lunedì 10 dicembre 2012

Amicizia: introvabile tesoro o abusato sentimentalismo?

Amicizia:legame affettuoso tra due o più persone, nato da affinità di sentimento e tenuto saldo da reciproca stima e considerazione. Ecco questa è la definizione che il vocabolario dà del sostantivo femminile "amicizia".
Onestamente mi sembra un pò eccessiva...Quanti di noi possono con assoluta sincerità, almeno con se stessi, dichiarare che nei confronti dei propri amici provano non solo affetto ma soprattutto stima e considerazione? E quanti si sentirebbero di dire che gli amici provano per loro gli stessi sentimenti?Eppure di amici, di compagnoni, di persone che trascorrono buona parte della vita insieme, per amicizia, è pieno il mondo.Siamo animali  sociali, che amano vivere in branco e fin da piccoli cerchiamo di condividere il nostro tempo libero con persone che sentiamo simili per età, sesso, o semplicemente perchè sono materialmente disponibili.Non c'è niente di sbagliato in tutto questo, anzi... spesso le amicizie createsi da bambini sono le uniche che resistono al tempo ed al modificarsi, causa la crescita, del carattere.Sono le amicizie che sono cresciute con noi, alle quali vogliamo bene perchè sono parte della nostra vita, perchè condividono la nostra memoria...sono quegli amici che magari crescendo vediamo sempre meno, ma quando li rivediamo è come se ci fossimo lasciati un minuto prima! Fortunate quelle persone che hanno amici così...( se la vita non ti ha allontanato dal luogo dove sei nato e cresciuto, ovviamente!)Ma se invece l'amicizia è nata da adulti, possiamo veramente parlare di amici oppure si tratta di semplici conoscenze con le quali ci troviamo a percorrere un pezzo della nostra vita?Bella domanda...Personalmente ho insegnato ai miei figli che l'amico, se lo si considera tale, se si prova per lui/lei dell'affetto va accettato per quello che è, senza mai giudicarlo e soprattutto senza mai cercare di cambiarlo. Questo è l'unico metro da me usato con le varie persone che hanno attraversato la mia vita, e che io ho definito miei amici. Va da sè, dato che ho già trascorso buona parte della mia vita terrena, che non tutte le persone che ho conosciuto andavano accettate per quello che erano, anzi proprio per quello avrebbero dovuto essere evitate. Ecco questo è un altro grande vantaggio dell'amicizia.L'amico lo puoi scegliere, non devi per forza accettare tutti, nè devi per forza tenerti quelli che trovi. Tutti noi siamo un perfettamente bilanciato paniere di pregi e difetti, dove gli uni non sono migliori degli altri così come gli altri non sono peggiori degli uni. Quindi alcuni miei difettti possono dar fastidio ad alcune persone e ad altre no. Così come i miei pregi per alcuni sono validi, per altri inutili. E' quest'insieme di pregi e difetti che ci rende simpatici o antipatici e che rende gli altri, ai nostri occhi, simpatici o antipatici. Perciò trovare un amico, anche da adulti, non sarebbe per niente difficile, in realtà. Bisogna solo cercare di frequentare quelle persone che ci stanno più simpatiche e a cui noi stiamo, a nostra volta, simpatici. Eppure a volte anche questa semplice equazione  non dà il risultato sperato. Perchè?Secondo me perchè tutti noi abbiamo l'arroganza di pensare di essere migliori degli altri, o quantomeno di aver avuto le esperienze giuste che ci hanno permesso, sbagliando, di capire cosa è giusto e cosa no. Ecco  allora che, come sempre facciamo con tutte le persone disposte ad ascoltarci, cerchiamo di cambiare l'amico, cominciamo a giudicarlo, ci offendiamo con facilità se questi ha sbagliato con noi, e pretendiamo, dandogli dei consigli o cambiando il nostro atteggiamnto, che il nostro amico si comporti come noi volevamo si comportasse. Non parlo dei consigli nè delle critiche richieste, quelle da un amico sono sempre ben accette, parlo di quei malumori, quei rancorucci, quei fastidi che cominciamo a provare verso un amico quando lui  ci ha fatto qualcosa che noi magari non avremmo fatto.Ok l'amico ci ha feriti, ma se la ferita non è grave e non sanguina in modo emorragico, non sarebbe meglio provare a capire perchè l'amico ci ha fatto del male, prima di giudicarlo non più tale?E poi siamo veramente sicuri che noi, mai e poi mai lo avremmo ferito?Anche questa è una bella presunzione di noi umani, noi veniamo solo feriti e non feriamo mai. Non è vero noi veniamo feriti e feriamo esattamente allo stesso identico modo.Il problema è sempre racchiuso in quella piccola equazione di prima: siccome gli amici li possiamo scegliere, non sarebbe molto più semplice accettare come amici, volendo loro bene, stimandoli e sperando nella reciprocità dei sentimenti, solo quelle persone che hanno pregi e difetti simili ai nostri? In teoria si ma in pratica sembra che ultimamente il concetto di amicizia sia alquanto svalutato, soprattutto tra i giovani. Si cercano amici con cui uscire, andare al cinema o a mangiare una pizza senza nemmeno sforzarsi di conoscerli realmente, senza nemmeno cercare di capire se sono veramente delle persone con cui, caratterialmente, potremmo avere delle affinità.E' come se nell'era della tecnologia, quella in cui con un clic ci si innamora, ci si lascia, si cercano amici,si litiga con amici, l'essere umano si fosse impigrito e non avesse più molta voglia di mettersi in gioco, faccia a faccia o meglio carattere per carattere. Quindi per quello che vedo, anche attraverso le esperienze dei miei figli, l'amicizia ultimamente è un concetto un pò troppo abusato e ormai liso, ma non è mai stata, nè mai lo sarà, un introvabile tesoro. Sono sicura che anche i giovani lo capiranno, l'amicizia è si un tesoro, ma non introvabile, come tutti i tesori basta avere la buona volontà e il desiderio di cercarlo.
 Non c'è piacere comparabile a quello di incontrare un vecchio amico, eccetto forse quello di conoscerne uno nuovo.
                                                   (Rudyand Kipling)
                                                           
