...ma al mondo intorno non interessa e resta sempre un mostro!
Ecco il punto è questo...I cattivi non nascono sotto i cavoli e i buoni sotto una bella siepe di rose, tutti ma proprio tutti gli esseri viventi sono generati da una madre; una madre che dopo 9 mesi, nel caso degli umani ma di cuccioli umani sto parlando, di gestazione li partorisce con dolore, li allatta al seno o quantomeno provvede a nutrirli con regolare frequenza nei loro primi mesi di vita, li ama e li educa con la convinzione di fare sempre le cose nel miglior modo possibile per il suo cucciolo. Fin qui provvede la Natura con la sua perfezione dopo...dopo questi deliziosi ed adorabili cuccioli crescono e diventano: belli o bellissimi, ma anche brutti, sgraziati, goffi, simpatici, antipatici,allegri, seri, buoni, cattivi...ecco concentriamoci un attimo sull'ultimo aggettivo:cattivi!I bambini cattivi non sono figli di un altro pianeta, non nascono da madri aliene ma da madri umane che amano i loro figli esattamente come tutte le altre madri e che, credo, continuano ad amarli anche quando questa cattiveria diventa palese e pericolosa per il resto del genere umano. Perchè dico questo...perchè sto pensando ai tre uomini di 24 anni che hanno seviziato un ragazzino di 14 anni in modo violento e brutale...la cronaca del fatto per chi non la conoscesse potrete leggerla qui...
Tre adulti che sono stati, come tutti noi, bambini carini, paffuti e dolcissimi come tutti i neonati sanno essere ma che ad un certo punto della loro vita, crescendo, sono diventati adulti sbandati e crudeli, perchè quello che è stato fatto al ragazzino non è una bravata( perdonatemi l'eufemismo) tra adolescenti ma una vera e propria crudeltà compiuta da tre uomini ai danni di un ragazzino indifeso. A questo punto sarebbe logico che i genitori dei colpevoli oltre a chiedere perdono al ragazzino ed alla sua famiglia e sperare che questa gente distrutta da un dolore del genere sia capace di perdonare, si facessero un esame di coscienza e si chiedessero dove, quando in cosa ho sbagliato nell'educare mio figlio? Magari poi i genitori non c'entrano, anche se ho dei dubbi in proposito, e allora se si ritiene di essere stati bravi genitori e di aver educato al meglio il proprio figlio, il passo successivo sarebbe quello di pensare"ho generato un mostro!" Ok...cambia qualcosa? No, per una madre non dovrebbe cambiare assolutamente niente...una madre ama sempre e comunque i propri figli ma...al mondo intorno non interessa e resta sempre un mostro! Mi è capitato, a volte, di far notare ai miei figli che anche Hitler ha avuto una madre che lo ha amato e che magari anche lui è stato un bambino carino e dolce e affettuoso...e lo stesso si può dire per ogni singolo mostro che ha messo piede sulla Terra per generare dolore e sofferenza e morte...anche i serial killer sono neonati carini e dolci, anche gli assassini, anche gli stupratori...insomma tutti siamo stati, prima di essere gli adulti buoni o cattivi che siamo diventati, dei neonati dolci e carini e indifesi. Questo giustifica forse le persone cattive? Assolutamente no!!! Questo vuol semplicemente dire che è normale per una madre amare il proprio figlio; è normale che ogni madre speri di aver generato la miss mondo o il Nobel per la fisica; è normale che ogni madre veda il proprio figlio come la perfezione ma...non è normale che una madre non prenda coscienza che il proprio figlio è una brutta persona; non è normale che una madre cerchi di difendere il proprio figlio, adulto di 24 anni, dicendo che ha fatto una bravata; non è normale che si tenda a giustificare sempre tutto e tutti dando la colpa alla società, all'educazione, ad internet, al degrado sociale...no perdonatemi ma non è normale! Il Male c'è, esiste ed è una caratteristica tipica degli esseri umani ed ogni donna può diventare madre di un mostro, come ogni madre può vedere il proprio bambino in un letto d'ospedale sconvolto, dolorante e terrorizzato da quanto gli è stato fatto. Ecco, un'altra cosa che ho spesso detto ai miei figli nei lunghi anni in cui li ho educati è stata "gli altri siamo noi" perchè in fondo non vedo differenza tra la madre della vittima e le madri dei tre carnefici...sono madri che amano tutte i loro figli, sono tutte madri che soffrono e la madre del carnefice non dovrebbe avere alcuna difficoltà a capire la sofferenza dell'altra madre e del bambino massacrato in ospedale. Personalmente sento sulla mia pelle la sofferenza di quella madre... anche mio figlio ha avuto 14 anni, anche mio figlio avrebbe potuto essere quel bambino ed anche mio figlio avrebbe potuto essere uno di quei "mostri" e questo anche se io penso, e spero, di essere stata una buona madre. Non parlo di persone che hanno turbe psichiche, di persone che hanno subito violenza da bambini, magari in famiglia, e quindi da adulti sanno parlare solo il linguaggio della violenza ma parlo di persone che crescendo sanno capire cosa è Bene e cosa è Male; parlo di persone che godono, o magari hanno goduto, nel far del male al gatto del vicino; parlo di persone che anche di fronte alle urla del ragazzino, di fronte ai suoi occhi terrorizzati, alle sue grida di aiuto, al suo sanguinare non si sono fermate; parlo di persone che godono nel far del male agli altri; parlo di persone che sono nate con la cattiveria nel cuore perchè se non sei capace di fermarti di fronte alle grida di dolore, alle urla di terrore, al contorcersi e tremare di un corpo indifeso sei un sadico, sei un mostro! E allora cosa dovrebbe dire la madre di un mostro? Semplicemente:" Ho generato un mostro, perdonatemi, ma gli voglio bene ugualmente"...ma dato che al resto del mondo non interessa si dovrebbe smettere di cercare di giustificare sempre e comunque una crudeltà, ai danni di qualunque essere vivente venga perpetrata, perchè se vogliamo veramente sradicare il Male dobbiamo finalmente cominciare a capire che il Male esiste, fa parte di noi, si è evoluto con noi, "il genere umano", e, purtroppo, alcuni di noi nascono con il Male nel cuore...
Chi non punisce il Male comanda che lo si faccia.
( Leonardo da Vinci )
venerdì 10 ottobre 2014
giovedì 9 ottobre 2014
My poetry...
NON DOVEVO MORIRE
Correvi felice incontro alla vita...
Amata
amante
curiosa
e serena.
Ogni giorno bevevi
il sole
la pioggia
il vento
la neve...
bimba dai sensi appagati...
Correvi rabbiosa incontro alla vita
Frustrata
delusa
amata
ma odiavi.
Non più
ogni giorno bevevi,
il sole
la pioggia
il vento
la neve...
giovane anima dai sensi esigenti...
Correvi eccitata incontro alla vita
Le mani tremanti
le voci agitate
i volti arrossati
gli sguardi sgranati
giovane anima dai sensi,
per ora,
appagati...
Correvi felice incontro alla vita...
La corsa notturna
lo schianto mortale...
Giovane anima
sgomenta e impaurita
lotti
combatti
ti sbatti...
ma i sensi tiranni
ti hanno tradita!
Giovane Angelo
dai sensi ormai sazi
ti guardi dall'alto
ti guardi e ti vedi...
pupazzo scomposto
dai sensi feriti...
Giovane Angelo
dai sensi elevati
ti guardi dall'alto
ti guardi e...
non dovevo
ti dici
non dovevo morire...
