al suolo Reggio, Messina e vari paesini circostanti; poi è cresciuta con ben due guerre mondiali una da figlia, della quale non parlava mai, ed una da moglie e madre della quale non parlava quasi mai. Nella sua lunga vita ha avuto 7 figli: 5 femmine e due maschi e un destino alquanto crudele le ha portato via entrambi i figli maschi: uno morto a 2/3 anni per una qualche malattia infantile ed uno dilaniato da una bomba a mano all'età di 14 anni...Non ha avuto una vita facile mia nonna, crescere 5 figlie femmine negli anni a cavallo della seconda guerra mondiale non deve essere stato facile; le figlie femmine non potevano lavorare allora e non potevano andare a scuola...ma credo che ogni madre di quei tempi non ha avuto una vita facile quindi sorvolerei sui sacrifici e le umiliazioni e le paure e le angosce della sua vita di mamma e mi concentrerei sulla "Donna" che è stata mia nonna...mia nonna era una donna allegra, una donna che con una frase, una parola scherzosa di mio padre, un mio buffo modo di dire si apriva in una risata lunghissima, una di quelle risate che fanno ballare la pancia degli anziani e gli fanno venire le lacrime agli occhi...ecco mia nonna rideva moltissimo e con me non è stata per niente severa anzi...però...però oltre ad insegnarmi quella che è definita buona educazione, non si mangia con la bocca aperta, non si parla mentre si ha il cibo in bocca, quando si sbadiglia si mette la mano davanti alla bocca, si dice per favore e grazie, si dice vorrei e non voglio ecc, mi ha insegnato a non sprecare mai il cibo, per esempio, e anche se era abbastanza permissiva con me non ha mai permesso che io non mangiassi quello che lei cucinava per noi...se non mi piaceva pazienza, lei mi diceva" mangiane almeno un pò vedrai che poi ti piacerà"!Non ho mai visto mia nonna, dopo aver sparecchiato, buttare via qualcosa, ogni avanzo che rimaneva nel piatto di portata veniva riciclato per la sera, persino l'insalata di pomodoro che riproponeva con il "biscotto bagnato" una variazione dell'epoca, al sud ancora di oggi, dell'attuale bruschetta. Se le chiedevo perchè o le dicevo "nonna lo butto?" mi rispondeva "no, non si butta il cibo, bisogna ringraziare Dio se siamo così fortunati da avere del cibo in tavola e se impari a non sprecarlo non soffrirai mai la fame"...Ho detto che avevo sempre degli animaletti in casa che io adoravo fin da piccolissima ma come tutti i bambini a volte ero maldestra con loro e mia nonna mi faceva notare che dovevo stare attenta perchè loro erano più deboli e delicati di me e potevo fargli male; non mi ha mai permesso di farne dei pelouche da strapazzare come volevo, quindi mia nonna mi ha insegnato il rispetto per chi è più debole,,,. Poi cominciando ad andare a scuola ho cominciato ad avere i primi piccoli fastidi e pianti: un bambino che mi aveva preso in giro, un rimprovero della maestra, il mio giocattolo preferito che si era rotto...allora mia nonna mi chiamava vicino a sè, mi faceva sedere per terra, poi mi faceva poggiare la testa sulle sue ginocchia e accarezzandomi i capelli mi diceva " piangi Rosi, piangi pure, sfogati hai bisogno di far uscire il dolore con le lacrime così poi quando tutto il dolore sarà uscito e ti sarai asciugata gli occhi vedrai che starai meglio e avrai gli