Si avvicina l'estate e con essa il più crudele dei maltrattamenti che si possa fare ad un cane:l'abbandono!Credo sia quindi molto importante risolvere il problema a monte e non quando non è un problema e, perciò, l'abbandono non è una soluzione...Intendo dire che bisognerebbe riflettere molto ma molto bene prima di regalare ai figli, per Natale, compleanno , promozione o altro il batuffolo di pelo carino e morbido tanto desiderato. Spesso il genitore o la persona sola che adotta un cane pensa di prendere un pelouche: piccolo, morbido, carino, assolutamente immobile ed esclusivamente decorativo. Non è così!!!Il cane è un essere senziente, è un organismo che cresce, invecchia e solitamente muore prima dei padroni ma soprattutto è un essere che sviluppa una maturità ed un'intelligenza, per memoria, capacità di ragionamento, desideri e altro, pari a quella di un bambino di tre anni. Naturalmente parlo di un esemplare al di sopra dei sei mesi. Con la differenza che un bambino di tre anni con il tempo cresce, un cane resta lì, a quel livello. Ho sempre avuto cani, molti, nella mia vita ed ho cresciuto due figli quindi so quello che dico e credetemi un bambino di tre anni è un gran tiranno rompiscatole!
Prima di mandarmi a quel paese, dandomi della presuntuosa arrogante vi chiedo, per favore, di leggere l'articolo fino in fondo...è importante, se vogliamo capire insieme, se è meglio prenderlo o no un cucciolo per i nostri figli o semplicemente per noi, per farci compagnia.
Un bambino di tre anni è piuttosto indipendente, cammina, corre salta ma è ancora troppo piccolo per essere lasciato solo, abbandonato a se stesso, quindi lo si deve sempre controllare. Il cane ha bisogno di non essere lasciato solo troppo a lungo, ha bisogno di essere accompagnato quando deve fare i bisogni, altrimenti rischia di essere un pericolo per sé e per gli altri e deve essere controllato, almeno i primi mesi affinché non faccia danni in casa.
Un bambino di tre anni non può stare sempre chiuso in una stanza, deve socializzare con gli altri bambini, giocare, correre nel parco. Il cane non può e non deve stare legato ad una catena né può vivere in un piccolo appartamento, soprattutto se è di taglia grossa, tutto il giorno un giorno dopo l'altro; almeno una volta al giorno ha bisogno di correre, sfogarsi, socializzare con i suoi simili quindi lo si deve accompagnare, ogni volta che è possibile, in uno spazio a lui destinato, dove possa sfogarsi giocando e correndo.
Un bambino di tre anni comincia a fare i capricci con il cibo, non mangia più questo ma vuole solo quello, comincia a distinguere e manifestare la sua preferenza per il gusto dolce e salato e spesso mette a dura prova la pazienza di ogni genitore. Il cane non è schizzinoso ma ha bisogno di uno o due pasti regolari, dipende dalla taglia, bilanciati e nutrienti proprio come per un bambino e questo per tutta la sua vita. Quindi se diventerà non so...un molossoide sarà anche costoso da nutrire.
Un bambino di tre anni solitamente non porta più il pannolino ma non è ancora in grado di lavarsi il culetto da solo né, a volte, di andare in bagno da solo, quindi bisogna sempre correre, qualunque cosa si stia facendo, alla sua richiesta di "mamma cacca!". Il cane si abitua a sporcare ad orari e anche se questi orari si possono allungare o anticipare, si devono rispettare e generalmente, dato che è un animale da branco e territoriale, preferisce sempre la stessa strada. Inoltre al cane importa poco, anzi niente, se piove, nevica, fa freddo o se il suo padrone ha la febbre, la caviglia gonfia o semplicemente non ha voglia...lui deve sporcare ed il suo bagno è la passeggiata che gli facciamo fare noi. A volta potrà capitare di doverlo lavare e sempre, assolutamente sempre (in fondo anche noi con lui faremo sempre la stessa strada, quindi se non vogliamo fare la gimkana tra la cacca del nostro cane...), bisogna raccogliere e buttare nel cestino la sua popò. Quindi se il cane è piccolo ok ma se è grosso anche il suo escremento lo sarà.
Un bambino di tre anni si ammala spesso perché deve formarsi gli anticorpi, quindi spesso si fanno lunghe sedute dal pediatra e poi si lasciano molti soldi in farmacia, con tutte le angosce, le paure e le nottate che le varie malattie dei nostri figli ci portano. Il cane si ammala esattamente come noi umani, non spesso ma si ammala. I cani di razza poi sono predisposti, a seconda dei loro tratti somatici, dimensioni o altro a malattie tipiche per ogni razza. Inoltre il cane ha bisogno, esattamente come i bambini nei primi anni di vita, di regolari vaccinazioni che nel caso del cane si protraggono, almeno una volta l'anno, per tutta la sua vita Quindi lunghe sedute dal veterinario, molti soldi spesi perché il servizio sanitario nazionale non rimborsa le spese mediche per animali, almeno per ora, e ovviamente angosce e preoccupazioni perché lo si vede soffrire.
Quindi grosso modo sia un bambino di tre anni che un cane sono un serio impegno, molti fastidi e parecchi soldi spesi...
Però...sia un bambino di tre anni che un cane ci ripagano ampiamente e sanno non solo farsi amare ma soprattutto amarci e farci sentire unici.
Ogni genitore lo sa...E' stata una giornata pesante, siamo distrutti entriamo all'asilo a prendere nostro figlio lui ci vede e...ci corre incontro felice, ci riempie di baci, fissa i suoi occhi nei nostri e con lo sguardo ci dice" ti voglio bene, sei tutto il mio mondo, ti voglio bene così come sei,,,"
Ogni proprietario di cane lo sa... La sera quando apre la porta stanco, nervoso, con la sola voglia di sdraiarsi sul divano ed allungare le gambe viene assalito da un vortice di affetto peloso che abbaia, gli salta addosso, lo lecca e quando riesce a fissare i suoi occhi nei nostri ci dice: " ti voglio bene, sei tutto il mio mondo, ti voglio bene così come sei..."E in entrambi i casi mentre fissiamo i nostri occhi nei loro non solo dimentichiamo la giornata pesante, i problemi, i dolori, anche solo per un attimo, ma ci sentiamo anche onnipotenti e immortali e capaci di smuovere le montagne perché l'amore incondizionato di qualcuno, questo tipo di amore incondizionato, ci rende forti e ci dà gioia e serenità! Queste cose le sanno non solo i genitori ma tutti i proprietari di cani, proprietari consapevoli intendo...
Ecco questo è il motivo per cui si amano i bambini e si amano gli animali: l'amore, l'amore incondizionato, puro, semplice; l'amore dato solo per il piacere di darlo; gli animali, i cani in questo caso, e i bambini, i nostri bambini, ci amano solo perché esistiamo, solo perché ci prendiamo cura di loro. Ci amano se siamo belli, brutti, ricchi, poveri, stanchi, nervosi, felici, tristi, egoisti, generosi....ci amano se viviamo in una villa allo stesso modo che se dormiamo sotto un ponte; ci amano quando li sgridiamo e quando li lodiamo; ci amano quando li ignoriamo e quando giochiamo con loro...chi altro è in grado di darci questo amore così totale e puro nella sua semplicità? E questo amore lo possiamo leggere nei loro occhi ogni volta, e sempre sempre sempre, che decidiamo di guardarli negli occhi.
I nostri bambini crescono, diventano grandi e sì continuano ad amarci ma anche a giudicarci , a colpevolizzarci, ad allontanarsi da noi perché, giustamente, devono percorrere la loro strada nella vita da soli. Il nostro cane no, resterà sempre con noi e per noi sarà sempre il nostro piccolo di tre anni. Rompiscatole si ma con un'immensa e inesauribile capacità d'amare.
Che dire ancora a chi è arrivato fin qui nella lettura di questo articolo? Prima di prendere un cane, riflettete, riflettete bene, un bambino di tre anni non lo si dimentica in autogrill, né fuori dal supermercato, né davanti alla posta dell'asilo...il nostro bambino peloso a quattro zampe di tre anni non è diverso dal nostro umano di tre anni e non si abbandona MAI MAI MAI!!!