Correvi felice incontro alla vita...
Amata
amante
curiosa
e serena.
Ogni giorno bevevi
il sole
la pioggia
il vento
la neve...
bimba dai sensi appagati...
Correvi rabbiosa incontro alla vita
Frustrata
delusa
amata
ma odiavi.
Non più
ogni giorno bevevi,
il sole
la pioggia
il vento
la neve...
giovane anima dai sensi esigenti...
Correvi eccitata incontro alla vita
Le mani tremanti
le voci agitate
i volti arrossati
gli sguardi sgranati
giovane anima dai sensi,
per ora,
appagati...
Correvi felice incontro alla vita...
La corsa notturna
lo schianto mortale...
Giovane anima
sgomenta e impaurita
lotti
combatti
ti sbatti...
ma i sensi tiranni
ti hanno tradita!
Giovane Angelo
dai sensi ormai sazi
ti guardi dall'alto
ti guardi e ti vedi...
pupazzo scomposto
dai sensi feriti...
Giovane Angelo
dai sensi elevati
ti guardi dall'alto
ti guardi e...
non dovevo
ti dici
non dovevo morire...
giovedì 2 ottobre 2014
Ciao nonna...ti voglio bene nonna...
Non amo parlare di me sia perchè non credo che ad altre persone possa, nè dovrebbe, interessare la mia vita sia perchè sono un carattere riservato per Natura ma oggi, che è la festa dei nonni voglio fare un'eccezione e parlare della donna che mi ha praticamente cresciuta...mia nonna appunto! Mia mamma ha sempre lavorato, anche perchè lavorava, insieme a mio padre, in proprio e questo comportava che lei usciva da casa alle 7 circa di mattina e ne rientrava dopo almeno 12 h , fatta eccezione per l'orario del pranzo. Quindi da che ho memoria mia nonna è sempre stata presente nella mia vita, almeno fino ai miei quindici anni, quando per l'impossibilità di essere gestita da mia madre, io ero ovviamente un'adolescente quindi incapace di gestire una donna anziana che mostrava pericolosi segni, per lei e per noi, di demenza senile, si è trasferita, o meglio è stata trasferita, a casa di un'altra figlia che non lavorando poteva occuparsi di lei a tempo pieno. L'anno dopo, quindi io di anni ne avevo 16, mia nonna è morta...aveva 86 anni. La morte di mia nonna è stato il mio primo grande dolore ma se devo essere sincera, e perchè non dovrei proprio qui sul mio blog?, mia nonna in realtà è sempre rimasta con me...è nel mio cuore, è nei miei pensieri ma soprattutto è nei suoi insegnamenti e nell'educazione che ho ricevuto da lei. Mia nonna era già anziana quando io sono nata, circa 70 anni che per i tempi odierni sono una giovane anzianità ma negli anni '60 erano una vera e propria età avanzata. So per certo, me lo hanno sempre detto in famiglia, che la prima parola che ho farfugliato è stata "nonna" questo perchè, ovviamente, era con lei che trascorrevo la mia giornata.Man mano che io crescevo e quindi cominciavo a fissare dei ricordi nella mia memoria, mia nonna invecchiava...infatti io la ricordo quasi sempre seduta o in cucina a cucinare: impastare, tagliare verdure, pulire pesce, o sgusciare legumi, o sulla poltrona che aveva nella sua camera, persa nei suoi ricordi e nelle sue nostalgie. Insieme a mia nonna c'erano con me i miei animali a farmi compagnia e devo dire che io giocavo molto da sola o con questi animali piuttosto che con mia nonna cosa che invece ho visto fare a mia mamma con i miei figli; ma è comprensibile era una donna veramente anziana, per quei tempi intendo, inoltre era, come tutte le donne e mamme di quei tempi, una donna che era stata consumata dalla Vita. Mia nonna è nata nei primi anni del '900, al sud, e il suo primo ricordo è il devastante terremoto del 1908 che ha raso al suolo Reggio, Messina e vari paesini circostanti; poi è cresciuta con ben due guerre mondiali una da figlia, della quale non parlava mai, ed una da moglie e madre della quale non parlava quasi mai. Nella sua lunga vita ha avuto 7 figli: 5 femmine e due maschi e un destino alquanto crudele le ha portato via entrambi i figli maschi: uno morto a 2/3 anni per una qualche malattia infantile ed uno dilaniato da una bomba a mano all'età di 14 anni...Non ha avuto una vita facile mia nonna, crescere 5 figlie femmine negli anni a cavallo della seconda guerra mondiale non deve essere stato facile; le figlie femmine non potevano lavorare allora e non potevano andare a scuola...ma credo che ogni madre di quei tempi non ha avuto una vita facile quindi sorvolerei sui sacrifici e le umiliazioni e le paure e le angosce della sua vita di mamma e mi concentrerei sulla "Donna" che è stata mia nonna...mia nonna era una donna allegra, una donna che con una frase, una parola scherzosa di mio padre, un mio buffo modo di dire si apriva in una risata lunghissima, una di quelle risate che fanno ballare la pancia degli anziani e gli fanno venire le lacrime agli occhi...ecco mia nonna rideva moltissimo e con me non è stata per niente severa anzi...però...però oltre ad insegnarmi quella che è definita buona educazione, non si mangia con la bocca aperta, non si parla mentre si ha il cibo in bocca, quando si sbadiglia si mette la mano davanti alla bocca, si dice per favore e grazie, si dice vorrei e non voglio ecc, mi ha insegnato a non sprecare mai il cibo, per esempio, e anche se era abbastanza permissiva con me non ha mai permesso che io non mangiassi quello che lei cucinava per noi...se non mi piaceva pazienza, lei mi diceva" mangiane almeno un pò vedrai che poi ti piacerà"!Non ho mai visto mia nonna, dopo aver sparecchiato, buttare via qualcosa, ogni avanzo che rimaneva nel piatto di portata veniva riciclato per la sera, persino l'insalata di pomodoro che riproponeva con il "biscotto bagnato" una variazione dell'epoca, al sud ancora di oggi, dell'attuale bruschetta. Se le chiedevo perchè o le dicevo "nonna lo butto?" mi rispondeva "no, non si butta il cibo, bisogna ringraziare Dio se siamo così fortunati da avere del cibo in tavola e se impari a non sprecarlo non soffrirai mai la fame"...Ho detto che avevo sempre degli animaletti in casa che io adoravo fin da piccolissima ma come tutti i bambini a volte ero maldestra con loro e mia nonna mi faceva notare che dovevo stare attenta perchè loro erano più deboli e delicati di me e potevo fargli male; non mi ha mai permesso di farne dei pelouche da strapazzare come volevo, quindi mia nonna mi ha insegnato il rispetto per chi è più debole,,,. Poi cominciando ad andare a scuola ho cominciato ad avere i primi piccoli fastidi e pianti: un bambino che mi aveva preso in giro, un rimprovero della maestra, il mio giocattolo preferito che si era rotto...allora mia nonna mi chiamava vicino a sè, mi faceva sedere per terra, poi mi faceva poggiare la testa sulle sue ginocchia e accarezzandomi i capelli mi diceva " piangi Rosi, piangi pure, sfogati hai bisogno di far uscire il dolore con le lacrime così poi quando tutto il dolore sarà uscito e ti sarai asciugata gli occhi vedrai che starai meglio e avrai gli occhi più belli"...e man mano che io mi calmavo lei cominciava a raccontarmi una storia, una favola o qualcosa di sè; io piano piano smettevo di piangere e quando mi ero asciugata gli occhi lei tirava fuori dalla tasca del suo grembiule nero e fiorellini bianchi una caramella, una gelatina di frutta le adoravo!, e mi strappava un sorriso..." vedi, mi diceva allora, hai pianto, hai vissuto il dolore e adesso puoi sorridere di nuovo"...ecco mia nonna mi ha insegnato a sorridere, mi ha insegnato ad accettare e vivere il dolore ma soprattutto mi ha insegnato a sorridere...Mia nonna ha avuto un marito, diciamo un pò libertino, che