occhi più belli"...e man mano che io mi calmavo lei cominciava a raccontarmi una storia, una favola o qualcosa di sè; io piano piano smettevo di piangere e quando mi ero asciugata gli occhi lei tirava fuori dalla tasca del suo grembiule nero e fiorellini bianchi una caramella, una gelatina di frutta le adoravo!, e mi strappava un sorriso..." vedi, mi diceva allora, hai pianto, hai vissuto il dolore e adesso puoi sorridere di nuovo"...ecco mia nonna mi ha insegnato a sorridere, mi ha insegnato ad accettare e vivere il dolore ma soprattutto mi ha insegnato a sorridere...Mia nonna ha avuto un marito, diciamo un pò libertino, che ha avuto una figlia fuori dal matrimonio che, in tarda età, ha riconosciuto; per motivi personali e lunghi da spiegare, quando io ero piccola andavamo,a volte, i miei genitori, mia nonna ed io, a trascorrere la domenica a casa di questa sorellastra di mia madre; con lei viveva sua mamma...Ho sempre visto mia nonna non solo parlare con questa donna, ma mangiare alla sua tavola e ridere con lei come se il loro passato non fosse stato un uomo in comune...Ovviamente da bambina non potevo capire questa strana dinamica: se quella che io chiamavo zia era sorella di mia madre perchè aveva un'altra mamma? Ho provato a chiederlo a mia nonna e lei mi rispondeva che mia mamma e la zia erano sorelle perchè figlie dello stesso padre e avevano lo stesso cognome, così in modo semplice e naturale ho imparato ad accettare la cosa e solo crescendo ho capito che non ho mai sentito una parola di rabbia o di biasimo nei confronti di quella donna uscire dalla bocca di mia nonna...se ce l'aveva con lei o con il marito, morto ben 20 anni prima, non lo so quello che so è che mia nonna, l'aveva perdonata, o perdonati che dir si voglia, e provava anche del sincero affetta per quella figlia sfortunata nata da un capriccio di suo marito. Quindi mia nonna mi ha insegnato il perdono, mi ha insegnato che nella vita non si deve mai giudicare nè mai far pagare ai figli o a un popolo intero le colpe dei padri o di un unico uomo...mi ha insegnato che è possibile perdonare anche cose gravissime, basta solo volerlo fare e credere di poterci riuscire.
Ma quando la ricordo mi piace ricordare, in modo particolare, la sua spontanea e grassa risata anche se a volte entravo da lei e la vedevo seduta con gli occhi lucidi e arrossati ma lei, vedendomi, si apriva in un sorriso e tirava fuori dalla tasca del suo grembiule nero a fiorellini bianchi, una caramella, una gelatina di frutta, che io adoravo, e mi raccontava una storia...
Grazie nonna per tutto quello che mi hai insegnato...ti voglio tanto bene nonna...
Le nonne sono mamme con un sacco di caramelle.
( Anonimo )
Ma quando la ricordo mi piace ricordare, in modo particolare, la sua spontanea e grassa risata anche se a volte entravo da lei e la vedevo seduta con gli occhi lucidi e arrossati ma lei, vedendomi, si apriva in un sorriso e tirava fuori dalla tasca del suo grembiule nero a fiorellini bianchi, una caramella, una gelatina di frutta, che io adoravo, e mi raccontava una storia...
Grazie nonna per tutto quello che mi hai insegnato...ti voglio tanto bene nonna...
Le nonne sono mamme con un sacco di caramelle.
( Anonimo )
lunedì 29 settembre 2014
venerdì 12 settembre 2014
R.I.P. Daniza...