                                                       
                                     

5 commenti:

  1. Leggo i tuoi pensieri sull'amicizia. Penso che sono frutto della tua esperienza, perchè la mia esperienza, e per tanto il modo nel quale concepisco l'amicizia, è molto diverso del tuo, cioè, non è "introvabile tesoro, né abusato sentimentalismo". Per me gli amici sono un punto fermo nella mia vita; e ho amici sì, dall'infanzia, ma anche nell'inizio dell'età adulta (intorno ai 20 anni) e amici nel pieno dell'età adulta. Sono andata a cercare "L'amicizia" di Alberoni. Magari ci aiuta a definire meglio cos'è. E' importante distinguere conoscenti da amici. Sono due rapporti totalmente diversi. E io sto commentando il rapporto di amicizia, no quanto riguarda il conoscente. Dice Alberoni "Gli amici si cercano per stare bene insieme. [...
    L'amicia, invece, richiede sempre, mi pare, una qualche reciprocità. [...] Nessuna relazione importante è a termine, Anche l'amicizia è per sempre.[...] La rivelazione dell'amico non è un insegnamento. E' un arrivare insieme alla stessa conclusione da punti di vista diversi.[...] Nell'incontro io conosco me stesso conoscendo l'amico.[...] Quando incontriamo un amico, ance dopo anni, è come se lo avessimo lasciato un momento prima.[...]due amici che si incontrano, anche dopo molti anni, non si chiedono niente.[...]Gli amici [...] non si devono modificare reciprocamente".
    E' questa, molto sinteticamente, la mia esperienza della amicizia, che coltivo attentamente, e dalla quale ho e ho avuto nella vita, le più importanti manifestazioni oo comprensione, affeto,tolleranza per i miei tanti diffetti e carenze, aiuto e disponibilità. Per me è la relazione umana più completa, perché non ha pretese né preconcetti.

    RispondiElimina
  2. Naturalmente tutto quello che scrivo in questo blog lo scrivo per esperienza diretta, bisogna parlare solo di quello che si conosce.Mi fa piacere sentire che tu non sei mai stato deluso da quello/a che credevi un amico.A me è capitato ma non per questo mi sono fatta un'idea sbagliata sul concetto di amicizia. Infatti leggendo le tue citazioni di Alberoni, mi trovo a dire che la penso esattamente allo stesso modo. Alla fine dell'articolo chiarisco che l'amicizia non è un tesoro introvabile, bisogna solo avere la buona volontà di cercarlo.E continuo a pensare che forse oggi, anche grazie ai tanti social network e ad una maggiore libertà di movimento, si scambino con troppa facilità semplici conoscenze per veri amici.Concludo dicendoti che anche i miei amici, poco importa in quale fase della vita li ho incontrati,sono nei miei confronti disponibili, tolleranti e pazienti per quanto riguarda i miei difetti e posso affermare con assoluta certezza che loro sanno di avere da me identica disponibilità, tolleranza e pazienza. Queste cose e l'affetto che ci lega creano anche la reciproca stima necessaria per poter dire :"ho trovato un tesoro!"
    Ciao e spero che continuerai a leggermi...

    RispondiElimina
  3. Io penso che l amicizia e un valore importante quanto l amore per questo così raro. Tutti ci definiamo amici di qualcuno ma credo che la veridicità del rapporto si veda nel momento del bisogno morale o materiale. Dunque credo che la vera disponibilità in questo senso sia possibile con due o tre persone al massimo tutto il il resto e qualcosa d altro.

    RispondiElimina
  4. Ciao Rosanna,
    personalmente e probabilmente per l'educazione ricevuta cerco sempre di non dimenticare i miei limiti e conseguentemente di non fare agli altri ciò che non vorrei fosse fatto nei nei confronti.
    In un qualsiasi rapporto vi devono essere fiducia e rispetto, che Io do ma pretendo anche in cambio e se ciò non avviene significa che non vi sono le basi per continuare. Siamo esseri umani e come tali soggetti anche a sbagliare, quindi basta chiarirsi in quanto se un tuo comportamento non mi piace o non lo capisco te ne chiedo il motivo in quanto posso essere stato Io ad aver commesso un errore ma se poi mi rendo conto che Tu ti ritieni infallibile e a sbagliare sono sempre gli altri allora avevo riposto la mia fiducia nella persona sbagliata.
    Ad evitare simili errori ci aiuta l'esperienza, ma se sei nato "quadrato" difficilmente poi diventare "tondo", e quindi errore dopo errore la vita continua... :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Mauri...si basterebbe cercare di non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te e magari essere leggermente più tolleranti con gli altri ma anche con se stessi ammettendo, noi per primi, che gli errori, gli sbagli, sono dietro l'angolo della vita di ognuno di noi...poi naturalmente va da sè che ci sono errori ed errori, sbagli e sbagli e tradimenti e tradimenti...
      Ciao mio caro, caro Mauri, grazie...

      Elimina