giovedì 2 ottobre 2014

Ciao nonna...ti voglio bene nonna...

Non amo parlare di me sia perchè non credo che ad altre persone possa, nè dovrebbe, interessare la mia vita sia perchè sono un carattere riservato per Natura ma oggi, che è la festa dei nonni voglio fare un'eccezione e parlare della donna che mi ha praticamente cresciuta...mia nonna appunto! Mia mamma ha sempre lavorato, anche perchè lavorava, insieme a mio padre, in proprio e questo comportava che lei usciva da casa alle 7 circa di mattina e ne rientrava dopo almeno 12 h , fatta eccezione per l'orario del pranzo. Quindi da che ho memoria mia nonna è sempre stata presente nella mia vita, almeno fino ai miei quindici anni, quando per l'impossibilità di essere gestita da mia madre, io ero ovviamente un'adolescente quindi incapace di gestire una donna anziana che mostrava pericolosi segni, per lei e per noi, di demenza senile, si è trasferita, o meglio è stata trasferita, a casa di un'altra figlia che non lavorando poteva occuparsi di lei a tempo pieno. L'anno dopo, quindi io di anni ne avevo 16, mia nonna è morta...aveva 86 anni. La morte di mia nonna è stato il mio primo grande dolore ma se devo essere sincera, e perchè non dovrei proprio qui sul mio blog?, mia nonna in realtà è sempre rimasta con me...è nel mio cuore, è nei miei pensieri ma soprattutto è nei suoi insegnamenti e nell'educazione che ho ricevuto da lei. Mia nonna era già anziana quando io sono nata, circa  70 anni che per i tempi odierni sono una giovane anzianità ma negli anni '60 erano una vera e propria età avanzata. So per certo, me lo hanno sempre detto in famiglia, che la prima parola che ho farfugliato è stata "nonna" questo perchè, ovviamente, era con lei che trascorrevo la mia giornata.Man mano che io crescevo e quindi cominciavo a fissare dei ricordi nella mia memoria, mia nonna invecchiava...infatti io la ricordo quasi sempre seduta o in cucina a cucinare: impastare, tagliare verdure, pulire pesce, o sgusciare legumi, o sulla poltrona che aveva nella sua camera, persa nei suoi ricordi e nelle sue nostalgie. Insieme a mia nonna c'erano con me i miei animali a farmi compagnia e devo dire che io giocavo molto da sola o con questi animali piuttosto che con mia nonna cosa che invece ho visto fare a mia mamma con i miei figli; ma è comprensibile era una donna veramente anziana, per quei tempi intendo, inoltre era, come tutte le donne e mamme di quei tempi, una donna che era stata consumata dalla Vita. Mia nonna è nata nei primi anni del '900, al sud, e il suo primo ricordo è il devastante terremoto del 1908 che ha raso al suolo Reggio, Messina e vari paesini circostanti; poi è cresciuta con ben due guerre mondiali una da figlia, della quale non parlava mai, ed una da moglie e madre della quale non parlava quasi mai. Nella sua lunga vita ha avuto 7 figli: 5 femmine e due maschi e un destino alquanto crudele le ha portato via entrambi i figli maschi: uno morto a 2/3 anni per una qualche malattia infantile ed uno dilaniato da una bomba a mano all'età di 14 anni...Non ha avuto una vita facile mia nonna, crescere 5 figlie femmine negli anni a cavallo della seconda guerra mondiale non deve essere stato facile; le figlie femmine non potevano lavorare allora e non potevano andare a scuola...ma credo che ogni madre di quei tempi non ha avuto una vita facile quindi sorvolerei sui sacrifici e le umiliazioni e le paure e le angosce della sua vita di mamma e mi concentrerei sulla "Donna" che è stata mia nonna...mia nonna era una donna allegra, una donna che con una frase, una parola scherzosa di mio padre, un mio buffo modo di dire si apriva in una risata lunghissima, una di quelle risate che fanno ballare la pancia degli anziani e gli fanno venire le lacrime agli occhi...ecco mia nonna rideva moltissimo e con me non è stata per niente severa anzi...però...però oltre ad insegnarmi quella che è definita buona educazione, non si mangia con la bocca aperta, non si parla mentre si ha il cibo in bocca, quando si sbadiglia si mette la mano davanti alla bocca, si dice per favore e grazie, si dice vorrei e non voglio ecc, mi ha insegnato a non sprecare mai il cibo, per esempio, e anche se era abbastanza permissiva con me non ha mai permesso che io non mangiassi quello