E così, alla fine, l'orsa Daniza è stata uccisa...Confesso che quando ieri ho letto la notizia sono rimasta senza parole per il dolore ed il dispiacere ma per nulla meravigliata per il modo in cui si è conclusa questa vicenda. Non ho seguito moltissimo questa vicenda, poichè sono stata fuori fino a qualche giorno fa e, per problemi di connessione, non mi era possibile collegarmi con la regolare frequenza con cui lo faccio di solito. Però ho letto, a suo tempo, di questa mamma orsa che aveva aggredito un cercatore di funghi nei boschi del Trentino...Mi era sembrato alquanto strano che la vittima potesse raccontare di questo incontro ravvicinato con un mammifero del genere perchè so, e meglio di me lo sanno i numerosi veterinari, etologi, guardie forestali ed altri addetti ai lavori, che mamma orsa è, tra tutti gli animali presenti in Natura, in assoluto la più feroce nel difendere i propri cuccioli...Sarà perchè l'orso è un animale solitario, sarà perchè deve difenderli dagli attacchi dei maschi della sua specie, sarà perchè non ha , in Natura, altri predatori oltre il più feroce e temibile tra tutti, l'uomo appunto! sarà per chissà quale motivo ma è decisamente così...quindi, dicevo che essere aggredito da una orsa che protegge i propri cuccioli e poterlo raccontare è una fortuna che credo sia capitata a ben poche persone. Eppure questo solitamente ferocissimo animale ha sì aggredito un possibile predatore ma si è limitata ad un semplice avvertimento anche perchè le foto dell'uomo che ho visto con i miei occhi, mostravano una persona con poche bende e nient'altro...Presumo perciò che Daniza non fosse eccessivamente pericolosa nè aggressiva ma semmai, un animale schivo e timido per Natura che ha, con un certa gentilezza, chiesto ad un altro essere di stare lontano dai suoi figli. oggi poi leggo, tra i vari articoli pro Daniza che girano sul web, che l'uomo era nascosto dietro un cespuglio per cercare di osservare meglio i cuccioli di orso. Mi si conceda quindi che l'innocuo e malcapitato raccoglitore di funghi una probabile aggressione è andato a cercarsela e che nella sua incauta curiosità è stato anche molto fortunato...eppure questa persona, pur sapendo di essere il solo ed unico responsabile di questa aggressione, invece di ritenersi fortunato per essersela cavata con dei semplici graffi ed un grande spavento ed ammettere le proprie responsabilità, era dietro un cespuglio che osservava i piccoli, ha denunciato il fatto facendo passare la povera Daniza per un animale di inaudita ferocia...A seguito di questo episodio sul web, e credo negli uffici preposti in Trentino, si scatena l'inferno...Daniza è un animale pericoloso, che attenta alla vita degli umani innocenti che vivono pacificamente nel loro territorio e quindi va assolutamente catturata e portata altrove...Chi ha seguito la vicenda meglio di me sa, io l'ho saputo tra ieri e oggi, che immediatamente sono sorte moltissime petizioni a favore di Daniza. Perchè? Un orso pericoloso va sì allontanato dal centro abitato...Forse Daniza non era poi così vicina al centro abitato ma è stato un umano incauto, curioso e stupido, si stupido, ad avvicinarsi troppo al territorio di Daniza?Forse Daniza non era poi un'orsa così pericolosa? Forse la sua cattura ed eventuale trasferimento in altro territorio non era la soluzione più adatta? Mah... Di sicuro se persone che in questo caso ne sapevano più di me di questa vicenda, hanno immediatamente cercato di difendere mamma orsa un motivo ci sarà stato. Non si è parlato di morte ma di cattura per trasferimento...Era necessaria questa cattura? Daniza non doveva forse essere lì, in Trentino, ma altrove?Ma come ci è arrivata Daniza in Trentino? Pare ci sia stata portata, dalla Slovenia, per ripopolare il Parco Adamello Brenta che è, appunto in Trentino, e il suo insediamento in questo parco faceva parte di un progetto noto come "Life ursus". Non so nulla di questo progetto ma posso facilmente immaginare che l'intenzione di ripopolare con orsi ed altri animali selvatici il parco suddetto serva non solo al turismo, gite nel parco per osservare gli animali selvatici nel loro habitat naturale, ma anche per