Chi non avendo mai avuto cani decide, dopo aver letto questo articolo, di prendere comunque un cane so che lo farà con la giusta consapevolezza ed ha tutta la mia stima, oltre quella di chi lo conosce, perché ha un cuore capace di riconoscere l'amore e l'intelligenza di accettare qualche fastidio in cambio di questo amore e quindi non lo abbandonerà mai!
Chi invece, proprio dopo aver letto questo articolo, deciderà di non prendere più un cane perché non si sente pronto o non vuole caricarsi di questi fastidi ha ugualmente tutta la mia stima, oltre quella di chi lo conosce, perché ha un cuore capace di amare ma l'intelligenza di prendersi la responsabilità di dire" non me la sento di caricarmi di questi fastidi" e quindi non prendendolo non lo abbandonerà mai!
Mentre a chi dopo aver letto l'articolo, pensando che io sia la solita arrogante presuntuosa per di più animalista, deciderà comunque di prendere un cane per poi abbandonarlo quando dovrà andare in vacanza o magari quando si accorgerà che costa troppo mantenerlo, o che è un peso portarlo fuori, curarlo ecc, dico...un bel niente! Questa persona non ha un cuore e non saprà mai cos'è l'amore ma soprattutto non ha un'intelligenza quindi...non capirebbe nemmeno gli insulti...e credo che come me la pensa anche chi lo conosce!!!
Aveva una grande nostalgia di essere amato così com'era, buono o cattivo, bello o brutto,stupido o intelligente, con tutti i suoi difetti.
( Michael Ende)
giovedì 30 maggio 2013
martedì 21 maggio 2013
L'intelligenza può renderti felice?
Secondo il dott. G. Perna, psichiatra, una maggiore consapevolezza della nostra intelligenza può aiutarci ad essere felici! Intanto dobbiamo considerare che il QI, il famigerato quoziente intellettivo, è responsabile solo della nostra intelligenza per non più del 20%. Il restante 80% è formato da ben altre forme d'intelligenza: l'intelligenza empatica, l'intelligenza spirituale e quella corporea sono alcune tra le varie intelligenze che possediamo. Se, sempre secondo il dott. sopra citato, riuscissimo a riconoscere e a sviluppare queste tre intelligenze potremmo riuscire ad avere una vita decisamente piena e realizzata e questo potrebbe permetterci di essere, se non felici, almeno sereni e appagati. Per esempio: chi ha la classica intelligenza empatica, la capacità di mettersi "nei panni degli altri" percependo le loro più intime emozioni positive o negative che siano, può sfruttare questa sua capacità non solo in famiglia ma anche sul lavoro con i colleghi, traendone un immediato beneficio. C'è poi chi giudica le persone con "la pancia"...stomaco chiuso alla vista della nuova vicina o farfalle nello stomaco quando si è conosciuta la nuova collega. Sensazioni da non sottovalutare perché spesso, sulla distanza, si rivelano veritiere, la nostra intelligenza corporea non sbaglia! C'è chi invece ama fare lunghe passeggiate solitarie nel bosco, ascoltando gli uccellini o soffermandosi a guardare un fiore appena sbocciato...che appena può si iscrive al corso di yoga e sta a lungo seduta a meditare o semplicemente a fantasticare, in solitudine. Questa è la classica intelligenza spirituale, molto preziosa per chi la possiede perché gli permette di vivere in completa armonia e consapevolezza ogni singolo momento della giornata. Quindi vivendo nel presente è in grado di districarsi tra i vari impegni giornalieri con estrema facilità e serenità.
Queste le capacità che alcuni hanno e altri no, però la buona notizia è che tutti, ma proprio tutti, se lo desideriamo possiamo educare, e quindi potenziare, la nostra intelligenza anzi le nostre intelligenze.!
Per sviluppare e potenziare l'intelligenza emotiva(o empatica), che ci permette di migliorare i nostri rapporti con gli altri, è necessario imparare ad ascoltare. Quando si parla con qualcuno bisogna cercare di svuotare la nostra mente da ogni pensiero e concentrarci su quanto ci viene detto, cercando di ripetere nella nostra mente le singole parole e sforzandoci di percepire le emozioni che queste parole nascondono.
L'intelligenza corporea è quella più facile da sviluppare, ne siamo provvisti in larga misura tutti è quello che nel resto del regno animale, a parte il genere umano, si chiama istinto! Gli animali, e i neonati per la verità, per istinto percepiscono, negli umani che li accudiscono, la rabbia, la bontà, la paura, il dolore ecc ecc. Quindi basta semplicemente seguire il nostro istinto la prossima volta che ci dirà no o si; seguirlo senza timore di sbagliare; anzi bisognerebbe addirittura, prima di prendere una decisione importante e non, concentrarci su di noi e sulle nostre sensazioni, attraverso il respiro, il cuore, la pancia.
E poi c'è la bellissima intelligenza spirituale, quella che personalmente preferisco. Sviluppare questo tipo d'intelligenza in realtà è molto piacevole; basta passare delle giornate in mezzo alla Natura, assaporandone i colori, i suoni, gli odori, camminando lentamente e beandoci, con tutti i nostri sensi, delle meraviglie che ci circondano e che ultimamente non riusciamo più a percepire. Basta una sola giornata in mezzo alla Natura con la giusta predisposizione d'animo per farci tornare bambini meravigliandoci di tutto quello che ci circonda. Chi ha la fortuna di vivere in mezzo alla Natura sa quanto Lei sia generosa con chi la sa apprezzare.
Ecco questo è quanto ho letto e quanto ho voluto condividere con voi perché l'ho trovato molto ma molto interessante. Il particolare che chi parla di empatia, spiritualità e istinto sia uno psichiatra, quindi un medico portato a ragionare in termini puramente scientifici, mi sembra ancora più interessante dell'articolo stesso. Sembra che stiamo entrando in una nuova era di consapevolezza fondata sull'amore per la Natura e sull'istinto che da Lei abbiamo appreso in questi lunghissimi secoli di coabitazione, ma che ultimamente noi umani sembriamo aver dimenticato, e questo non può che migliorarci e speriamo non sia troppo tardi!
Felicità è anche non accorgersi che in realtà si è soli.
(Banana Yoshimoto)
Queste le capacità che alcuni hanno e altri no, però la buona notizia è che tutti, ma proprio tutti, se lo desideriamo possiamo educare, e quindi potenziare, la nostra intelligenza anzi le nostre intelligenze.!
Per sviluppare e potenziare l'intelligenza emotiva(o empatica), che ci permette di migliorare i nostri rapporti con gli altri, è necessario imparare ad ascoltare. Quando si parla con qualcuno bisogna cercare di svuotare la nostra mente da ogni pensiero e concentrarci su quanto ci viene detto, cercando di ripetere nella nostra mente le singole parole e sforzandoci di percepire le emozioni che queste parole nascondono.
L'intelligenza corporea è quella più facile da sviluppare, ne siamo provvisti in larga misura tutti è quello che nel resto del regno animale, a parte il genere umano, si chiama istinto! Gli animali, e i neonati per la verità, per istinto percepiscono, negli umani che li accudiscono, la rabbia, la bontà, la paura, il dolore ecc ecc. Quindi basta semplicemente seguire il nostro istinto la prossima volta che ci dirà no o si; seguirlo senza timore di sbagliare; anzi bisognerebbe addirittura, prima di prendere una decisione importante e non, concentrarci su di noi e sulle nostre sensazioni, attraverso il respiro, il cuore, la pancia.
E poi c'è la bellissima intelligenza spirituale, quella che personalmente preferisco. Sviluppare questo tipo d'intelligenza in realtà è molto piacevole; basta passare delle giornate in mezzo alla Natura, assaporandone i colori, i suoni, gli odori, camminando lentamente e beandoci, con tutti i nostri sensi, delle meraviglie che ci circondano e che ultimamente non riusciamo più a percepire. Basta una sola giornata in mezzo alla Natura con la giusta predisposizione d'animo per farci tornare bambini meravigliandoci di tutto quello che ci circonda. Chi ha la fortuna di vivere in mezzo alla Natura sa quanto Lei sia generosa con chi la sa apprezzare.