ha avuto una figlia fuori dal matrimonio che, in tarda età, ha riconosciuto; per motivi personali e lunghi da spiegare, quando io ero piccola andavamo,a volte, i miei genitori, mia nonna ed io, a trascorrere la domenica a casa di questa sorellastra di mia madre; con lei viveva sua mamma...Ho sempre visto mia nonna non solo parlare con questa donna, ma mangiare alla sua tavola e ridere con lei come se il loro passato non fosse stato un uomo in comune...Ovviamente da bambina non potevo capire questa strana dinamica: se quella che io chiamavo zia era sorella di mia madre perchè aveva un'altra mamma? Ho provato a chiederlo a mia nonna e lei mi rispondeva che mia mamma e la zia erano sorelle perchè figlie dello stesso padre e avevano lo stesso cognome, così in modo semplice e naturale ho imparato ad accettare la cosa e solo crescendo ho capito che non ho mai sentito una parola di rabbia o di biasimo nei confronti di quella donna uscire dalla bocca di mia nonna...se ce l'aveva con lei o con il marito, morto ben 20 anni prima, non lo so quello che so è che mia nonna, l'aveva perdonata, o perdonati che dir si voglia, e provava anche del sincero affetta per quella figlia sfortunata nata da un capriccio di suo marito. Quindi mia nonna mi ha insegnato il perdono, mi ha insegnato che nella vita non si deve mai giudicare nè mai far pagare ai figli o a un popolo intero le colpe dei padri o di un unico uomo...mi ha insegnato che è possibile perdonare anche cose gravissime, basta solo volerlo fare e credere di poterci riuscire.
Ma quando la ricordo mi piace ricordare, in modo particolare, la sua spontanea e grassa risata anche se a volte entravo da lei e la vedevo seduta con gli occhi lucidi e arrossati ma lei, vedendomi, si apriva in un sorriso e tirava fuori dalla tasca del suo grembiule nero a fiorellini bianchi, una caramella, una gelatina di frutta, che io adoravo, e mi raccontava una storia...
Grazie nonna per tutto quello che mi hai insegnato...ti voglio tanto bene nonna...
Le nonne sono mamme con un sacco di caramelle.
( Anonimo )
Ma quando la ricordo mi piace ricordare, in modo particolare, la sua spontanea e grassa risata anche se a volte entravo da lei e la vedevo seduta con gli occhi lucidi e arrossati ma lei, vedendomi, si apriva in un sorriso e tirava fuori dalla tasca del suo grembiule nero a fiorellini bianchi, una caramella, una gelatina di frutta, che io adoravo, e mi raccontava una storia...
Grazie nonna per tutto quello che mi hai insegnato...ti voglio tanto bene nonna...
Le nonne sono mamme con un sacco di caramelle.
( Anonimo )
lunedì 29 settembre 2014
venerdì 12 settembre 2014
R.I.P. Daniza...
E così, alla fine, l'orsa Daniza è stata uccisa...Confesso che quando ieri ho letto la notizia sono rimasta senza parole per il dolore ed il dispiacere ma per nulla meravigliata per il modo in cui si è conclusa questa vicenda. Non ho seguito moltissimo questa vicenda, poichè sono stata fuori fino a qualche giorno fa e, per problemi di connessione, non mi era possibile collegarmi con la regolare frequenza con cui lo faccio di solito. Però ho letto, a suo tempo, di questa mamma orsa che aveva aggredito un cercatore di funghi nei boschi del Trentino...Mi era sembrato alquanto strano che la vittima potesse raccontare di questo incontro ravvicinato con un mammifero del genere perchè so, e meglio di me lo sanno i numerosi veterinari, etologi, guardie forestali ed altri addetti ai lavori, che mamma orsa è, tra tutti gli animali presenti in Natura, in assoluto la più feroce nel difendere i propri cuccioli...Sarà perchè l'orso è un animale solitario, sarà perchè deve difenderli dagli attacchi dei maschi della sua specie, sarà perchè non ha , in Natura, altri predatori oltre il più feroce e temibile tra tutti, l'uomo appunto! sarà per chissà quale motivo ma è decisamente così...quindi, dicevo che essere aggredito da una orsa che protegge i propri cuccioli e poterlo raccontare è una fortuna che credo sia capitata a ben poche persone. Eppure questo solitamente ferocissimo animale ha sì aggredito un possibile predatore ma si è limitata ad un semplice avvertimento anche perchè le foto dell'uomo che ho visto con i miei occhi, mostravano una persona con poche bende e nient'altro...Presumo perciò che Daniza non fosse eccessivamente pericolosa nè aggressiva ma semmai, un animale schivo e timido per Natura che ha, con un certa gentilezza, chiesto ad un altro essere di stare lontano dai suoi figli. oggi poi leggo, tra i vari articoli pro Daniza che girano sul web, che l'uomo era nascosto dietro un cespuglio per cercare di osservare meglio i cuccioli di orso. Mi si conceda quindi che l'innocuo e malcapitato raccoglitore di funghi una probabile aggressione è andato a cercarsela e che nella sua incauta curiosità è stato anche molto fortunato...eppure questa persona, pur sapendo di essere il solo ed unico responsabile di questa aggressione, invece di ritenersi fortunato per essersela cavata con dei semplici graffi ed un grande spavento ed ammettere le proprie responsabilità, era dietro un cespuglio che osservava i piccoli, ha denunciato il fatto facendo passare la povera Daniza per un animale di inaudita ferocia...A seguito di questo episodio sul web, e credo negli uffici preposti in Trentino, si scatena l'inferno...Daniza è un animale pericoloso, che attenta alla vita degli umani innocenti che vivono pacificamente nel loro territorio e quindi va assolutamente catturata e portata altrove...Chi ha seguito la vicenda meglio di me sa, io l'ho saputo tra ieri e oggi, che immediatamente sono sorte moltissime petizioni a favore di Daniza. Perchè? Un orso pericoloso va sì allontanato dal centro abitato...Forse Daniza non era poi così vicina al centro abitato ma è stato un umano incauto, curioso e stupido, si stupido, ad avvicinarsi troppo al territorio di Daniza?Forse Daniza non era poi un'orsa così pericolosa? Forse la sua cattura ed eventuale trasferimento in altro territorio non era la soluzione più adatta? Mah... Di sicuro se persone che in questo caso ne sapevano più di me di questa vicenda, hanno immediatamente cercato di difendere mamma orsa un motivo ci sarà stato. Non si è parlato di morte ma di cattura per trasferimento...Era necessaria questa cattura? Daniza non doveva forse essere lì, in Trentino, ma altrove?Ma come ci è arrivata Daniza in Trentino? Pare ci sia stata portata, dalla Slovenia, per ripopolare il Parco Adamello Brenta che è, appunto in Trentino, e il suo insediamento in questo parco faceva parte di un progetto noto come "Life ursus". Non so nulla di questo progetto ma posso facilmente immaginare che l'intenzione di ripopolare con orsi ed altri animali selvatici il parco suddetto serva non solo al turismo, gite nel parco per osservare gli animali selvatici nel loro habitat naturale, ma anche per ricreare un ecosistema che noi umani abbiamo troppo e con troppa leggerezza in questi ultimi anni, alterato; potrebbe essere tardi ma in extremis ci siamo resi conto che anche noi facciamo parte di un ecosistema molto ben congegnato e che tale alterazione mette a rischio anche la nostra sopravvivenza. Dunque Daniza è stata portata nel luogo dove poi è stata "uccisa" per i nostri comodi e a nostro esclusivo uso e consumo. Posso facilmente intuire e capire che un orso non capisca molto di geografia quindi si sarà sicuramente allontanata dalla zona a cui