ricreare un ecosistema che noi umani abbiamo troppo e con troppa leggerezza in questi ultimi anni, alterato; potrebbe essere tardi ma in extremis ci siamo resi conto che anche noi facciamo parte di un ecosistema molto ben congegnato e che tale alterazione mette a rischio anche la nostra sopravvivenza. Dunque Daniza è stata portata nel luogo dove poi è stata "uccisa" per i nostri comodi e a nostro esclusivo uso e consumo. Posso facilmente intuire e capire che un orso non capisca molto di geografia quindi si sarà sicuramente allontanata dalla zona a cui l'aveva destinata l'uomo ma se un orso non comprende il limite geografico e la distanza che deve mantenere tra sè e l'uomo, l'uomo, al contrario, dato che si ritiene intelligente, si! Quindi ribadisco che il cercatore di funghi che è stato aggredito avrebbe dovuto capire, nel vedere che c'erano dei cuccioli di orso, che nelle immediate vicinanza doveva esserci una madre alquanto inferocita e invece di perdere tempo ad osservarli, con la speranza magari di filmarli per poter postare poi l'inaspettata fortuna su un social, avrebbe dovuto con circospezione ma velocemente allontanarsi. Invece no, si è attardato ed anzi si è nascosto sperando di poterli osservare meglio. Quanta incauta stupidità...basta forse un cespuglio a proteggerti da uno degli animali più furbi e con un olfatto tra i più sviluppati nel mondo animale? Da una mamma altresì...Perchè insisto tanto sul fatto che fosse una mamma? Perchè qualunque mamma, dal più piccolo topolino, al più grande orso passando per le mamme umane, per difendere i propri figli ucciderebbe senza farsi tanti problemi in merito! Io personalmente, se i miei figli fossero in pericolo, non esiterei ad uccidere con le mani nude senza nemmeno pensarci pun attimo...Quindi Daniza ha fatto la sola cosa logica e giusta che ogni mamma farebbe ma...non ha ucciso ha, diciamo, solo avvertito il malcapitato cercando, a modo suo, di dirgli "stai lontano dai miei piccoli". Ecco i fatti, semplici, logici e naturali. Semplici fatti che chiunque avrebbe dovuto e potuto analizzare prima di gridare "Aiuto c'è un orso inferocito"e di decidere, di conseguenza, che tale ferocissimo animale doveva essere catturato. So che i vari tentativi di cattura senza ricorrere all'anestetico, per altro sempre un grosso rischio per animali di cui non si conoscono possibili patologie, si sono rivelati infruttuosi perchè Daniza si è sempre ben nascosta ed ha sempre abilmente evitato la cattura. Questo vuol dire che ha mostrato una notevole intelligenza, decisamente più notevole di chi ha, con la presunzione tipica di noi esseri umani, incautamente gestito la cosa. Sembra anche che nella sua fuga si sia avvicinata troppo ad insediamenti umani uccidendo delle pecore...in Natura è una cosa normalissima. L'orso è un animale carnivoro e qui si trattava di una mamma che aveva due cuccioli da proteggere e nutrire a sufficienza in vista dell'imminente letargo. Quindi mamma orsa si stava mostrando intelligente e furba e cercava disperatamente di stare quanto più possibile lontana dall'uomo che voleva catturarla, nella speranza di poter trovare un posto adatto per iniziare la stagione del letargo inseme ai suoi piccoli. Ma l'uomo, che con sempre maggiore facilità e frequenza mostra la propria faccia crudele e vigliacca non le ha permesso di proteggere se stessa e i suoi piccoli riconoscendo che forse si era iniziata una caccia al mostro con troppa facilità, e per dimostrare al mondo che noi, i più feroci predatori sulla Terra, abbiamo ancora pieno potere sui nostri subalterni, decide di passare alla misura drastica: addormentare l'animale per poterlo, finalmente catturare... narcosi a cui la povera Daniza non ha retto...tanto era solo un orso feroce e cattivo che prima o poi avrebbe attaccato un altro umano. E qui termina la storia di Daniza, mamma orsa schiva, timida e per nulla feroce che ha trovato la morte per mano del più feroce, vigliacco e crudele predatore che la Terra abbia mai partorito: "l'uomo".La mia personalissima opinione è che Daniza sia stata condannata a morte fin da subito. Che la sua morte sia stata decisa freddamente e a tavolino. Che per