Ecco questo è quanto ho letto e quanto ho voluto condividere con voi perché l'ho trovato molto ma molto interessante. Il particolare che chi parla di empatia, spiritualità e istinto sia uno psichiatra, quindi un medico portato a ragionare in termini puramente scientifici, mi sembra ancora più interessante dell'articolo stesso. Sembra che stiamo entrando in una nuova era di consapevolezza fondata sull'amore per la Natura e sull'istinto che da Lei abbiamo appreso in questi lunghissimi secoli di coabitazione, ma che ultimamente noi umani sembriamo aver dimenticato, e questo non può che migliorarci e speriamo non sia troppo tardi!
Felicità è anche non accorgersi che in realtà si è soli.
(Banana Yoshimoto)
domenica 19 maggio 2013
lunedì 13 maggio 2013
Il nonno nel sottoscala...(le favole della nonna)
C'era una volta una famiglia: mamma papà e bimbo appena nato. Questa famiglia abitava in una casa a due piani.Nel piano di sotto c'erano: una bella cucina spaziosa, un bagno, un piccolo studio per il papà e una grande soggiorno dove la mamma e il papà ricevevano i loro amici. Nel piano di sopra c'erano: la camera da letto, la cameretta del bambino, un bagno ed una grande veranda chiusa che la mamma aveva riempito di piante e dove era un piacere trascorrere le afose serate estive. Naturalmente all'interno della casa c'era una scala che portava al piano di sopra. Dato che la scala da un lato si appoggiava al muro mentre dall'altro aveva il vuoto che correva per tutta la sua lunghezza la mamma, a cui piacevano molto le piante, aveva messo piante anche lì, nel sottoscala. Passano i giorni che diventano settimane e poi mesi e per la mamma arriva il momento di tornare a lavorare. Che fare con il bimbo? La mamma non aveva né i genitori, morti poco tempo prima, né fratelli o sorelle e il papà aveva ancora in vita solo il papà. Quindi mamma e papà parlano di cosa sarebbe meglio per il bambino ed alla fine decidono che la cosa migliore era affidarlo al nonno, in fondo era sempre meglio che portarlo all'asilo!
Così il nonno la mattina usciva da casa sua e andava ad accudire il nipotino nella casa del figlio. Passano i giorni che diventano settimane e poi mesi e poi anni...il nonno adorava il nipotino e il nipotino adorava il nonno praticamente erano una cosa sola, sempre insieme, sempre allegri e contenti l'uno della compagnia dell'altro.Il bambino cresce e comincia ad andare a scuola finchè un giorno...quando il bambino aveva circa otto anni il nonno si sente male. Al rientro dall'ospedale il responso:"Il nonno non può più vivere da solo!" Che fare? Mamma e papà si consultano ancora una volta. La mamma voleva mettere il suocero in una casa di cura il papà non voleva. "Ma come posso mettere mio padre in un ospizio dopo che lui ha 
cresciuto mio figlio?" diceva..." Ma non possiamo nemmeno tenerlo qui con noi" rispondeva piccata la mamma "E poi dove lo mettiamo?" "Ma la casa è talmente grande...possiamo trasformare il mio studio nella sua stanza." "No, non possiamo dove andrai tu la sera a controllare i tuoi documenti e a sbrigare le tue cose? Non penserai per caso di trasformare il soggiorno nel tuo studio vero?" ribatteva la mamma. "Allora possiamo ricavare una stanzetta nella veranda, è così grande...""Che dici e le mie piante dove dovrei metterle secondo te?""E se lo mettessimo a dormire con il bambino? Loro sono molto legati e si farebbero compagnia..."" No no escluso gli anziani non possono stare nella stessa stanza dei bambini..." e via così senza riuscire a mettersi d'accordo su dove mettere a dormire il nonno. Alla fine dopo una lunga discussione la mamma e il papà riescono a mettersi d'accordo e a trovare una soluzione: avrebbero trasformato il sottoscala nella stanza da letto del nonno, così lui sarebbe rimasto a casa con loro ma allo stesso tempo non avrebbero dovuto rinunciare alle loro comodità. E così fecero...Il nonno, poverino, acconsentì di buon grado alla nuova sistemazione anche perché questo gli permetteva di stare tutto il giorno con l'adorato nipotino. E' vero che nel sottoscala non c'era molto spazio giusto lo spazio sufficiente per un letto, una sedia ed un armadio ad un' anta, ma tanto lui non aveva molti vestiti...

Passano i giorni che diventano settimane e un giorno, nel rientrare dal lavoro il papà trova il bambino che gioca sul tappeto del soggiorno con i mattoncini di legno." Ciao che bella costruzione hai fatto cos'è?" "E' la casa dove andrò a vivere da grande, papà. Vedi è come la nostra: qui c'è la cucina, qui il bagno, qui il mio studio e qui la stanza dove mangiamo con i nostri amici. Poi sali questa scale e qui c'è la camera mia, qui quella del bambino e qui il bagno." " Bella, bravo e questi mattoncini sotto la scala cosa sono?" " E' il letto dove vai a dormire tu quando sei vecchio e vieni a vivere a casa mia papà..."

Morale della nonna: la miglior educazione è l'esempio! E il cattivo esempio che diamo ai nostri figli oggi, è quello che faranno a noi i nostri figli domani!
Gli uomini mentre insegnano, imparano
(Seneca)
sabato 11 maggio 2013
Photogallery di...mamme...
Tantissimi auguri a tutte le mamme del mondo...
La madre ha inventato l'amore sulla terra
(Edmond Haraucourt)
mercoledì 8 maggio 2013
Vivisezione:metodo di studio e di ricerca consistente in operazioni di dissezione effettuati su animali vivi!!!
Di solito quando si parla in difesa degli animali si usa l'espressione "parlare per chi non ha voce"...In effetti gli animali la voce ce l'hanno però non parlano la lingua degli esseri umani, qualunque essa sia. Gli animali parlano una lingua per noi incomprensibile e fatta di tanta gestualità, comprensibilissima solo per chi vuole veramente ascoltarli!!!Dunque si parla al posto loro perché loro non sono in grado di farsi comprendere dalla maggior parte di noi umani ma solo da alcuni fortunati che hanno sensibilità, empatia e intelligenza sufficienti per riconoscere loro dei diritti ed una dignità che va rispettata. Questo era quello che pensavo e che ancora penso ma l'altro giorno mi è capitato, navigando sul web, di vedere un video antivivisezionista. Il video era stato girato con telecamere nascoste quindi assolutamente veritiero e non alterato né artefatto ad arte per sensibilizzare i più a favore di chi è contro la vivisezione. Sinceramente non sono riuscita a vedere il video fino in fondo quindi non ho intenzione di raccontarvi cosa ho visto, né credo che lo avrei fatto comunque, perché anche solo cercare di ricordare quegli sguardi mi fa venire i brividi dall'orrore!!! Mentre commentavo questo video con la persona che lo aveva postato mi è venuto spontanea una domanda:
"Ma come fanno queste persone a lavorare, quei poveri animali torturati urleranno, quindi come fanno a resistere alle loro urla di dolore?" La risposta è stata :" Gli tagliano le corde vocali!"Mi sono quindi informata ed ho saputo che fin da cuccioli, agli animali di allevamenti destinati ai laboratori di vivisezione, vengono tagliate le corde vocali...Mi fermerei un attimo su questa cosa che anche se sembra una sciocchezza è comunque gravissima e da sola rispecchia la brutalità e la crudeltà, quindi anche l'inutilità, della vivisezione. Psicologicamente parlando l'urlo di dolore non è solo lo sfogo di chi sta soffrendo ma in teoria dovrebbe anche impedire all'aguzzino di continuare a provocare dolore, questo almeno per ciò che riguarda esseri umani con coscienza e sensibilità e non sadici, psicopatici ecc.Ricordo infatti che una volta vidi un documentario della National Geographic che parlava proprio di questo. Si faceva infatti notare che solitamente le scene in cui un animale viene aggredito, per fame e sempre e solo per fame, da un predatore, il documentario non ha l'audio oppure ha una musica o una voce di sottofondo. Questo perché la stessa scena con le urla di
dolore della preda risulterebbe troppo violenta per la visione soprattutto dei bambini e degli animi sensibili. A riprova di ciò si vedeva due volte la stessa scena per un durata di circa 10 min ognuna. Si trattava dell'aggressione da parte di un branco di leonesse ad un bisonte. La scena senza audio l'ho guardata senza particolari difficoltà, mi dispiaceva per la preda ma mi dicevo che era una normale legge della Natura, e per la verità lo è! La scena con l'audio, invece, non sono riuscita a guardarla perché i muggiti di dolore mi creavano troppa sofferenza e anche se continuavo a dirmi che la cosa rientrava nella normale legge della Natura la palese sofferenza del bisonte mi ha impedito di continuare a guardare...D'accordo io nei confronti degli animali e dei bambini sono sensibilissima ma sfido chiunque è meno sensibile di me a prendere un animale o una persona e torturarla con la calma e la lucidità necessaria alla ricerca medica, mentre questa urla con tutto il suo fiato l'indicibile dolore a cui è sottoposta..Quindi gli tagliano le corde vocali per poter lavorare con assoluta calma e lucidità mentale...come dire non gridano=non soffrono.Credo sia questo quello che si ripetono e ripetono a chiunque voglia ascoltarli i dipendenti dei laboratori di vivisezione.