l'aveva destinata l'uomo ma se un orso non comprende il limite geografico e la distanza che deve mantenere tra sè e l'uomo, l'uomo, al contrario, dato che si ritiene intelligente, si! Quindi ribadisco che il cercatore di funghi che è stato aggredito avrebbe dovuto capire, nel vedere che c'erano dei cuccioli di orso, che nelle immediate vicinanza doveva esserci una madre alquanto inferocita e invece di perdere tempo ad osservarli, con la speranza magari di filmarli per poter postare poi l'inaspettata fortuna su un social, avrebbe dovuto con circospezione ma velocemente allontanarsi. Invece no, si è attardato ed anzi si è nascosto sperando di poterli osservare meglio. Quanta incauta stupidità...basta forse un cespuglio a proteggerti da uno degli animali più furbi e con un olfatto tra i più sviluppati nel mondo animale? Da una mamma altresì...Perchè insisto tanto sul fatto che fosse una mamma? Perchè qualunque mamma, dal più piccolo topolino, al più grande orso passando per le mamme umane, per difendere i propri figli ucciderebbe senza farsi tanti problemi in merito! Io personalmente, se i miei figli fossero in pericolo, non esiterei ad uccidere con le mani nude senza nemmeno pensarci pun attimo...Quindi Daniza ha fatto la sola cosa logica e giusta che ogni mamma farebbe ma...non ha ucciso ha, diciamo, solo avvertito il malcapitato cercando, a modo suo, di dirgli "stai lontano dai miei piccoli". Ecco i fatti, semplici, logici e naturali. Semplici fatti che chiunque avrebbe dovuto e potuto analizzare prima di gridare "Aiuto c'è un orso inferocito"e di decidere, di conseguenza, che tale ferocissimo animale doveva essere catturato. So che i vari tentativi di cattura senza ricorrere all'anestetico, per altro sempre un grosso rischio per animali di cui non si conoscono possibili patologie, si sono rivelati infruttuosi perchè Daniza si è sempre ben nascosta ed ha sempre abilmente evitato la cattura. Questo vuol dire che ha mostrato una notevole intelligenza, decisamente più notevole di chi ha, con la presunzione tipica di noi esseri umani, incautamente gestito la cosa. Sembra anche che nella sua fuga si sia avvicinata troppo ad insediamenti umani uccidendo delle pecore...in Natura è una cosa normalissima. L'orso è un animale carnivoro e qui si trattava di una mamma che aveva due cuccioli da proteggere e nutrire a sufficienza in vista dell'imminente letargo. Quindi mamma orsa si stava mostrando intelligente e furba e cercava disperatamente di stare quanto più possibile lontana dall'uomo che voleva catturarla, nella speranza di poter trovare un posto adatto per iniziare la stagione del letargo inseme ai suoi piccoli. Ma l'uomo, che con sempre maggiore facilità e frequenza mostra la propria faccia crudele e vigliacca non le ha permesso di proteggere se stessa e i suoi piccoli riconoscendo che forse si era iniziata una caccia al mostro con troppa facilità, e per dimostrare al mondo che noi, i più feroci predatori sulla Terra, abbiamo ancora pieno potere sui nostri subalterni, decide di passare alla misura drastica: addormentare l'animale per poterlo, finalmente catturare... narcosi a cui la povera Daniza non ha retto...tanto era solo un orso feroce e cattivo che prima o poi avrebbe attaccato un altro umano. E qui termina la storia di Daniza, mamma orsa schiva, timida e per nulla feroce che ha trovato la morte per mano del più feroce, vigliacco e crudele predatore che la Terra abbia mai partorito: "l'uomo".La mia personalissima opinione è che Daniza sia stata condannata a morte fin da subito. Che la sua morte sia stata decisa freddamente e a tavolino. Che per una qualche manovra politica sia stata usata per attaccare chissà... gli animalisti, un altro partito politico, il Parco Adamello Brenta, chissà...Personalmente considero la morte di Daniza un omicidio in piena regola, credo che in realtà non sia mai stata prevista la sua cattura per portarla in siti più sicuri per lei e per gli umani. Da quel che vedo sul web altri la pensano così e c'è una forte mobilitazione tesa a boicottare il Trentino e a far dimettere chi ha deciso la morte di Daniza. Poi c'è chi chiede giustizia a cui mi unisco anch'io...Questa è una brutta, sporca, assurda, vergognosa vicenda umana, come solo le vicende che riguardano noi umani sanno essere. Con la morte di Daniza noi umani abbiamo dimostrato ancora una volta la nostra indegnità nel definirci "umani", la nostra vigliacca prepotenza che ci spinge a crederci i padroni civili e intelligenti di questa Terra, salvo poi comportarci come i più vigliacchi dei dittatori, che per paura di perdere la supremazia a suon di sangue conquistata, continuano con leggerezza a versare altro sangue innocente. In questa brutta, sporca, assurda, vergognosa vicenda il solo essere che ha dimostrato di avere intelligenza è stata proprio mamma orsa, che trovandosi di fronte al possibile attentatore alla vita dei suoi figli non lo ha ucciso, ripeto io e quaunque altra madre in Natura umana e non ucciderebbe se i suoi cuccioli fossero in pericolo, ma lo ha semplicemente ferito sperando di spaventarlo a sufficienza per far si che si allontanasse dai suoi figli. Quando si è vista braccata si è abilmente nascosta fino a che ha potuto senza aggredire umani ma soltanto animali di cui doveva per forzar nutrirsi. E perchè questo comportamento così cauto, così poco aggressivo? Perchè, dal mio punto di vista di essere senziente e ragionevole, è chiaro che Daniza in questi suoi 20 anni di vita ha imparato a conoscere, e purtroppo a temere, l'uomo riuscendo a capire che è l'essere più stupido e quindi pericoloso che c'è sulla Terra e da brava mamma ha cercato di proteggere i suoi cuccioli tenendosi, da quest'essere crudele e pericoloso tanto quanto stupido, il più lontano possibile cercando, quando è stata costretta suo malgrado ad avere un contatto diretto con lui, di non farlo troppo arrabbiare; ricordiamoci che non ha ucciso chi attentava alla vita dei suoi figli; che ha abilmente evitato le trappole ma che non ha, nell'arco di quasi un mese, aggredito nessun'altro umano. Se noi umani fossimo veramente gli esseri superiori che tanto ci vantiamo di essere avremmo senza molta difficoltà capito, fin dall'inizio di questa vicenda, la natura schiva e mite di Daniza ed avremmo cercato una soluzione alternativa alla coabitazione senza ricorrere ad un omicidio mascherato da azione da buon samaritano.Devo dire che, dal mio punto di vista di umana che prima di amare gli animali ha rispetto per ogni forma di vita che c'è su questa Terra, che un orsa, solo un animale come direbbero alcuni, si è mostrata molto più umana e intelligente dei miei simili che dovrebbero invece vergognarsi per aver strumentalizzato per chissà quali egoistici fini una vicenda che avrebbe dovuto e potuto se non passare sotto silenzio, almeno svolgersi nel miglior modo per tutti: per Daniza, che ci ha rimesso inutilmente la vita, per i suoi piccoli che sono rimasti senza la mamma e che non sappiamo se riusciranno a cavarsela dato che sono troppo piccoli e per noi "umani", che abbiamo perso un'ottima occasione per dimostrarci civili ed intelligenti quel tanto che basta per poter dire che siamo davvero la razza superiore che c'è sulla Terra, cosa di cui dubito sempre più spesso e sempre più fortemente! Siamo i più feroci e crudeli, questo si ma in quanto ad intelligenza e civiltà Daniza insegna...
