giovedì 3 gennaio 2013

Una storia buddhista...

Come primo post del 2013 voglio raccontarvi una storia, una storia buddhista semplice ma bellissima nella sua semplicità. L'ho letta diversi anni fa in un libro che parlava di insegnamenti buddhisti e non solo non l'ho più dimenticata ma mi rendo conto che la propongo spesso in varie conversazioni.
Siamo in Tibet, in un laghetto sperduto tra le montagne tibetane.Proprio al centro di questo laghetto sorge un monastero, che per la sua particolare ubicazione è del tutto isolato dalla terraferma.I bonzi (i monaci buddhisti del tempio) si sono quindi organizzati per il proprio approvvigionamento.Ognuno di loro ha infatti un piccolo pezzo di terra, che coltiva secondo le proprie necessità, ed un piccolo pozzo, all'ombra di un grande albero, dove conserva la propria acqua potabile.Infatti, una volta alla settimana, dalla terraferma portano l'acqua potabile; evidentemente questa è la sola cosa che i monaci non possono produrre da sé.Immagino che la loro vita, in questo paradisiaco isolamento, scorra nel migliore dei modi!Comunque.. Dopo una faticosa giornata di lavoro tre monaci si dirigono verso il proprio pozzo dove, all'ombra del loro albero, sperano di sfamarsi e dissetarsi. Prendono il mestolo per bere ma vedono che sul bordo di questo c'è una formica.Il primo monaco la schiaccia e poi beve e mangia il suo pezzo di pane. Questa è "la cattiveria". Il secondo monaco prende la formica, la poggia delicatamente a terra e poi beve e mangia il suo pezzo di pane. Questa è "la tolleranza". Il terzo monaco prende una briciola del suo pane e la dà alla formica poi, prende una goccia della sua acqua e la dà alla formica; dopo essersi accertato che la formica ha mangiato e bevuto la posa delicatamente a terra e poi... beve e mangia a sua volta. E questa è "la bontà". Credo sia meglio non aggiungere altro, questa bellissima storia si commenta da sè...

                                                                                           Una buona azione non comporta ricompensa
                                                                                                                                                  Tao-sheng













 
 
 







 


                           

9 commenti:

  1. Bella! Non conoscevo questa storia. Io non so se sono pochi o tanti, ma so che i buoni ci sono su questa terra!

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    1. Hai ragione i buoni ci sono e non importa se sono pochi o tanti, l'importante è che ci sia sempre anche solo una persona in grado di fare una buona azione.
      Grazie per il tuo tempo, spero che continueai a seguirmi
      Giunone

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  2. La tua storia buddhista, mi ricorda "Il Profeta" di Kahlil Gibran, filosofo-poeta libanese. Lo conosci? Ogni suo libro è bello, pieno di umanità, d'insegnamenti profondi.
    I grandi pensatori stimolano le possibilità più generosa dell'uomo, tante volte nascoste dal vortice del quotidiano.
    Molto bella la morale della storia budista che racconti.

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    1. Mi rammarica dover ammettere che...no, non conosco K.Gibran.
      Non ho mai letto niente di lui, anche se mi è già capitato, muovendomi tra testi filosofici, buddhisti e saggi di vario genere, di leggere delle sue frasi. Le ho trovate bellissime e come è da sempre mia abitudine,le ho copiate nel mio "quaderno degli insegnamenti". Ne ho scelta una che voglio dedicarti per ringraziarti del tempo che hai perso per leggermi:
      "Per arrivare all'alba non c'è altra via che la notte."
      Ciao
      Giunone

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  3. E allora, un regalo per te: "Cos'è questa bellezza? [...] In verità, la bellezza èè ciò che vedete e vi fa preferire il dare al ricevere". (da "Il pianto e il sorriso" di Kahlil Gibran.
    Magari avrai curiosità di leggerlo...

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  4. Grazie lo comprerò e lo leggerò sicuramente, al più presto. E dopo potremmo continuare a parlarne qui, sul blog, ti pare?
    Ciao

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  5. Belissima storia!

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  6. Belìn Ros, ke storia ! Mi ha riempito l'animo di pace, come se in quel monastero buddista ci fossi entrata x 1 momento, attraverso le tue parole, leggendo di quei 3 monaci, anke se devo dire, da quell'incorreggibile perfezionista ke non sono altro, ke le formike dovevano essere come minimo almeno 3, eh eh eh... non te la prendere, ma proprio non ho resistito !!!
    Di buone azioni ne avremmo tanto bisogno ogni giorno attorno a noi, solo ke scarseggiano parekkio, magari x colpa della distrazione data da ogni difficoltà quotidiana, ma l'importante è ke dal terreno, x arido ke sia, alla fine nasca sempre 1 fiore !
    Ti abbraccio forte !

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    1. Ciao Fiore ahahah ok ti concedo che le formiche erano tre! In ogni caso le buone azioni ci sono ogni giorno, basta solo volerle vedere...Vedi a volte basta poco come la lettura di una semplicissima storia...Quindi mia carissima amica, se mi posso permettere di darti un consiglio fai come Pollyanna, hai letto i suoi libri da bambina?, che ogni giorno cercava sempre un momento di gioia e ogni giorno lo trovava...Un caro abbraccio anche a te forte forte mia cara amica ciao

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