Ma facciamo un passo indietro. Nel titolo del post ho riportato il termine esatto, derivante dal latino, della parola vivisezione. Si parla di "dissezione effettuata su animali VIVI". Già dire una frase del genere nell'evoluto 2013 fa rabbrividire: "DISSEZIONE SU ANIMALI VIVI". Il termine "vivisezione" fu coniato nell'700 e la vivisezione si è diffusa, come metodo di studio, nei secoli XVII-XIX. Non si può assolutamente negare che la maggior parte delle conoscenze mediche attuali si sono ottenute grazie agli studi effettuati sugli animali in quegli anni. Bisogna anche considerare che la cultura, o meglio la coscienza degli uomini dell'epoca era molto ma molto diversa. E' infatti della seconda metà del ?600 la diffusione dell'idea meccanicista di Cartesio (1596-1650) con la teoria dell'animale-macchina . Secondo questa teoria l'animale non soffre e le sue manifestazioni di dolore sono solo risposte a stimoli( si parla quindi di vivisezione giustificata). Per restare in tema filosofico viene spontaneo chiedersi perché un filosofo, Cartesio, ha sentito la necessità di elaborare una teoria sulla vivisezione e sulla conseguente sofferenza causata all'animale sezionato( da vivo e non anestetizzato perché gli anestetici avrebbero potuto alterare i risultati scientifici).La risposta non può che essere una e una sola: perché evidentemente già a quell'epoca c'era qualcuno che riteneva la vivisezione inaccettabile. Infatti un ricercatore dell'epoca, di nome Hooke(1635-1703), dichiara, in una lettera inviata ad un altro ricercatore, Boyle(1627-1691), di non essere insensibile alle sofferenze degli animali, inoltre dice anche che si rifiuta di sezionarne altri e chiede che vengano almeno anestetizzati. Parole cadute nel vuoto perché la vivisezione è continuata e continua tuttora, su larga scala e per le cose più disparate: ricerca medica, test di tolleranza ai comestici, ai detersivi, ai tessuti ecc, assurdi test psicologici tesi a scoprire le cose più strane e illogiche e assolutamente prive non solo di interesse scientifico ma nemmeno interessanti alla maggior parte delle persone( tipo quanto vive urlando un cane a cui sia stato conficcato un ferro rovente nel cervello, cosa sente un gatto se gli si tolgono le palpebre e gli si inietta del liquido irritante nel nervo ottico, quanto resiste un animale a svariate scariche elettriche d'intensità e potenza variate in base al peso, all'età ...e via così. Ho letto tanti articoli e visto tantissime foto e vi assicuro che qualunque tortura vi venga in mente potete tranquillamente dirla dichiarando che è stato un esperimento scientifico!) e poi non dimentichiamo gli animali usati nei laboratori per armi chimiche, quelli mandati nello spazio, quelli fatti saltare con bombe, asfissiati con gas ecc ecc, e tutto ciò senza anestesia!!! Perché tutto questo? Perché l'uomo è cattivo si certo ma non è cattivo solo l'uomo che materialmente fa queste cose è altrettanto cattivo l'essere umano che queste cose preferisce ignorarle, è altrettanto cattivo l'uomo che chiede alle varie case farmaceutiche, cosmetiche, di abiti o alimentari la perfezione, la pillola della felicità, il detersivo miracoloso che usato a litri non fa venire l'orticaria, lo shampoo che non brucia gli occhi, la crema che toglie rughe e decenni fin dalla prima passata,..In pratica tutti noi siamo responsabili della sofferenza di questi animali perché siamo noi con la nostra ricerca della perfezione che abbiamo incrementato il mercato della ricerca con l'inevitabile vivisezione. Naturalmente prima di scrivere questo articolo ho letto non solo il parere di chi è contro la vivisezione ma anche di chi è a favore della vivisezione. Mi spiace ma niente potrà mai convincermi che la vivisezione serve...forse potrebbe servire la sola ed unica ricerca a scopo medico, ma solo e sempre sotto anestesia e con il massimo rispetto per l'animale. Ma anche qui ci sarebbe tanto da dire perché è vero che biologicamente parlando siamo fatti dei medesimi elementi chimici ma è anche vero che solo il 95% del DNA animale è simile al nostro e trattandosi di organismi viventi che differiscono per tante altre cose, il modo psicologico di reagire alla cura per esempio, quello scarto del 5% può fare e fa una notevole differenza. Inoltre c'è un semplicissimo discorso etico-filosofico da considerare: o gli animali sono animali che nulla hanno da spartire con noi e quindi via di torture a gogò tanto non soffrono e se soffrono chi se ne importa e allora va da sé che non importano nemmeno i risultati ottenuti, oppure l'animale è tanto simile a noi che questi esperimenti sono assolutamente necessari ma allora è come se a queste torture si sottoponesse un essere umano. Quindi secondo me la vivisezione è assolutamente inutile e se non ci fossero molti, ma veramente molti, soldi a tenere in piedi questa barbarie, credo che già da tempo sarebbe stata eliminata. E' quindi dovere di ogni singolo essere umano con un minimo di coscienza prendere atto di questa crudeltà inutile cominciando a muoversi di conseguenza. Su internet si trovano sia la petizione da firmare contro la vivisezione, sia le liste dei vari prodotti che ancora usano gli animali; per chi poi desidera documentarsi al meglio e con le massime informazioni possibili può, semplicemente digitando la parola "vivisezione", ottenere tutte le informazioni che vuole comprese le varie interviste pro e contro.Chiunque, secondo propria coscienza, è libero di andare a cercarli e di decidere se vuole dare voce a queste povere creature innocenti a cui, per permettere a noi esseri egoisti e imperfetti di ottenere una irraggiungibile perfezione, tolgono la voce tagliando le corde vocali!!!
Non è necessario credere in una fonte soprannaturale del male:gli uomini da soli sono perfettamente capaci di qualsiasi malvagità.