Riposa in pace Daniza che i tuoi piccoli abbiano maggiore fortuna di te e che sia fatta giustizia per la tua morte assurda...
Riposa in pace Daniza che i tuoi piccoli abbiano maggiore fortuna di te e che sia fatta giustizia per la tua morte assurda...
Civiltà è ciò che è miracolosamente scampato allo zelo dei governanti.
( Nicolàs Gòmez Dàvila )
lunedì 7 luglio 2014
Lettera ad un bambino mai nato...
LETTERA AD UN BAMBINO MAI NATO
Figlio mio,
se tu fossi nato ora
avresti trent'anni e saresti sposato o single chissà...Comunque saresti qui ed
avresti trent'anni....
Trent'anni... non sono
molti ma per me è come se fossero trecento, tremila...è come se fossero
un'eternità...
L'eternità dell'inferno
in cui vivo da trent'anni...
Ogni giorno di questi
ultimi trent'anni, mi sono svegliata pensando a te e mi sono addormentata
pensando a te. Ogni giorno ti ho coccolato, sgridato, lavato, ho curato le
tue ferite,anche quelle del cuore, ti ho abbracciato, baciato...
Ricordo quando è nato
Fabio...Lo guardavo crescere e pensavo che avresti potuto essere tu.Cercavo di
immaginare cosa potevi avere di diverso...Certo non potevi avere i capelli di
Alfio, così biondi, magari avresti avuto i miei, castani, o quelli di tuo padre
che erano...
No, non ricordo com'erano
i capelli di tuo padre, anzi non ricordo quasi nulla di lui.Ricordo solo che ero
così giovane, così scioccamente giovane...
Ma sono cresciuta in
fretta però, sai? Sono cresciuta quel giorno di trent'anni fa, strano sembra
ieri, in cui "lui" mi ha detto: "Un figlio? Ma sei pazza? Devo
finire l'università, tu la scuola e poi... chi mi assicura che è mio?".
Buffo no? Ricordo
benissimo quel giorno, ricordo che gli ho voltato le spalle, non volevo mi vedesse piangere, e mi sono allontanata da
lui ma non ricordo nè il suo nome nè la sua faccia. Meglio così, non importa
...Non ricordo neanche la reazione dei miei, ricordo solo che mi hanno fatto
abortire, ricordo che ha fatto tutto mia mamma...
Strano, la tua
"morte?", come potevi morire se non sei mai nato?Eppure c'eri ed ora
non ci sei;non sei nato ma c'eri, non sei morto ma non ci sei...che assurdo
gioco di parole.
Ricordo solo che c'eri,
c'eri!!! Ma dove sei adesso, dove sei andato?
Si certo, in questi
trent'anni sei sempre stato con me.Ti ho visto crescere e ti ho insegnato a
parlare, a camminare, a ridere, ad amare, a perdonare...Io, che non riesco a
perdonare me stessa, ti ho insegnato a perdonare...
Tu c'eri, ti ho visto;ti
ho visto in Fabio, in Laura, in Angela, in Claretta.Tu c'eri!E quando Alfio ha
deciso che quattro figli erano abbastanza, sei andato via...Ma stai per
tornare, lo so, ti sento, so che tra qualche mese sarai ancora qui con me.
Mi spiace solo che in
tutti questi anni ti abbia visto solo io, gli altri non ti conoscono, non sanno
che sei sempre stato con loro, in loro;ma so che tu li conosci e li ami, sono i
tuoi fratelli, è tuo padre...si dopo trent'anni Alfio non può che essere tuo
padre.
Bambino mio,
se sei in qualche posto
vicino a me e puoi vedermi perdonami, perdonami...
Sai una volta un prete mi
ha detto inorridito che la Chiesa Cattolica non accetta l'aborto;come se la
madre che abortisce lo accettasse!Cosa ne sa la Chiesa del dolore che si
nasconde dietro questa scelta così dolorosa, così impietosa ma così inevitabile
a volte...
Cosa potevo fare?Avevo
solo quindici anni e trent'anni fa, avere quindici anni non era come averli
adesso. Allora non potevi nè parlare, nè discutere nè pretendere, potevi, anzi
dovevi, solo ubbidire e basta!Ed io cosa ho fatto? Ho ubbidito e basta!Vorrei
poterti dire "non volevo" ma non posso dirtelo, ho solo ubbidito
senza neanche chiedermi se era quello che volevo.
Dopo, solo dopo, quando
mi sono svegliata in quel lettino, dolorante, stanca e con un terribile senso
di vuoto, intorno ma soprattutto dentro di me, ho capito che non volevo...ma
ormai era tardi.Quel senso di vuoto è diventato il mio amico più caro, sai?Quel
senso di vuoto sei tu, mio piccolo innocente Angelo, sei tu che mi hai sorriso
con gli occhi di Fabio, di Laura, di Angela e di Claretta. Adesso è tanto tempo
che non mi sorridi, ma stai per tornare e so che mi sorriderai di nuovo, stai
per tornare ed io sono qui che ti aspetto.
Il prete mi ha detto che
devo invocare il perdono di Dio, ma io non voglio il suo perdono, voglio il
tuo, voglio il mio!
Bambino mio,
la tua mamma è qui che ti
aspetta torna, torna presto, non vedo l'ora di rivederti...
Ma quando sarai tornato, chi rivedrò?Mio figlio o la mia colpa?