che lei cucinava per noi...se non  mi piaceva pazienza, lei mi diceva" mangiane almeno un pò vedrai che poi ti piacerà"!Non ho mai visto mia nonna, dopo aver sparecchiato, buttare via qualcosa, ogni avanzo che rimaneva nel piatto di portata veniva riciclato per la sera, persino l'insalata di pomodoro che riproponeva con il "biscotto bagnato" una variazione dell'epoca, al sud ancora di oggi, dell'attuale bruschetta. Se le chiedevo perchè o le dicevo "nonna lo butto?" mi rispondeva "no, non si butta il cibo, bisogna ringraziare Dio se siamo così fortunati da avere del cibo in tavola e se impari a non sprecarlo non soffrirai mai la fame"...Ho detto che avevo sempre degli animaletti in casa che io adoravo fin da piccolissima ma come tutti i bambini a volte ero maldestra con loro e mia nonna mi faceva notare che dovevo stare attenta perchè loro erano più deboli e delicati di me e potevo fargli male; non mi ha mai permesso di farne dei pelouche da strapazzare come volevo, quindi mia nonna mi ha insegnato il rispetto per chi è più debole,,,. Poi cominciando ad andare a scuola ho cominciato ad avere i primi piccoli fastidi e pianti: un bambino che mi aveva preso in giro, un rimprovero della maestra, il mio giocattolo preferito che si era rotto...allora mia nonna mi chiamava vicino a sè, mi faceva sedere per terra, poi mi faceva poggiare la testa sulle sue ginocchia e accarezzandomi i capelli mi diceva " piangi Rosi, piangi pure, sfogati hai bisogno di far uscire il dolore con le lacrime così poi quando tutto il dolore sarà uscito e ti sarai asciugata gli occhi vedrai che starai meglio e avrai gli occhi più belli"...e man mano che io mi calmavo lei cominciava a raccontarmi una storia, una favola o qualcosa di sè; io piano piano smettevo di piangere e quando mi ero asciugata gli occhi lei tirava fuori dalla tasca del suo grembiule nero e fiorellini bianchi una caramella, una gelatina di frutta le adoravo!, e mi strappava un sorriso..." vedi, mi diceva allora, hai pianto, hai vissuto il dolore e adesso puoi sorridere di nuovo"...ecco mia nonna mi ha insegnato a sorridere, mi ha insegnato ad accettare e vivere il dolore ma soprattutto mi ha insegnato a sorridere...Mia nonna ha avuto un marito, diciamo un pò libertino, che ha avuto una figlia fuori dal matrimonio che, in tarda età, ha riconosciuto; per motivi personali e lunghi da spiegare, quando io ero piccola andavamo,a volte, i miei genitori, mia nonna ed io, a trascorrere la domenica a casa di questa sorellastra di  mia madre; con lei viveva sua mamma...Ho sempre visto mia nonna non solo parlare con questa donna, ma mangiare alla sua tavola e ridere con lei come se il loro passato non fosse stato un uomo in comune...Ovviamente da bambina non potevo capire questa strana dinamica: se quella che io chiamavo zia era sorella di mia madre perchè aveva un'altra mamma? Ho provato a chiederlo a mia nonna e lei mi rispondeva che  mia mamma e la zia erano sorelle perchè figlie dello stesso padre e avevano lo stesso cognome, così in modo semplice e naturale ho imparato ad accettare la cosa e solo crescendo ho capito che non ho mai sentito una parola di rabbia o di biasimo nei confronti di quella donna uscire dalla bocca di mia nonna...se ce l'aveva con lei o con il marito, morto ben 20 anni prima, non lo so quello che so è che mia nonna, l'aveva perdonata, o perdonati che dir si voglia, e provava anche del sincero affetta per quella figlia sfortunata nata da un capriccio di suo marito. Quindi mia nonna mi ha insegnato il perdono, mi ha insegnato che nella vita non si deve mai giudicare nè mai far pagare ai figli o a un popolo intero le colpe dei padri o di un unico uomo...mi ha insegnato che è possibile perdonare anche cose gravissime, basta solo volerlo fare e credere di poterci riuscire. 
Ma quando la ricordo mi piace ricordare, in modo particolare, la sua spontanea e grassa risata anche se a volte entravo da lei e la vedevo seduta con gli occhi lucidi e arrossati ma lei, vedendomi, si apriva in un sorriso e tirava fuori dalla tasca del suo grembiule nero a fiorellini bianchi, una caramella, una gelatina di frutta, che io adoravo, e mi raccontava una storia...
Grazie nonna per tutto quello che mi hai insegnato...ti voglio tanto bene nonna...