(Joseph Conrad)
"Ma come fanno queste persone a lavorare, quei poveri animali torturati urleranno, quindi come fanno a resistere alle loro urla di dolore?" La risposta è stata :" Gli tagliano le corde vocali!"Mi sono quindi informata ed ho saputo che fin da cuccioli, agli animali di allevamenti destinati ai laboratori di vivisezione, vengono tagliate le corde vocali...Mi fermerei un attimo su questa cosa che anche se sembra una sciocchezza è comunque gravissima e da sola rispecchia la brutalità e la crudeltà, quindi anche l'inutilità, della vivisezione. Psicologicamente parlando l'urlo di dolore non è solo lo sfogo di chi sta soffrendo ma in teoria dovrebbe anche impedire all'aguzzino di continuare a provocare dolore, questo almeno per ciò che riguarda esseri umani con coscienza e sensibilità e non sadici, psicopatici ecc.Ricordo infatti che una volta vidi un documentario della National Geographic che parlava proprio di questo. Si faceva infatti notare che solitamente le scene in cui un animale viene aggredito, per fame e sempre e solo per fame, da un predatore, il documentario non ha l'audio oppure ha una musica o una voce di sottofondo. Questo perché la stessa scena con le urla di
dolore della preda risulterebbe troppo violenta per la visione soprattutto dei bambini e degli animi sensibili. A riprova di ciò si vedeva due volte la stessa scena per un durata di circa 10 min ognuna. Si trattava dell'aggressione da parte di un branco di leonesse ad un bisonte. La scena senza audio l'ho guardata senza particolari difficoltà, mi dispiaceva per la preda ma mi dicevo che era una normale legge della Natura, e per la verità lo è! La scena con l'audio, invece, non sono riuscita a guardarla perché i muggiti di dolore mi creavano troppa sofferenza e anche se continuavo a dirmi che la cosa rientrava nella normale legge della Natura la palese sofferenza del bisonte mi ha impedito di continuare a guardare...D'accordo io nei confronti degli animali e dei bambini sono sensibilissima ma sfido chiunque è meno sensibile di me a prendere un animale o una persona e torturarla con la calma e la lucidità necessaria alla ricerca medica, mentre questa urla con tutto il suo fiato l'indicibile dolore a cui è sottoposta..Quindi gli tagliano le corde vocali per poter lavorare con assoluta calma e lucidità mentale...come dire non gridano=non soffrono.Credo sia questo quello che si ripetono e ripetono a chiunque voglia ascoltarli i dipendenti dei laboratori di vivisezione.Ma facciamo un passo indietro. Nel titolo del post ho riportato il termine esatto, derivante dal latino, della parola vivisezione. Si parla di "dissezione effettuata su animali VIVI". Già dire una frase del genere nell'evoluto 2013 fa rabbrividire: "DISSEZIONE SU ANIMALI VIVI". Il termine "vivisezione" fu coniato nell'700 e la vivisezione si è diffusa, come metodo di studio, nei secoli XVII-XIX. Non si può assolutamente negare che la maggior parte delle conoscenze mediche attuali si sono ottenute grazie agli studi effettuati sugli animali in quegli anni. Bisogna anche considerare che la cultura, o meglio la coscienza degli uomini dell'epoca era molto ma molto diversa. E' infatti della seconda metà del ?600 la diffusione dell'idea meccanicista di Cartesio (1596-1650) con la teoria dell'animale-macchina . Secondo questa teoria l'animale non soffre e le sue manifestazioni di dolore sono solo risposte a stimoli( si parla quindi di vivisezione giustificata). Per restare in tema filosofico viene spontaneo chiedersi perché un filosofo, Cartesio, ha sentito la necessità di elaborare una teoria sulla vivisezione e sulla conseguente sofferenza causata all'animale sezionato( da vivo e non anestetizzato perché gli anestetici avrebbero potuto alterare i risultati scientifici).La risposta non può che essere una e una sola: perché evidentemente già a quell'epoca c'era qualcuno che riteneva la vivisezione inaccettabile. Infatti un ricercatore dell'epoca, di nome Hooke(1635-1703), dichiara, in una lettera inviata ad un altro ricercatore, Boyle(1627-1691), di non essere insensibile alle sofferenze degli animali, inoltre dice anche che si rifiuta di sezionarne altri e chiede che vengano almeno anestetizzati. Parole cadute nel vuoto perché la vivisezione è continuata e continua tuttora, su larga scala e per le cose più disparate: ricerca medica, test di tolleranza ai comestici, ai detersivi, ai tessuti ecc, assurdi test psicologici tesi a scoprire le cose più strane e illogiche e assolutamente prive non solo di interesse scientifico ma nemmeno interessanti alla maggior parte delle persone( tipo quanto vive urlando un cane a cui sia stato conficcato un ferro rovente nel cervello, cosa sente un gatto se gli si tolgono le palpebre e gli si inietta del liquido irritante nel nervo ottico, quanto resiste un animale a svariate scariche elettriche d'intensità e potenza variate in base al peso, all'età ...e via così. Ho letto tanti articoli e visto tantissime foto e vi assicuro che qualunque tortura vi venga in mente potete tranquillamente dirla dichiarando che è stato un esperimento scientifico!) e poi non dimentichiamo gli animali usati nei laboratori per armi chimiche, quelli mandati nello spazio, quelli fatti saltare con bombe, asfissiati con gas ecc ecc, e tutto ciò senza anestesia!!! Perché tutto questo? Perché l'uomo è cattivo si certo ma non è cattivo solo l'uomo che materialmente fa queste cose è altrettanto cattivo l'essere umano che queste cose preferisce ignorarle, è altrettanto cattivo l'uomo che chiede alle varie case farmaceutiche, cosmetiche, di abiti o alimentari la perfezione, la pillola della felicità, il detersivo miracoloso che usato a litri non fa venire l'orticaria, lo shampoo che non brucia gli occhi, la crema che toglie rughe e decenni fin dalla prima passata,..In pratica tutti noi siamo responsabili della sofferenza di questi animali perché siamo noi con la nostra ricerca della perfezione che abbiamo incrementato il mercato della ricerca con l'inevitabile vivisezione. Naturalmente prima di scrivere questo articolo ho letto non solo il parere di chi è contro la vivisezione ma anche di chi è a favore della vivisezione. Mi spiace ma niente potrà mai convincermi che la vivisezione serve...forse potrebbe servire la sola ed unica ricerca a scopo medico, ma solo e sempre sotto anestesia e con il massimo rispetto per l'animale. Ma anche qui ci sarebbe tanto da dire perché è vero che biologicamente parlando siamo fatti dei medesimi elementi chimici ma è anche vero che solo il 95% del DNA animale è simile al nostro e trattandosi di organismi viventi che differiscono per tante altre cose, il modo psicologico di reagire alla cura per esempio, quello scarto del 5% può fare e fa una notevole differenza. Inoltre c'è un semplicissimo discorso etico-filosofico da considerare: o gli animali sono animali che nulla hanno da spartire con noi e quindi via di torture a gogò tanto non soffrono e se soffrono chi se ne importa e allora va da sé che non importano nemmeno i risultati ottenuti, oppure l'animale è tanto simile a noi che questi esperimenti sono assolutamente necessari ma allora è come se a queste torture si sottoponesse un essere umano. Quindi secondo me la vivisezione è assolutamente inutile e se non ci fossero molti, ma veramente molti, soldi a tenere in piedi questa barbarie, credo che già da tempo sarebbe stata eliminata. E' quindi dovere di ogni singolo essere umano con un minimo di coscienza prendere atto di questa crudeltà inutile cominciando a muoversi di conseguenza. Su internet si trovano sia la petizione da firmare contro la vivisezione, sia le liste dei vari prodotti che ancora usano gli animali; per chi poi desidera documentarsi al meglio e con le massime informazioni possibili può, semplicemente digitando la parola "vivisezione", ottenere tutte le informazioni che vuole comprese le varie interviste pro e contro.Chiunque, secondo propria coscienza, è libero di andare a cercarli e di decidere se vuole dare voce a queste povere creature innocenti a cui, per permettere a noi esseri egoisti e imperfetti di ottenere una irraggiungibile perfezione, tolgono la voce tagliando le corde vocali!!!
Non è necessario credere in una fonte soprannaturale del male:gli uomini da soli sono perfettamente capaci di qualsiasi malvagità.
(Joseph Conrad)
mercoledì 24 aprile 2013
E se parlassimo di gioia...?
Non conosco il tuo nome, non ricordo il tuo viso,
i tuoi anni camminavano appena
eppure tu, innocente bersaglio dell' odio umano
mi hai regalato la gioia, la gioia di un sorriso.
Correndo veloce il tempo, benevolo Dio dell'oblio,
si era portato via un freddo e bianco Natale;
correvi anche tu allora, cercando di precedere il tempo,
per allontanare l'odio e sei arrivata da me.