la tua mamma
Questa è una lettera che fa parte di una raccolta di dieci lettere che ho scritto molto ma molto tempo fa...all'incirca 35 anni fa( prima di metterla nel blog l'ho leggermente modificata però). Ho anche partecipato ad un concorso per pubblicare la raccolta, ma pur essendo arrivata tra le prime non ero tra le prime tre quindi tutto si è concluso con un bel niente...Ma questa è un'altra storia. Oggi mi è venuto in mente di riportarla qui nel blog ed ho scelto proprio questa perchè parla di un tema molto doloroso :l'aborto. Premetto che personalmente sono contraria all'aborto, parlo della mia persona ovviamente, ma quando nel lontano 1981 ci fu il referendum votai "No" all'abrogazione della legge. Però non ho mai considerato, nè vorrei si considerasse adesso, l'aborto un metodo anticoncezionale. Fatte queste premesse credo, in quanto donna e madre, anche se non ho personalmente provato questo dolore sulla mia pelle, che nonostante tutto l'aborto sia sempre una scelta molto ma molto dolorosa per la donna. Credo sia un bagaglio di dolore che ti porti dietro, come un pesante e doloroso peso sulle spalle, per il resto della vita, la tua intera vita. Non credo che chi abortisce lo fa con sconsideratezza o leggerezza o meglio posso anche credere che a volte c'è chi lo fa a cuor contento, per così dire, ma poi quando tutto è finito ti accorgi che qualcosa è cambiato dentro di te, che tu non sarai mai più la stessa. L'aborto è qualcosa che si è sempre praticato, nei modi più orribili e dolorosi e pericolosi, l'aborto è, come la pedofilia, la tortura, la zooerastaia e altre barbarie umane, qualcosa che è nato con l'essere umano però l'aborto, a differenza di tante altre crudeltà, non è qualcosa che deve essere giudicato nè punito. Voglio dire io personalmente posso, e lo sono, essere contraria all'aborto ma non ho il diritto di giudicare la donna, la mamma, che decide di abortire il proprio figlio. I motivi possono essere molteplici e svariati e magari non tutti etici e probabilmente anche risolvibili ma credo che se una donna ricorre a questa pratica è perchè non vede altre vie d'uscita nè per sè nè per il bambino che dovrebbe mettere al mondo ed allora chi ci dà il diritto di giudicare il trascorso di una donna, la sua decisione, sicuramente sofferta, la sua scelta?Chi ci dà il diritto di vietarle una scelta che è assolutamente e solo e molto personale e individuale? Possiamo non essere d'accordo ed è nostro dovere farlo presente ma poi l'ultima decisione spetta a lei perchè sarà lei, anche se probabilmente in quel momento non lo sa e non lo pensa assolutamente, a dover convivere tutta una vita con il rimorso, il dolore, e il senso di colpa per quello che ha fatto nonostante avesse, quando lo ha fatto, i migliori motivi per farlo; sarà lei che, nonostante tutto l'appoggio e il supporto che le si potrà dare dovrà decidere se e cosa fare con questa Vita che le cresce in grembo; sarà lei a dover decidere se vuole diventare mamma nonostante tutto, perchè credo che se una donna decide di abortire i "nonostante" e i "se" e i "ma" e i "e adesso come faccio" e i "povera me"sono le sole parole che in quel momento lei sente, che lei pensa, e dato che è lei a dover vivere con i se, i nonostante, i ma ecc ecc noi non abbiamo il diritto di giudicarla nè punirla nè farla sentire in colpa...il solo ed unico diritto che abbiamo è dirle " Non è giusto, secondo me, perchè..." ed aiutarla nel cercare una soluzione diversa cercando di smontare i suoi se e i ma e i nonostante ecc ma poi, con la civiltà che dovrebbe essere il solo segno distintivo di un essere umano evoluto, lasciarla libera di decidere da sola e in serenità...
L'abolizione del diritto di abortire per una donna, quando e se vuole, equivale a una maternità obbligatoria, una forma di stupro da parte dello Stato.
( Edward Abbey )
L'abolizione del diritto di abortire per una donna, quando e se vuole, equivale a una maternità obbligatoria, una forma di stupro da parte dello Stato.
( Edward Abbey )
domenica 29 giugno 2014
My Poetry...
QUADRO D'AUTORE
Alberi...
Ombre secolari
di verdi giganti.
Cespugli...
Nobile stirpe
di bellezze spinose.
Fiori...
Graziose innocenze
di profumati colori.
Erba.
Giovani fanti
mandati a morire.
Zolle...
Invisibile microcosmo
di fervida vita.
Terra...
Fertile scrigno
di anime impure.
E poi...
Tu...
una mano
due occhi
un alito d'amore...
il Tuo quadro.
Neanche a dirlo anche questa è una poesia un pò datata. Noterete che è a sfondo religioso perchè, anche se negli anni mi sono allontanata dalla religione cattolica preferendole la filosofia buddista, come la maggior parte degli italiani ho anch'io ricevuto un'educazione cattolica, ed ho comunque mantenuto un profondo rispetto verso questo Dio Creatore di così tanta meraviglia...perchè guardando la Natura e riflettendoci su, cos' è se non un magnifico, superbo, splendido "Quadro d'Autore?"
mercoledì 25 giugno 2014
Un bacio per Ares...Giustizia per Ares...
http://www.geapress.org/altre-news/assisi-pg-trovato-morto-ares-il-cane-rapito-sabato-scorso-a-perugia/54186Ciao Ares... Questo cucciolone di soli due anni è stato infine trovato morto oggi...nel link soprastante la notizia del ritrovamento e due righe, per chi non avesse seguito la vicenda, del suo rapimento.
Che dire...posso facilmente immaginare lo strazio del suo proprietario, credo che se fosse successa a me una cosa del genere, sarei impazzita dal dolore! Adesso si faranno le opportune indagini per sapere sia come è morto sia il perchè di questa vicenda così assurdamente crudele e si spera, lo speriamo tutti, che i colpevoli vengano trovati. Dopo di che io personalmente spero che siano puniti con una pena esemplare e molto ma veramente molto severa!!!
So benissimo che a questo punto leggendomi qualcuno potrà pensare che sono la solita amante degli animali estremista ma qui, credetemi, l'amore per gli animali non c'entra o forse c'entra ma non nella misura in cui si può pensare leggendomi...Ares era, prima ancora di essere l'adorato cane di un padrone umano, una giovanissima Vita colpevole non si sa di cosa...si ignorano i motivi del rapimento e di conseguenza si ignora il perchè di questa morte così assurda e senza senso.Un uomo esce per portare a spasso il proprio cane, il cane viene rapito e dopo quattro giorni ritrovato morto!!!ASSURDO!!!