Le nonne sono mamme con un sacco di caramelle.
                                                                     ( Anonimo )

4 commenti:

  1. Cara Rosanna,
    mi hai rammentato i miei Nonni con cui ho avuto però rapporti sporadici.

    Quelli da parte materna, li vedevo un paio di volte all'anno e i miei ricordi sfocati li avevo anche scritti in un'articolo.

    Con la Mamma di mio Papà, non mi sono mai fatto molto notare anche se capivo che mi voleva bene ma c'era il mio cuginetto di Torino figlio della sua secondogenita che mi ha sempre messo all'ombra del suo carisma cosa che capitava anche al suo fratellino o all'altro cuginetto figlio dell'altra sua figlia residente anche Lei a Torino.

    I ricordi più belli, anche se di poche parole come me li ho però di mio Nonno Giacomo.
    Non ne capisco ancora il motivo, ma con Lui mi sono sempre trovato più a mio agio.

    Molto commovente, il tuo bel racconto ed è un peccato che non scrivi di più anche se non capisco il tuo vezzo di evidenziare con un diverso colore di sfondo ciò che scrivi.

    A presto...:-)

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    1. ahahahah Mauri...riesco sempre a sorridere con te, ancora grazie...
      A questo punto mi pare doveroso spiegarti il perchè evidenzio il fondo di ogni articolo... Sai già che quando ho aperto questo blog, ormai quasi due anni fa, sapevo a mala pena accendere un computer. Quello che forse non sai, ma l'ho scritto nel mio primissimo articolo, è che il pc era un modo per stare vicina a mia figlia che allora era a Londra per uno stage. Ad un certo punto però mia figlia, forse stanca delle lunghissime mail che le mandavo quasi giornalmente, mi propone, conoscendo la mia passione per la scrittura, di aprire un blog. Ha provveduto lei a mandarmi un link, allora nemmeno sapevo si chiamassero così ahahah, della Google da dove avrei potuto, con semplici mosse, aprirmi il blog. Ovviamente essendo completamente a digiuno di tecnologia ho scelto la versione semplice ed ho cominciato, con vera incoscienza, a giocherellare con il mio blog. Ogni tanto le chiedevo qualcosa ed all'inizio lei mi ha aiutata, con alcune impostazioni, ma piano piano ho cominciato a cliccare qui e là per scoprire cosa succedeva...quindi una delle prime cose che ho imparato è stata, appunto, quella di cambiare colore ai caratteri e allo sfondo dello scritto. Successivamente ho imparato a caricare le foto, e poi i video e a gestirmi le impostazioni. Adesso potrei anche passare ad un blog meno semplice ma mi piace questo, sono molto affezionata a questo così semplice e povero se vuoi ma questa abitudine di cambiare colore, all'inizio era per renderlo meno semplice, non mi è passata...conoscendomi credo non mi passerà perchè sono molto molto abitudinaria...Ahahahah immagino ti dia fastidio e magari lo darà anche ad altre persone (quindi mi scuso se infastidisco la vista di chi mi legge con questa mania sciocca), mio marito, a cui all'inizio chiedevo consiglio e qualche volta aiuto, mi ha sempre detto che è una cosa stupida e fastidiosa ma a me...non posso dire che mi piaccia ma è, non so, come ricordarmi che ho imparato tutto da sola partendo dal basso e quanto devo ancora imparare lo so...