Corre veloce il tempo, benevolo Dio dell'oblio,ma Furie vendicatrici scrivono nella tua memoria
l'odio, la rabbia, il dolore, la paura;
raccontano la storia di un popolo, il tuo popolo,
oppresso e insanguinato da un'ideologia assurda,
da un credo inesistente.
Ma tu, innocente bersaglio dell'odio umano
mi hai regalato la gioia, la gioia di un sorriso.
Avevi freddo...ti ho coperta;
avevi fame...ti ho sfamata;
ma nei tuoi occhi, nere lavagne immacolate,
non c'era freddo... non c'era fame... c'era il buio della tristezza ...
c'era il vuoto della solitudine...
Una bambola usata ho poggiato tra le tue piccole mani
e i tuoi occhi...laghi scintillanti...
il tuo viso...sole luminoso...
e mai giocattolo ha visto
sorriso più bello più caldo più vivo...
Non a me hai sorriso
ma ad un balocco sgualcito
eppure con quel sorriso tu,
innocente bersaglio dell'odio umano,
mi hai regalato la gioia...la gioia di un sorriso...
Questa poesia l'ho scritta nei primi anni '90 ai tempi della guerra in Bosnia. E' una storia vera e di cosa parla si capisce benissimo. Perché oggi ho voluto condividerla con voi? Per parlarvi di gioia oggi voglio ricordare che anche se sembra che il male sia dovunque in ogni momento, è vero che anche la gioia è dovunque ed in ogni momento... Ma prima devo chiarire una cosa. Ho scritto questa poesia per superare un terribile rimorso che questa vicenda mi aveva lasciato. E' vero che ho dato con generosità e piacere vestiti, cibo e soldi ad una donna che con la sua bambina aveva bussato alla mia porta ma è anche vero che io, per paura, per diffidenza, ho lasciato quella donna e la sua piccolissima bambina fuori dalla mia porta, sulle scale...L'unica cosa che posso dire a mia difesa è che allora avevo anch'io due bambini molto piccoli quindi ho avuto paura, si paura di una profuga e della sua bambina! Per mesi il rimorso per quello che non avevo fatto, cioè farla entrare in casa, mi ha dilaniata allora alla fine ho deciso di scrivere una poesia; per me, da sempre, scrivere le mie emozioni in versi è una sorta di catarsi, di purificazione, di riscatto...Comincio a scrivere ma mi accorgo subito che non era il dispiacere per la mia mancanza quello che scrivevo ma la gioia che quella bambina mi aveva dato nel vederla sorridere alla bambola, usata perché era di mia figlia! Che ci crediate o no quel sorriso, che non era rivolto a me ma alla bambola, è stampato a fuoco nella mia memoria e nel mio cuore ed è uno dei miei più bei ricordi, secondo solo al ricordo della gioia che ho provato quando ho guardato negli occhi i miei figli per la prima volta! Perchè questa lunga e inutile premessa? Lunga può darsi inutile no, assolutamente no!!!Chiunque, come me, è iscritto ad uno o più social network o chiunque frequenta abitualmente internet, o guarda il telegiornale, o semplicemente si fa quattro chiacchiere con la vicina sa che l'argomento dilagante e preferito è il male. Il male sotto svariate e fantasiose forme: torture fisiche e psicologiche, cattiverie di ogni genere, catastrofi naturali, morti, rapimenti, sparizioni, insulti vari a varie persone, umiliazioni, suicidi...ecc ecc. Dovunque guardiamo, qualunque cosa sentiamo, qualunque notizia ci giunga attraverso svariate fonti il male sembra farla da padrone. Siamo forse diventati più cattivi? Non credo e spero di no! Siamo forse più informati? Sicuramente! Siamo forse più consapevoli del male che ci circonda e vogliamo, per fortuna molti di noi lo vogliamo, combatterlo? Certo!!!Però ho come la sensazione che in questa lotta al male si sia perso di vista che anche il bene esiste e anche se sembra di no tende a bilanciare perfettamente il male. Nel caso della mia poesia per esempio...sono stata spinta dal senso del rimorso perché avevo agito male, pur muovendomi nel bene, ma quello che mi è venuto fuori è stato il bene, il ricordo del bene che ho ricevuto che è stato molto ma molto superiore al bene che ho fatto ed anche al male che, anche se involontariamente, avevo fatto. Forse è stata una forma inconscia di difesa del mio cervello, o forse una forza superiore ed universale ha percepito, raccolto e conservato il sorriso di quella bambina per poi restituirmelo come uno dei miei più bei ricordi...Non lo so, so solo che il bene esiste e, come il male, ogni piccolo gesto, anche il più insignificante, fatto in nome del bene va ad aggiungersi a tutti gli altri piccoli e insignificanti gesti d'amore che ogni giorno vengono fatti in qualche parte del mondo. C'è tanto dolore e tanta crudeltà nel mondo ma c'è anche tanta gioia e amore e ci sono tanti sorrisi di bambini, tanti sguardi di gratitudine di animali salvati, tante parole di ringraziamento di anziani aiutati, tante lacrime di sollievo di donne ascoltate...Proviamo a cercarli, a riconoscerli, a parlarne con i nostri amici, a postarli sui social network a riferirli ai giornali locali, a gridarli forti e decisi al mondo intero. Invertiamo la rotta dei nostri interessi cerchiamo il bene ogni giorno intorno a noi e se non lo troviamo facciamo in modo di crearlo noi il bene. Basta così poco in realtà...un sorriso, una carezza, fermarsi a guardare un fiore appena sbocciato, un cagnolino che scodinzola, nostro figlio che gioca con un amico...Smettiamo di pensare che il mondo è cattivo, che tutto va a rotoli, che la gente è crudele. Si il mondo è cattivo! Si la gente è crudele! Si il mondo va a rotoli! E' vero è tutto vero e dobbiamo combattere crudeltà e dolore con tutte le nostre forze ma dobbiamo anche con tutte le nostre forze cercare il bene, ogni giorno ed in ogni nostro gesto. Non dobbiamo permettere che il male che ci circonda abbrutisca i nostri cuori impedendoci di vedere il bene, Se ci convinciamo che il male predomina e domina la nostra società, il male ha già vinto! No non è così il male non ha ancora vinto e dipende solo da noi non farlo vincere perché se noi combattiamo il male con il male nel cuore non riusciremo mai a vincerlo; per sconfiggere il male, intendo per sconfiggerlo nei cuori altrui, dobbiamo sforzarci di vedere il bene, di cercare il bene e di riportarlo nella nostra vita in tutti i modi e con ogni mezzo e di custodirlo con cura nei nostri cuori per permettere ad ogni nostro e altrui gesto d'amore di andare a riversarsi nell'amore universale; solo così il bene potrà chiamare altro bene e solo così chi combatte materialmente il male sarà forte abbastanza da vincerlo. Pensate alla bambina della mia poesia...una creatura innocente nata nel dolore che stava crescendo nella sofferenza! Eppure una bambola usata, una semplicissima bambola usata, per un attimo le ha cambiato la realtà. Non so come si sia svolta la vita di quella bambina dopo quel Natale ma spero che quella bambola sia riuscita a regalarle altri momenti di gioia, spero che la gioia che lei ha dato a me le sia tornata centuplicata mille volte e spero che adesso che quella bambina è una giovane donna, lei ricordi quel sorriso e sia diventata una giovane donna buona e disposta a fare del bene se ne ha la possibilità. Lo stesso bene, la stessa gioia che ho ricevuto io guardando il suo sorriso... Ecco questa è la gioia, la meravigliosa sensazione che si prova quando con un semplice gesto si aiuta qualcuno ed è gioia che riceviamo non che diamo, perchè se è vero che "il male è un boomerang che torna indietro"( citazione che ho letto in internet) è altrettanto vero che lo è anche il bene...
Diventa il cambiamento che vuoi vedere nel mondo
(Buddha)
lunedì 22 aprile 2013
Un giorno per te...Madre Terra
UN GIORNO PER TE...MADRE TERRA
Un giorno per te Madre Terra...
ma un giorno per cosa?