Dunque, riprendiamo il discorso del perchè voglio sperare che se verranno catturati i colpevoli questi siano molto ma molto severamente puniti. Non concentriamoci sul cane ma sul dolore che questa vicenda ha procurato ad un altro essere. Il dolore è dolore non esistono dolori grandi più di altri nè dolori più importanti; chi ha motivi di sofferenza per qualunque cosa, dalla perdita di una persona cara, alla fine di un amore, al tradimento di un coniuge, ad un semplice giocattolo rotto, nel caso per esempio di un bambino, alla morte del proprio animale soffre e basta e nessuno può pensare, sarebbe molto presuntuoso, che la sofferenza sia soggetta ad una scala di priorità...Penso a quando un bambino piange perchè si è rotto il suo giocattolo preferito...certo per la mamma o il papà che magari hanno la testa piena di problemi e pensieri un giocattolo rotto può sembrare una sciocchezza ma per un bambino no, in quel momento per lui quel dolore è un dolore terribile, quel giocattolo per lui era parte del suo mondo e la sofferenza che prova in quel momento non è minore di quella provata da un adulto per la perdita di una persona, e questo vale per qualunque forma di dolore, per qualunque episodio che ha causato un dolore. Voglio dire che chi soffre soffre e non pensa che ci siano dolori più grandi nè che, magari in quel momento, può esserci chi ha motivi di sofferenza più gravi. Certo poi crescendo si impara che i dolori nella vita sono sempre dietro l'angolo e si soffre con maggiore o minore intensità per alcune cose in base alle esperienze di vita che abbiamo avuto ma la perdita di un essere vivente, umano o animale che sia, è sempre un grande dolore. Non posso pretendere che chi non ama gli animali possa capire cosa intendo dire ma posso pretendere che cerchino, si sforzino di capire perchè la morte di questo cane non solo è stata una barbara uccisione del tutto inutile ma è stata anche causa di un grandissimo dolore per il suo proprietario e proprio per l'assurdità con cui la vicenda si è svolta. Quindi è comprensibile e giustissimo che questa persona adesso sia stravolta dal dolore...ma c'è anche un discorso, se così vogliamo dire, di civiltà che mi spinge a chiedere e a sperare in una pena esemplare per queste persone e per il male che hanno fatto.Ogni giorno si sentono notizie sempre più assurde e terribilmente crudeli ai danni di animali, donne e bambini( gli esseri più indifesi) e si ha la sensazione che l'attuale società stia piano piano ma inesorabilmente degradando verso una sorta di inciviltà, su questo credo siamo d'accordo tutti, quindi è necessario cercare, anche con l'aiuto della legge, di dare una svolta a questa umanità che sembra essersi persa nei meandri del tutto è lecito tutto è possibile... No non è così, non può e non deve essere così...uno dei presupposti per vivere in società e per far si che questa società sia civile e benefica per tutti è che si rispettino alcune regole non scritte ma forse ancor più valide, che sono delle semplici regole di rispetto degli altri...Rispetto questa bellissima parola sembra sia ormai dimenticata dai più...Ma cosa si intende per Rispetto? Parola che si sente spesso e sulla bocca dei molti ma sappiamo veramente cosa vuol dire "rispettare gli altri"?Potrei andare a prendere il vocabolario e riportare il significato della parola ma preferisco spendere due righe per dire cosa intendo io quando parlo di "Rispetto"...Rispetto è"non fare agli altri quello che non vuoi sia fatto a te"; è " ricordarsi che la propria libertà finisce dove comincia quella altrui"; è " ricordarsi di non essere i padroni del mondo nè gli unici portatori di verità assoluta"...e si potrebbe continuare così ma il Rispetto può essere condensato in un'unica semplicissima cosa...pensare che siamo tutti ugualmente ospiti su questa terra, animali compresi, e che, se siamo credenti, davanti al Dio in cui crediamo, un Dio Creatore che lo si può chiamare come si vuole poichè è sempre Uno,siamo tutti uguali, animali compresi! Il rispetto si dovrebbe imparare fin da piccoli con gli esempi, più che con le belle parole, dati dai genitori ai propri figli ma dato che non tutti gli adulti conoscono il vero e reale significato di questa parola, ecco che bisogna intervenire con leggi adeguate là dove si manifestano grosse mancanze di rispetto non solo verso i propri simili ma anche verso gli altri abitanti della Terra, nonchè verso tutti gli oggetti di uso comune...Chi ha rapito e poi ucciso Ares non ha alcuna giustificazione possibile per quello che ha fatto...Chi ha rapito e poi ucciso Ares ha dimostrato di non avere rispetto per un proprio simile poiche gli ha portato via un essere vivente che gli apparteneva e lo ha ucciso causandogli un grande dolore...Chi ha rapito e poi ucciso Ares ha dimostrato di non avere rispetto nè per la legge italiana(il rapimento è perseguibile penalmente così come l'omicidio) nè per un'altra forma di Vita e poco importa se questa Vita era quella di un cane! Era una giovane Vita che meritava di vivere la sua Vita insieme al suo padrone umano...Qualora il cane, Ares, fosse stato per assurdo colpevole di qualcosa, qualunque cosa, sarebbe stato dovere del suo proprietario far si che il cane pagasse per i suoi torti, sto parlando per assurdo ovvio, queste "persone" non avevano il diritto di farsi giustizia da sole!Riallacciandomi alle probabile polemiche che potrebbero sorgere da parte di chi non ama gli animali ma ha avuto la pazienza di leggermi fino a qui vorrei dire che generalmente le persone si educano da bambini quindi mi pare altresì logico cominciare a rieducare una società che sta andando allo sbando iniziando dal basso, dal punire in maniera esemplare appunto! episodi come questo, perchè è solo riuscendo a far capire ai più che ogni Vita, anche la più piccola, ha il diritto di essere rispettata che poi si potrà sperare che queste persone rispettino i propri simili. Se si permette che un episodio del genere non sia adeguatamente punito, perchè tanto si trattava solo di un cane, ogni persona in futuro avrà paura di portare a spasso il proprio cane perchè teme gli possa succedere la stessa cosa...e poi? Poi qualcuno potrebbe cominciare a pensare che forse nel portare a spasso il cane è bene portarsi un'arma, un coltello, una mazza chissà, potrebbe servire e potrebbe scapparci il morto ,umano questa volta! E poi cosa succederebbe? Che la gente potrebbe magari pensare di andare fuori con i propri cani in gruppo ed agguerriti, potrebbe capitare che se qualcuno smarrisce il proprio cane e un volontario lo vede e lo recupera questi possa pensare che gli sia stato rubato e cercare di farsi giustizia da solo...lo so può sembrare esagerato quello che dico e forse lo è però non dobbiamo dimenticare che a volte ad un episodio di crudeltà spesso ne seguono altri analoghi, soprattutto se certe cose non vengono adeguatamente punite...Tra l'altro di rapimenti di cani si parla parecchio qui in Italia ultimamente, certo non così eclatanti come questo del povero Ares, generalmente vengono prelevati quando i padroni non sono presenti ma è comunque un fenomeno che non può e non deve essere ignorato perchè è una cosa che lede la libertà di un cittadino di avere un cane o qualunque altro animale domestico. Concludendo vorrei che si ricordasse la sofferenza che avrà patito Ares in quei giorni in cui è stato rapito e si è visto in mano ad estranei e senza il suo padrone(ricordo che anche gli animali hanno dei sentimenti e provano paura, dolore, tristezza, terrore ecc,la sola cosa che li differenzia dagli umani e che non sanno spiegarsi il perchè di quanto gli sta succedendo), e la tortura di un animale DEVE, in un paese civile, essere punibile per legge, e il dolore che ha provato e sta provando il suo padrone...
Ecco perchè spero vivamente che queste persone siano trovate al più presto, augurandomi che venga fatto tutto il possibile e che se e quando saraano presi vengano puniti molto ma veramente molto severamente! Ares ha il diritto di avere giustizia per la sua giovane Vita inutilmente e barbaramente stroncata!
Giustizia per Ares!!! Ciao Ares...
Ogni forma di vita, in quanto è vita, è sacra e questo deve bastare.
(Albert Schweitzer )
martedì 24 giugno 2014
Non comprare adotta e non abbandonare...