      Mah in ogni caso hai conosciuto tutti e quattro i tuoi nonni, se non ho capito male, io solo questa nonna materna. Sai credo che i nonni, per chi ha la fortuna di averli, siano delle figure molto importanti non solo per la saggezza che potrebbero trasmettere ma anche per il diverso modo che hanno di approcciarsi con i nipoti. Un nonno non ha grosse responsabilità educative, per quello ci sono i genitori, ha tanto tempo che magari da genitore non aveva quindi...chi ha la fortuna di crescere con uno o più nonni, secondo me, è fortunato.Mia mamma, per esempio, quando io ero piccola non c'era mai a casa ma con i miei figli...è stata una nonna meravigliosa; una di quelle nonne che giocava a nascondino con loro ai giardinetti mentre io mi godevo un'oretta di libertà con le amiche; quando veniva dai suoi nipoti aveva sempre qualcosa per loro, una sciocchezza non so un biscotto, un piccolo giochino, un giornalino da colorare ed aveva sempre tempo e voglia di stare semplicemente seduta con loro anche solo per guardare un cartone animato...

      Magari tu sentivi tuo Nonno Giacomo molto più simile a te di quanto tu non creda...un pò come quando una persona ci piace o non ci piace a pelle...in genere io mi fido sempre del mio istinto ed anche se si dice che la prima impressione non dovrebbe fare testo fino ad ora non mi sono mai sbagliata, salvo quando non ho ascoltato l'istinto...si secondo me tu sentivi, con l'istinto tipico dei bambini, delle affinità con Nonno Giacomo che con gli altri nonni non percepivi...prova a pensarci e poi fammi sapere se vuoi...
      Ciao carissimo amico mio e grazie...

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    2. Ciao Rosanna,
      10 giorni per ottenere risposta mi sembrano un tantino esagerati.
      Si l'evidenziazione è fastidiosa in quanto è valida ma solo per una frase o una parte di un testo. A livello visivo, il tuo Blog non dev'essere cambiato in quanto amo l'essenzialità preferendo i contenuti e a quelli ci pensi egregiamente da sola.

      Lode alla Figlia, allora che ti ha fatto scoprire il Diario pubblico.

      Si li ho conosciuto tutti e quattro i miei Nonni, ma probabilmente per il mio modo di propormi non ho Mai avuto modo di godermeli come ad esempio Tu con tua Nonna o l'Amica con cui avevo un bel rapporto epistolare che ho chiuso la scorsa settimana che mi aveva reso partecipe fra l'altro anche dell'infanzia con la Nonna avendo entrambi i Genitori impegnati in un'attività in proprio.

      Si Nonno, Giacomo era di poche parole come suo Figlio e come me.

      Non ricordo più se lo scappellotto, me lo diedero i miei o si limitarono solo a rimproverarmi, quando armato di vanga gli tagliai il tubo di gomma con cui stava innaffiando l'orto per cui dopo dall'altra parte improvvisamente non usciva più acqua. Rammento invece che dopo ridendo affermava che gli avevo accorciato il tubo della giusta misura... ricordi, di più di 45 anni fa considerando che ci lasciò quando facevo la V elementare e non capivo il motivo per cui mio Papà impiegò del tempo a farsene una ragione.

      Quando capitò poi a me, purtroppo, compresi cosa si prova quando improvvisamente manca una Persona a cui tieni tantissimo.

      A presto... :-)

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    3. Ahahahah questa volta sono sotto i dieci giorni...
      Capisco che creare troppo contrasto tra il fondo e le parole possa dare fastidio quindi cercherò di limitarmi ad uno sfondo neutro ma questo piccolo, e fastidioso, vezzo per ora non lo abbandono...magari con il tempo...
      Si ho avuto un bellissimo rapporto con mia nonna perchè in pratica mi ha cresciuta lei i miei lavoravano in proprio però mi è mancata la figure della mamma che, secondo me, è determinata per la crescita psicologicamente sane di un bambini...inoltre sono anche figlia unica...forse è per questo che ho scelto di fare la mamma a tempo pieno e mi sarebbe anche piaciuto avere quattro o cinque figli ma poi il secondo è arrivato troppo presto i tempi sono cambiati e sono rimasti in due...
      Ciao carissimo amico mio un abbraccio grazie...

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