Nei giorni da sempre
noi non ti amiamo,
nei giorni da sempre
noi ti sfruttiamo,
nei giorni da sempre
noi ti feriamo...
Amiamo noi forse
la Madre che ancora,
nel grembo suo,
ci tiene e sostiene?
L'amore è gioia,
l'amore è piacere,
l'amore è accettare si
ma anche dare...!
Noi prendiamo prendiamo e prendiamo
si...ma in cambio
cosa diamo?
In cambio di gioia
noi diamo dolore,
in cambio di pace
noi diamo guerra,
in cambio di acqua
noi diamo sangue,
in cambio di pane
noi diamo fame...
la vita ci hai dato
la morte abbiamo imparato...!!!
Un giorno per te Madre Terra...
ma un giorno per cosa?
Un giorno per dirti
perdono perdono perdono...
Un giorno per te Madre Terra...
ma un giorno per cosa?
Nei giorni da sempre
noi non ti amiamo,
nei giorni da sempre
noi ti sfruttiamo,
nei giorni da sempre
noi ti feriamo...
Amiamo noi forse
la Madre che ancora,
nel grembo suo,
ci tiene e sostiene?
L'amore è gioia,
l'amore è piacere,
l'amore è accettare si
ma anche dare...!
Noi prendiamo prendiamo e prendiamo
si...ma in cambio
cosa diamo?
In cambio di gioia
noi diamo dolore,
in cambio di pace
noi diamo guerra,
in cambio di acqua
noi diamo sangue,
in cambio di pane
noi diamo fame...
la vita ci hai dato
la morte abbiamo imparato...!!!
Un giorno per te Madre Terra...
ma un giorno per cosa?
Un giorno per dirti
perdono perdono perdono...
venerdì 19 aprile 2013
Il male via web non va condiviso ma bloccato con l'indifferenza...
Questa foto riassume, da sola e perfettamente, quello che voglio provare a dire in questo articolo...La diffusione di crudeltà e dolore via web con condivisioni, mi piace, commenti giustamente indignati, rabbia, insulti ed altro mi sembra un animale di fuoco che, appunto come il fuoco se trova il substrato adatto, si autoalimenta con altro male che viene ingenuamente diffuso a fin di bene. Cerco di spiegarmi meglio raccontando un episodio che mi è successo ieri sera. Bighellonando in uno dei social network a cui sono iscritta ad un certo punto compare una foto: ritraeva due giovani esemplari appartenenti al genere "homo sapiens sapiens"(e se una buona parte degli appartenenti a questo genere la riclassificassimo come "homo crudels crudels"?) che sorridendo con soddisfazione indicavano con il pollice alzato qualcosa alle loro spalle. I giovani esemplari credo fossero, in realtà, almeno tre perché chiaramente la foto era stata scattata da un terzo esemplare. I volti dei due erano cerchiati di rosso e una linea rossa portava ad una scritta che diceva più o meno così: "condividete bisogna riconoscere questi assassini".Chiedo scusa a chi ha modificato la foto non ricordo le parole esatte ma il senso era questo. Perché assassini? Perchè i due "ignobili vigliacchi", ma in realtà erano tre dato che c'era anche chi ha scattato la foto, indicavano con evidente soddisfazione la loro bravata e convinti che fosse di mondiale interesse l'avevano postata on line. Alle loro spalle infatti si vedevano chiaramente due cani che erano stati impiccati, quindi uccisi per asfissia o per frattura dell'osso del collo, al ramo di un albero( la visione della foto mi ha provocato un deja vù...Cani impiccati ad un albero accompagnavano una richiesta di petizione per fermare quell'inutile e ignobile massacro di cani che dopo essere stati usati non servivano più...!Coincidenza? Mah!!!). Le povere bestie erano due creature qualunque, di taglia media e non malmessi, quindi anche se randagi sicuramente fiduciosi e ben disposti verso l'uomo perché probabilmente non avevano avuto, fino ad allora, niente da temere dalla nostra specie...Purtroppo per loro la nostra specie ultimamente sta manifestando segni sempre più evidenti di crudeltà, ignobile crudeltà, del tutto gratuita e inutile. Lo scopo di impiccare due povere creature innocenti e fiduciose? Mi pare chiaro la loro stupida ignobile e vigliacca vanità, visto che dopo aver compiuto l'infame gesto hanno pensato bene di farsi fotografare con volti sorridenti e di postare la foto in internet!!!E qui arrivo al punto...Vista la foto impulsivamente, per la rabbia provata, ho inizialmente pensato di condividerla per poter soddisfare il desiderio di giustizia manifestato da quella brava persona che ha visto la foto e l'ha modificata evidenziando il viso dei due ignobili vigliacchi. Mentre stavo per farlo però ho pensato no, proprio no questo è proprio quello che vogliono questi due, questi due e i migliaia d'altri ignobili vigliacchi che postano foto, video o che torturano e uccidono con la speranza che la foto del male compiuto finisca su internet!Quindi non l'ho condivisa ed ho spiegato perché dicendo che così avremmo dato loro la fama che cercavano. La strada percorribile, secondo me, era quella di segnalare la foto e chiedere ad altri di segnalarla, ma senza mostrarla, affinché venisse al più presto tolta dal web. So benissimo che chi ha postato, modificandola, quella foto era animato/a dalle migliori intenzioni ma avrebbe dovuto, sempre secondo me e non pretendo che tutti la pensino come la penso io, modificarla nascondendo il crimine e lasciando solo la loro faccia magari spiegando il perché queste facce dovevano essere riconosciute ed identificate. Ovviamente io non l'ho segnalata perché altrimenti avrei danneggiato la persona che l'ha condivisa e che mi ha permesso di vederla, questa segnalazione dovrebbe farla chi aveva visto questa foto per primo. Per amore della verità aggiungo che la persona che l'aveva condivisa si è detta d'accordo con me ed ha annullato il post e i nostri commenti. Naturalmente questa non è la prima foto che vedo e ho visto anche diversi, o meglio ho saputo perché non ho voluto vederli, video che ritraggono torture ad animali e poi ho già parlato in questo blog di quella foto che ritraeva un neonato mentre veniva strangolato...Tutto ciò è inevitabile ogni cosa ha in sé il bene ed il suo contrario... il male, anche internet. Il mondo, reale e virtuale, è pieno di brave persone che condividono, firmano petizioni, commentano e lottano come possono per combattere il male ma è anche pieno di ignobili vigliacchi che torturano, uccidono o inventano dove e se possono, e poi postano foto e video con la speranza di avere il loro quarto d'ora di fama attraverso condivisioni e mi piace. E' un fenomeno deplorevole, orribile, ingiusto, crudele e quant'altro volete ma inevitabile almeno finchè chi sta dalla parte del bene non si rende conto che il male si auotoalimenta., proprio come il fuoco. Cosa fa il fuoco? Da una semplice scintilla si può generare un incendio di tale portata da distruggere un intero bosco. Ecco secondo me il male, una certa forma di male quello fatto per autocompiacimento virtuale e non, si autoalimenta anche attraverso la nostra buona volontà di distruggerlo. Perché noi armati dalle migliori intenzioni condividiamo, votiamo mi piace, non perché ci piaccia ma perché è il solo modo che abbiamo di manifestare, nei vari social network,il nostro disappunto, commentiamo troppo spesso con giustificatissima rabbia ed insulti; d'accordo lo si fa pensando di far bene, però condividendo e votando e facendo circolare foto video o altre crudeltà manifeste spesso creiamo l'effetto opposto che è poi quello che desiderano avere gli ignobili vigliacchi: notorietà, fama, la loro faccia che circola sul web!!!E' ora di dire basta secondo a me queste ignobili vigliaccate mostrate al mondo intero. E' ora di non condividere, non scrivere mi piace, non leggere, non guardare, non commentare ma solo segnalare, segnalare, segnalare in massa e tutti insieme queste mostruosità. E' ora di isolare questi appartenenti al genere "homo crudels crudels" perché non sono degni della nostra rabbia, della nostra negatività, del nostro interesse sotto nessuna forma. E' ora di far capire a questi ignobili vigliacchi