Forse dovrei cominciare questo articolo scusandomi per la foto che lo accompagna ma non intendo farlo...Intendiamoci non sono una sadica che gode a far soffrire gli altri e ancor meno una masochista...personalmente su certe foto ci piango e ci perdo il sonno e ogni 10/15 giorni proprio a causa del dolore, della sofferenza e della cattiveria che vedo regnare sovrana sui social,oltre che nella vita reale, mi allontano per qualche giorno perchè raggiungo un punto di saturazione tale che devo staccare altrimenti impazzisco, e credetemi non esagero... quindi perchè? Perchè non intendo scusarmi?Perchè questo articolo e questa foto sono rivolti proprio alle persone come me, persone iper sensibili, empatiche che guardando questa foto sentono sulla propria pelle il dolore di quei morsi, percepiscono nelle loro narici l'odore dell'aggressività, del sangue, hanno davanti agli occhi denti scoperti e bava alla bocca e occhi rossi, sentono nella loro mente il terrore e la paura, la paura di chi sa di essere in trappola, di chi sa che per lui/lei è finita...proverà a difendersi, certo, ci proverà con tutte le sue forze, poche o tante che esse siano, proverà a scappare ma non può è chiuso in un box e allora guairà, anzi urlerà proprio, per il dolore e la paura e il terrore della morte ma morderà a sua volta ed alla fine si accascerà dolente e sconfitto sperando che gli altri cani del box lo lascino morire in pace e guardandoli si chiederà perchè, perchè tutto questo è successo proprio a lui/ lei...ecco questo è quello che ho provato quando ho visto questa foto per la prima volta e cosa provo ogni volta che la guardo, anche adesso che è qui davanti ai miei occhi mentre scrivo...Questa foto girava il mese scorso, ed è una foto che, come potete facilmente intuire, rappresenta un cane morto sbranato in un canile...i commenti al post erano svariati, dal dove è successo, al non fatemi vedere queste foto sto male, al perchè nessuno è intervenuto, a come mai che cosa orribile...ed altre frasi o domande più o meno di questo tenore...ok, posso capire che una sana curiosità sia più che normale ed è anche il motore che ci ha permesso di evolverci arrivando a questo punto di evoluzione tecnologica ma di de-evoluzione umanitaria, però quello su cui ho riflettuto e che mi ha spinta a scrivere questo articolo è perchè, come mai nessuno abbia chiesto "cosa si può fare per evitare queste cose?!!!" Perchè il punto è questo e solo questo in realtà...queste cose nei canili sono quasi all'ordine del giorno e poco importa se sono canili lager o canili gestiti dalle persone migliori; nei canili, belli, brutti, fatiscenti o meno i cani vivono un'esistenza di prigionia; se c'è poco spazio molti cani vengono chiusi in più d'uno nello stesso box; se il canile non ha abbastanza fondi sono spesso affamati; se non ci sono veterinari di buon cuore disposti non a curare gratis ma a credito, i cani spesso ammalati o più deboli o feriti non vengono curati...ecco questo sono i canili anche i migliori con la differenza che nei canili migliori ci sono splendide persone che fanno l'impossibile per aiutare queste povere anime ma con tutta la loro buona volontà non possono stare nel canile 24/24h e la notte sicuramente vanno a casa a dormire, se ci riescono tra l'altro dato il gran dolore con cui hanno scelto di convivere.E i cani restano soli e c'è il cane debole, quello malaticcio, quello aggressivo, quello dominante e basta poco... un pezzo di pane trovato per caso, un maschio Alfa che si è sentito offeso dal comportamento di un gregario del box, un nuovo arrivato che cerca di dominare, un pò di nervosismo in più e in un attimo si consuma una tragedia, una tragedia di cui noi siamo responsabili. Si responsabili!!! Magari noi che siamo buoni e sensibili ed umani non abbandoneremmo mai il nostro cane, no certo ma rifiutandoci di guardare in faccia questa realtà, rifiutandoci di credere che queste cose possano succedere, ignorando certe foto, certe richieste di aiuto noi, proprio noi che siamo così umani, precludiamo a questi cani una possibilità, impediamo che un cane fra tanti possa salvarsi. Certo il primo responsabile è chi li abbandona, ma anche noi nel nostro piccolo e con le nostre possibilità possiamo fare qualcosa...Cosa??? Parlare, parlare, parlare...credo molto nella forza della parola, nell'educazione dei nostri figli con il buon esempio, nel far notare agli altri, con il giusto garbo s'intende, che certe cose non si fanno, non si devono fare semplicemente. Tutti noi abbiamo chi marito e figli, chi amici, colleghi, parenti di vario grado, tutti noi conosciamo qualcuno che conosce qualcuno che ha abbandonato il proprio cane, che maltratta il proprio cane, tutti noi, proprio tutti noi...perchè allora non gridare tutti insieme :"NO ALL'ABBANDONO!"? Perchè non raccontare la storia di questo cane e parlarne in ufficio durante la pausa caffè, all'amica con cui siamo uscite a fare shopping, ai nostri ragazzi , almeno quelli cresciuti non dico ai bambini, chiedendo loro di parlarne con gli amici...insomma perchè ignorare e girarsi dall'altra parte quando proprio noi, noi che abbiamo la capacità di sentire sulla nostra pelle tutto il dolore, la sofferenza, la paura, il terrore di questo cane, potremmo con la nostra sensibilità trovare le parole giuste, non certo gli insulti, che a mio avviso ottengono sempre l'effetto contrario da quello sperato, ma le giuste parole per fare breccia nel cuore di chi vorrebbe, quest'estate come ogni estate, abbandonare il proprio cane? Trovare le parole giuste per dire cosa succede ai cani nei canili, anzi scusate cosa potrebbe succedere ai cani nei canili e spiegare che piuttosto che comprare un cucciolo alimentando altresì un mercato ancor più crudele, è una bellissima cosa entrare in un canile e scegliersi il proprio cane? Chi ci dice che se abbiamo il coraggio di guardare questa foto e di parlarne con le persone a noi vicine noi, proprio noi, non si riesca a salvare una Vita? Può sembrare una cosa piccola e insignificante, niente rispetto a quello che ogni minuto fanno splendide persone che combattono in prima linea e sulle strade ma ognuno fa quello che può e anche semplicemente parlando si possono cambiare le cose, anzi ripercorrendo la storia dell'umanità è proprio parlando, raccontando storie, tramandandosi oralmente principi che siamo via via diventati più civili...adesso sembra che la nostra civiltà stia implodendo e forse è venuto il momento di ricominciare a rieducarci con un uso corretto della parola...
Coraggio ormai l'estate è arrivata e gli abbandoni sono cominciati, coraggio parliamo di cosa rischiano questi cani, raccontiamo il loro e il nostro dolore, aiutiamo i nostri simili a scoprirsi umani, probabilmente noi non soffriremo meno certo che no ma almeno potremo sperare di aver salvato una Vita e di aver contribuito a rendere migliore l'umanità...come dice sempre il mio amico Mauri" goccia dopo goccia si fa un fiume..." ma bisogna cominciare a gettarla questa goccia altrimenti ci ritroveremo circondati da un deserto di aridità e cattiveria...
Ecco perchè non intendo scusarmi per la foto però intendo scusarmi per aver costretto chi ha un animo sensibile, a guardarsi dentro e a decidere di fare una scelta coraggiosa, perchè guardare in faccia una realtà così crudele di cui sono responsabili non i cani che hanno fatto questo, loro non hanno nessuna colpa, ma gli "umani" che hanno contribuito, con i loro abbandoni, ad aumentare il numero di cani chiusi in un box senza alcuna possibilità di fuga, è una scelta molto coraggiosa e dolorosa sono d'accordo ma è la sola possibilità che questi cani hanno di non morire in modo così crudele...
Vi prego cominciate personalmente e in casa vostra, nei bar che frequentate, nel vostro posto di lavoro, dovunque vi trovate la vostra personale campagna contro l'abbandono degli animali e poi proseguitela qui sui social se volete, ma parlatene con tutte le persone disposte ad ascoltarvi e pregateli di farlo a loro volta, queste povere creature non hanno voce e noi dobbiamo essere la loro voce, noi dobbiamo gridare al mondo con tutta la nostra forza:NO ALL'ABBANDONO!!!
Quello che noi facciamo è solo una goccia nell'oceano, ma se non lo facessimo l'oceano avrebbe una goccia in meno.
( Madre Teresa di Calcutta )
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