una qualche manovra politica sia stata usata per attaccare chissà... gli animalisti, un altro partito politico, il Parco Adamello Brenta, chissà...Personalmente considero la morte di Daniza un omicidio in piena regola, credo che in realtà non sia mai stata prevista la sua cattura per portarla in siti più sicuri per lei e per gli umani. Da quel che vedo sul web altri la pensano così e c'è una forte mobilitazione tesa a boicottare il Trentino e a far dimettere chi ha deciso la morte di Daniza. Poi c'è chi chiede giustizia a cui mi unisco anch'io...Questa è una brutta, sporca, assurda, vergognosa vicenda umana, come solo le vicende che riguardano noi umani sanno essere. Con la morte di Daniza noi umani abbiamo dimostrato ancora una volta la nostra indegnità nel definirci "umani", la nostra vigliacca prepotenza che ci spinge a crederci i padroni civili e intelligenti di questa Terra, salvo poi comportarci come i più vigliacchi dei dittatori, che per paura di perdere la supremazia a suon di sangue conquistata, continuano con leggerezza a versare altro sangue innocente. In questa brutta, sporca, assurda, vergognosa vicenda il solo essere che ha dimostrato di avere intelligenza è stata proprio mamma orsa, che trovandosi di fronte al possibile attentatore alla vita dei suoi figli non lo ha ucciso, ripeto io e quaunque altra madre in Natura umana e non ucciderebbe se i suoi cuccioli fossero in pericolo, ma lo ha semplicemente ferito sperando di spaventarlo a sufficienza per far si che si allontanasse dai suoi figli. Quando si è vista braccata si è abilmente nascosta fino a che ha potuto senza aggredire umani ma soltanto animali di cui doveva per forzar nutrirsi. E perchè questo comportamento così cauto, così poco aggressivo? Perchè, dal mio punto di vista di essere senziente e ragionevole, è chiaro che Daniza in questi suoi 20 anni di vita ha imparato a conoscere, e purtroppo a temere, l'uomo riuscendo a capire che è l'essere più stupido e quindi pericoloso che c'è sulla Terra e da brava mamma ha cercato di proteggere i suoi cuccioli tenendosi, da quest'essere crudele e pericoloso tanto quanto stupido, il più lontano possibile cercando, quando è stata costretta suo malgrado ad avere un contatto diretto con lui, di non farlo troppo arrabbiare; ricordiamoci che non ha ucciso chi attentava alla vita dei suoi figli; che ha abilmente evitato le trappole ma che non ha, nell'arco di quasi un mese, aggredito nessun'altro umano. Se noi umani fossimo veramente gli esseri superiori che tanto ci vantiamo di essere avremmo senza molta difficoltà capito, fin dall'inizio di questa vicenda, la natura schiva e mite di Daniza ed avremmo cercato una soluzione alternativa alla coabitazione senza ricorrere ad un omicidio mascherato da azione da buon samaritano.Devo dire che, dal mio punto di vista di umana che prima di amare gli animali ha rispetto per ogni forma di vita che c'è su questa Terra, che un orsa, solo un animale come direbbero alcuni, si è mostrata molto più umana e intelligente dei miei simili che dovrebbero invece vergognarsi per aver strumentalizzato per chissà quali egoistici fini una vicenda che avrebbe dovuto e potuto se non passare sotto silenzio, almeno svolgersi nel miglior modo per tutti: per Daniza, che ci ha rimesso inutilmente la vita, per i suoi piccoli che sono rimasti senza la mamma e che non sappiamo se riusciranno a cavarsela dato che sono troppo piccoli e per noi "umani", che abbiamo perso un'ottima occasione per dimostrarci civili ed intelligenti quel tanto che basta per poter dire che siamo davvero la razza superiore che c'è sulla Terra, cosa di cui dubito sempre più spesso e sempre più fortemente! Siamo i più feroci e crudeli, questo si ma in quanto ad intelligenza e civiltà Daniza insegna...
Riposa in pace Daniza che i tuoi piccoli abbiano maggiore fortuna di te e che sia fatta giustizia per la tua morte assurda...
Riposa in pace Daniza che i tuoi piccoli abbiano maggiore fortuna di te e che sia fatta giustizia per la tua morte assurda...
Civiltà è ciò che è miracolosamente scampato allo zelo dei governanti.
( Nicolàs Gòmez Dàvila )
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