che nel nostro mondo, reale o virtuale che sia, per loro non c'è posto, che la gente per bene non ha niente da spartire con loro, che loro sono degni solo della nostra indifferenza perché anche la nostra rabbia con loro è sprecata! Un'amica un giorno mi ha detto che se non si mettono in evidenza certe foto la gente non si sensibilizza e non partecipa a petizioni, cortei o altro...non sono d'accordo chi ha un animo sensibile e gentile lo ha e basta non ha bisogno di vedere, di condividere la crudeltà per combatterla, non la conosce perché non gli appartiene ma sa cos'è senza bisogno che gli sia mostrata continuamente e in ogni occasione. Il male si combatte con il bene non con la diffusione del male, il male si combatte con pensieri positivi, con la gioia della vita, con la pace nel cuore non con la rabbia e l'odio e la pubblicazione di altro male. Stiamo semplicemente diventando sempre più cattivi o è forse la fama, la notorietà che la cattiveria dà mostrandola, anche attraverso chi lo fa a fin di bene, che fa dilagare sempre e di più il male? Ho sempre pensato che quello che si semina si raccoglie, quindi se si semina bene si raccoglie bene e se si semina male si raccoglie male! Ma seminare male non vuol dire solo farlo, ma nel mondo virtuale di cui ormai siamo tutti impregnati anche combatterlo nel modo sbagliato.Pensiamo a Gesù, a Gandhi, a Buddha, a Mandela, pensiamo a tutte quelle anime meravigliose che hanno migliorato l'epoca in cui sono vissuti semplicemente predicando il bene, semplicemente amando, semplicemente...E' chiaro che ci sono cose che devono essere mostrate al mondo, con forza e decisione per far si che il mondo capisca la gravità della situazione ma foto come quella che ho visto ieri sera, video come quelli che non ho voluto vedere, e tante tante altre foto e video che non mi sono capitati ma che molti di voi avranno visto devono e possono essere combattuti solo con l'indifferenza, solo con la pretesa forte e chiara che certe cose vengano immediatamente tolte dalla nostra vista. Mi si obietterà che se non si può mostrare la foto ai nostri amici come si può chiedere loro di accettare quanto detto e segnalare a loro volta del materiale ignobile che deve essere eliminato dal web? Con la fiducia, con la fiducia che negli anni di iscrizione ci siamo conquistati tra i nostri amici virtuali. Chi mi segue attraverso il blog o con quello che posto, foto, frasi ed altro, credo si sia fatta un'idea di me e sa che parlo solo di quello che conosco, che cerco di parlare del bene, che penso che uno dei modi per combattere il male sia armarsi del bene, non sempre ma spesso...A mia volta mi sono fatta un'idea delle persone che seguo, di cui leggo il blog, i post, guardo le foto o con cui chatto. Se una di queste persone mi chiede di divulgare una cosa e mi spiega anche cosa e perché non ho bisogno né ho il desiderio di vedere l'orrore del sangue, delle torture, della morte per crederle, se è una persona con cui ho già avuto contatti un'idea del tipo di persona che è ce l'ho. Quindi si può cercare di isolare e combattere il male con la fiducia, con la gentilezza, con la positività oltre naturalmente che con le firme delle petizioni, con le condivisioni veramente necessarie, con la rabbia smorzata dalla pietà; pietà per le vittime, la rabbia per gli aguzzini non fa altro che alimentare il loro stupidamente contorto e smisurato ego. Concludo ricordando ancora una volta che questo è il mio personale modo di pensare, che può essere giusto o sbagliato vi chiedo però di leggere e riflettere un po' se non su quanto ho scritto io sull'aforisma che oggi riporto, come sempre, a fine articolo. In sintesi dice che alla gente piace che si parli di sè e molto! Bene o male non importa purchè se ne parli.
Al mondo c'è una sola cosa peggiore dell'essere oggetto di chiacchiere: non essere oggetto di nessuna chiacchiera.
(Oscar Wilde)
Al mondo c'è una sola cosa peggiore dell'essere oggetto di chiacchiere: non essere oggetto di nessuna chiacchiera.
(Oscar Wilde)
martedì 9 aprile 2013
Preghiera di Budda
Ogni attimo di ogni singolo giorno, un giorno lungo 24 ore, in ogni singolo angolo del mondo, anche sotto casa nostra, una donna, un bambino o un animale vengono violentati, torturati e, troppo spesso, crudelmente uccisi.
Ogni attimo di ogni singolo giorno, un giorno lungo 24 ore, in ogni singolo angolo del mondo, anche sotto casa nostra, un'anima buona e sensibile combatte per difendere una donna, un bambino, un animale mentre vengono violentati, torturati e, troppo spesso, credelmente uccisi.
Anche se materialmente parlando il rapporto uno a uno sembra non esistere in realtà c'è. C'è sotto forma di associazioni nazionali e internazionali, sotto forma di petizioni, nel coraggio dei volontari che con lacrime e sangue combattono realmente in prima linea eppure...
Eppure il male, come il drago mitologico Idra, duplica le sue teste e per una tagliata ne spuntano altre due, più agguerrite e implacabili e crudeli di prima...
Pregare senza agire non è la soluzione ma agire con l'aiuto delle preghiere potrebbe esserlo!
Dedico quindi questa bellissima preghiera del Budda a tutte le vittime della crudeltà dell'uomo, a tutte le anime sensibili e coraggiose che combattono il male ma la dedico soprattutto a tutte quelle persone che del male sono paladine, con la speranza che finalmente su di loro scenda l'illuminazione da Budda invocata per i suoi seguaci, e che l' illuminazione del bene fermi, finalmente, quella mano che grondando sangue, ancora e ancora colpisce per procurare morte!
PREGHIERA DI BUDDA
Possano tutti gli esseri
ottenere la felicità
e la sua causa...
Possano tutti gli esseri
eliminare la sofferenza
e la sua causa...
Possano tutti gli esseri
dimorare nell'equanimità
liberi da avversioni e brama...
Possano tutti gli esseri
ottenere la gioia pura dell'illuminazione...
Possa io
essere il mezzo per fare ciò...
Tutti siamo impastati di bene e di male, ma questo ultimo bisogna vincerlo.
(Grazia Deledda)
Ogni attimo di ogni singolo giorno, un giorno lungo 24 ore, in ogni singolo angolo del mondo, anche sotto casa nostra, un'anima buona e sensibile combatte per difendere una donna, un bambino, un animale mentre vengono violentati, torturati e, troppo spesso, credelmente uccisi.
Anche se materialmente parlando il rapporto uno a uno sembra non esistere in realtà c'è. C'è sotto forma di associazioni nazionali e internazionali, sotto forma di petizioni, nel coraggio dei volontari che con lacrime e sangue combattono realmente in prima linea eppure...
Eppure il male, come il drago mitologico Idra, duplica le sue teste e per una tagliata ne spuntano altre due, più agguerrite e implacabili e crudeli di prima...
Pregare senza agire non è la soluzione ma agire con l'aiuto delle preghiere potrebbe esserlo!
Dedico quindi questa bellissima preghiera del Budda a tutte le vittime della crudeltà dell'uomo, a tutte le anime sensibili e coraggiose che combattono il male ma la dedico soprattutto a tutte quelle persone che del male sono paladine, con la speranza che finalmente su di loro scenda l'illuminazione da Budda invocata per i suoi seguaci, e che l' illuminazione del bene fermi, finalmente, quella mano che grondando sangue, ancora e ancora colpisce per procurare morte!
PREGHIERA DI BUDDA
Possano tutti gli esseri
ottenere la felicità
e la sua causa...
Possano tutti gli esseri
eliminare la sofferenza
e la sua causa...
Possano tutti gli esseri
dimorare nell'equanimità
liberi da avversioni e brama...
Possano tutti gli esseri
ottenere la gioia pura dell'illuminazione...
Possa io
essere il mezzo per fare ciò...
Tutti siamo impastati di bene e di male, ma questo ultimo bisogna vincerlo.
(Grazia Deledda)
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